Il Monte Conero. Consigli per una cronoscalata
da Fonte d'Olio a Caraffa d'Andria, cioè al parcheggio dell'ex Monastero dei Camaldolesi, ci sono 2900 m di salita e 306 m di dislivello. E' la salita più bella della zona di Ancona, sulla quale, prima o poi, dal ciabattone al professionista, tutti si sono cronometrati. I pro ci mettono meno di dieci minuti; i cicloamatori evoluti riescono a salire tra i 12 e i 13 minuti e possono farla tutta fuori soglia: la grande differenza si ha proprio quando si abbatte il muro dei 15 minuti (che significa salire a 12 km/h, 1200 VAM). Da questo livello si riesce ad aggredire la salita e non solo a subirla, si può ambire a qualcosa di più che sopravvivere.
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Da Fonte d'Olio a Caraffa d'Andria, cioè dall'incrocio sulla Panoramica al parcheggio dell'ex Monastero dei Camaldolesi ci sono 2900 m di salita e 306 m di dislivello. E' la salita più importante nella zona di Ancona, quella sulla quale, prima o poi, dal ciabattone al professionista, tutti si sono cronometrati.
Nei miei primi cinque anni da cicloamatore sarò salito sul Monte non meno di cento volte e sulle sue rampe ho preso la misura dei miei progressi. Dai primi tentativi con la vecchia Moser in acciaio, armata di un vetusto 42 x 22 e sulla quale a stento arrivavo in cima zigzagando, alle ultime corse ho accumulato un patrimonio di riferimenti che mi fa piacere condividere.
Questi sono i miei punti intermedi, a seguire leggerete i miei suggerimenti:
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| 2013 grafica del primo Salite delle Marche (vedi logo in basso a dx) |
Prima regola: partire piano
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Start: Fonte d'Olio (Sirolo)
Finish: Eremo di San Pietro
Distance: 2.95 km
D+: 306 m
Avg Grade: 10.8 %
Max Grade: 16 %
Min Elev: 170 m
Max Elev: 476 m
Climb Category: 3
Strava segment: Monte Conero (Salite delle Marche)
All'inizio, soprattutto se si arriva lanciati da nord, c'e la tendenza a strafare, ma è meglio non prendere sottogamba il primo tratto ché, in realtà, è uno dei più ripidi. Bisogna tenere presenti tre cose:
- che la salita è sì breve, ma, a causa delle pendenze, si fa in gran parte fuori soglia;
- che occorrono comunque dai 15' ai 20' a completarla e che, spesso, le gambe cedono prima della fine.
- che, se succede, la cosa è molto brutta.
I cicloamatori evoluti che riescono a salire tra i 12 e i 13 minuti, invece, possono salire sempre sopra la soglia: la grande differenza si ha proprio quando si abbatte il muro dei 15 minuti (che significa salire a 12 km/h, 1200 VAM). Da questo livello si riesce ad aggredire la salita e non più solo a subirla, si può ambire a qualcosa di più che sopravvivere. Un po' di margine è meglio tenerselo comunque.
Ho studiato su strava le scalate di tanti cicloamatori di livelli anche molto diversi e devo dire che tutti esagerano a spremere i watt nelle prime tre curve. Qualcosa è migliorato con la diffusione dei misuratori di potenza, ma vedo ancora tante crisi, soprattutto nelle mattine di mezz'estate.
INT1 - Le Cave
Dopo 500 m la strada descrive un'ampia curva a dx. Lì c'è il parcheggio sopra il Teatro alle Cave. Io, di solito ci arrivo in 2'08", ma ho notato che i miei tempi migliori li ho fatti quando sono transitato in 2'15". Sono passato anche in meno di 2', ma la storia è andata sempre a finire male.
INT2 - Bar Belvedere
Per arrivare al Bar Belvedere (quota 257, occorrono 4'-4'20") si supera il ripido rettilineo della Ginestra, sul quale ho visto molti cicloturisti desistere. Le prime volte anch'io zigzagavo senza ritegno sfruttando le piazzole d'entrata dei ristoranti.
Dopo la successiva curva a sinistra la pendenza scende di un punto. E' qui che tolgo due denti e inizio a spingere. Se ho forzato troppo me ne accorgo nel finale, a volte solo a casa, riguardando i dati.
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| Rettilineo dopo il Bar Belvedere. -220 metri alla meta, da qui si può osare |
INT 3 - Metamonte
Al piano di Metamonte controllo sempre l'andatura, così da non massacrarmi inutilmente nel caso sia ormai in ritardo. Si può prendere il riferimento all'imbocco del piano, all'incrocio con i sentieri sulla sx. Se guardate il cronometro in questo punto leggerete non solo da quanto tempo state salendo, ma anche quanto tempo vi resta ancora: siete esattamente a metà dello sforzo. E' un piano relativo, perché la strada sale di 20 m in 300 m (è comunque un bel 7%).
Sono passati 18 anni, ma ricordo ancora l'orrore che provai la mia prima volta sul Monte, quando vidi la casetta e i tavolini. Era il 3 ottobre, arrancavo da più di dieci minuti pensavo che il pub mi fosse sfuggito, ma confidavo di averlo ormai alle spalle; la consapevolezza di essere solo a metà della fatica fu terribile. C'è di buono che, ad onta del nome e per fortuna, in realtà il pub è posto ben oltre la metà della salita. E', giustamente, a meta del Monte, non della salita.
Se quando siete qui il cronometro segna 8 minuti state andando bene.
INT 4 - Tornante dell'Azienda Turistica
Il penultimo riferimento è sull'ultimo panoramicissimo tornante a sx con un guardrail su cui si legge ancora la scritta "Az. turistica Riviera del Conero". E' il punto ritratto sull'immagine di copertina. Siamo a quota 375; da quest'ultimo tornante dal quale si vede il mare mancano solo 1000 m.
Io, se sono in forma, impiego sui 9 minuti ad arrivare fin quassù, il che farebbe congetturare una salita in 13'30. In realtà i miei tempi, per tanti anni, sono stati sempre attorno ai 14.30-15 minuti, segno che parlo parlo, ma per anni anche io ho sbagliato ritmo.
Dopo il tornante c'è un impressionante drittone, il più lungo della salita. La strada, a causa della prospettiva, sembra più dura di quanto non sia (solo 10%). Dopo il drittone una esse dx-sx ci porta sul pianoro
INT5 - Il pianoro
L'ultimo riferimento è il più importante. E' posto alla fine del pianoro, a 450 m dal Monastero. Il punto è riconoscibile perché la carreggiata è attraversata da parte a parte dal segno di un canaletto. Se si arriva troppo stanchi, da qui si fa in tempo a perdere anche un minuto. Personalmente, considero un buon risultato arrivarci in 12:00, ma sono passato anche 10:45.
In quel momento, i più forti ciclisti amatoriali di Strava erano già in cima alla salita. I pro avevano anche ordinato il caffè.
Alla fine del pianoro restano solo 50 metri di dislivello, un paio di minuti se le cose vanno bene.
Ai gabinetti del parcheggio fate fermare il cronometro. Se volete, voi contuinuate la salita lungo la strada che serve la base militare e i ripetitori RAI, ci sono altri 80 metri di goduria. Io mi sono sempre fermato qui, nel parcheggio che i sirolesi fanno pagare anche dopo mezzanotte in estate.
Un giro intorno al pozzo nel cortile dell'Eremo, un'occhiata ai monti della Croazia (che si vedono una volta su 50) e poi, con lena meno affannata si decide se continuare verso i ripetitori o piegare verso casa.
1° edizione 28/6/2013
revisione 14/01/2026
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