L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 29 agosto 2015

"Sulle vie del Giovane Favoloso" Partita la Randonnée


E' partita stamattina la  1ª Randonnée "Per le Vie del Giovane Favoloso", novità  della Tre Giorni Leopardiana 2015.
In Piazza Leopardi, sotto lo sguardo si marmo della statua del Poeta sono partiti ca. una trentina di Randagi, per lo più ciclisti locali, e qualche iscritto dal Piemonte e dal Veneto. 
Almeno tre sono reduci dalla Parigi Brest Parigi 2015
Si prevede che i primi arriveranno verso le 18.00, gli ultimi poco dopo il tramonto, ma, essendo in bici, non avranno problemi di parcheggio, a differenza degli altri avventori della Festa della bistecca, la quale, anche quest'anno, allieta al vigilia della Fondo Leopardiana e funge da ristoro e pasta party.

Speriamo che tutti si divertano. Stamattina il sole sembrava un uovo in camicia venuto male, una palla rossa che si levava avvolto nella foschia come in un gomitolo di stracci appiccicosi. Già alle 8.00, però, non una nuvola velava il cielo di agosto. fa caldo, insomma e si prevede anche domani, per la Granfondo una giornata afosa.
La giornata di oggi è un passo importante verso la realizzazione di un percorso leopardiano permanente. Un grazie va quindi a tutti i partecipanti e un plauso particolare al Ciclo Club Recanati che ha creduto in questo progetto e, nonostante tutte le difficoltà, l'ha realizzato.






1. [da Recanati a Montelupone]

Quando io vedo la natura in questi luoghi che veramente sono ameni (unica cosa buona che abbia la mia patria) e in questi tempi spezialmente, mi sento così trasportare fuor di me stesso, che mi parrebbe di far peccato mortale a non curarmene (A PIETRO GIORDANI, 30 Aprile 1817.)


Il percorso allaccia alcuni dei Borghi più belli e premiati delle Marche. Si parte con Montelupone per arrivare a Urbisaglia, San Ginesio, Visso, Treia etc.. 

2. [Lungo la valle del Chienti]

Alli 18 di novembre del 1822 partì di quà col mio consenso per Roma, dove si trattenne alquanti mesi in casa del mio cognato e suo zio, Marchese Carlo Antici (MONALDO LEOPARDI, Memoriale, 1837)


Il percorso si sviluppa lungo le valli del Chienti e del Fiastra attraverso strade secondarie molto tranquille dalle quali si possono godere splendidi scorci sui Sibillini, Infine, dopo una strada meravigliosa, ma decisamente non piaaneggiante, che attraversa la campagna profonda, si arriva sulla meraviglosa piazza di San Ginesio [foto 6] uno dei "Borghi più belli d'Italia" (in assoluto), e bandiera arancione del TCI.



3. [da Pian di Pieca a Macereto-Arette]

La maraviglia similmente rende l’anima attonita l’occupa e la rende incapace in quel momento di desiderare (ZIBALDONE  Recanati luglio 1820)






Questo tratto è quello paesaggisticamente più bello del percorso Dall'altipiano di Pian di Pieca (quota 490) si entra nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini percorrendo provinciale che costeggia la Gola del Fiastrone e dal Lago di Fiastra (quota 650- 
seconda timbratura) sale dolcemente fino al Valico delle Arette (1110 s.l.m.) Due in particolare i punti chiave: il sorprendente complesso del Santuario di Macereto e il Valico delle Arette, spartiacque tra l'Adriatico e il Tirreno, dominato dall'imponente parete calcarea del Monte Bove (2169m) 


5. [da Visso a Tolentino]









Là nella selva; e sotto al patrio tetto
Sonavan voci alterne, e le tranquille
Opre de' servi. E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana 
Felicità fingendo al viver mio!

Con le Arette si superano i mitici Monti Azzurri e si scende a Visso, il punto più lontano da Recanati. Sulla splendida piazza del borgo, circondata da eleganti loggiati e da palazzetti nobiliari si affacciano due chiese gotiche. Quella di Sant'Agostino oggi adibita a museo, conserva la più grande collezione di manoscritti leopardiani. Una sosta è d'obbligo; è il momento di girare la bici e di tornare verso casa.


6. [da Tolentino a Recanati] 

«In certe passeggiate solitarie che vo facendo per queste campagne bellissime, non cerco altro che rimembranze di Recanati» (AL FRATELLO CARLO Bologna, 23 novembre 1825)
“Paolina mia, vo sempre sospirando il momento di riveder Recanati, che sarà certamente presto, piacendo a Dio" (ALLA SORELLA PAOLINA Bologna, 23 giugno 1826)


L'ultimo segmento attraversa alcuni dei paesaggi collinari più belli d'Italia: La cresta di San Giuseppe, l'Abbazia di Rambona, Treia ennesimo "Borgo più bello d'Italia", dove ancora si svolge il gioco della palla al bracciale cantato da Leopardi nella sua "Ode a un giocatore di pallone". 
Ormai il più è fatto. Dopo aver toccato Appignano e la suggestiva Montefano, con il Castello di Montefiore [foto 14] “randagi” giungeranno finalmente nel territorio di Recanati, La fine della fatica dista solo 5 km di saliscendi. In Piazza Leopardi ci sarà l’ultimo ristoro e sarà possibile fare una bella doccia e mangiare una succulenta bistecca.