L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 30 settembre 2015

Osteriola






Distance:
2.2 km
Elev Gain:
115 m
Avg Grade:
5 %
Max Grade:
15.5 %


Climb cat:
4
Min Elev.:
85 m
Max Elev.:
194 m


L'Osteriola è una della tante salite che collegano la provinciale della Val Musone, costruita nel fondovalle, con la provinciale che corre parallela sulla cresta. E', come tutte le altre, una salita a gradoni, che sarebbe l'ideale per i lavori di SFR magari in abbinata con le vicine Campoceraso, Gaiano, Croce del Monte.
La struttura della collina, con l'alternaza di tratti ripidi e tratti in piano consente di alternare lavori di potenza e momenti di rilassamento senza le noiosissime ripetute. 
Occhio: il primo gradino è il più faticoso, seguono 300m in falsopiano, un secondo gradone, un secondo falsopiano, più lungo stavolta, e un dentino finale. 
Le cose sono un po' cambiate (almeno per me) con l'arrivo di Strava: la salita è diventata teatro di battaglie accanite e un po' ridicole. Per questo motivo, per evitare di riaccendere le micce, ultimamente la percorro solo in discesa. Anche perché la discesa offre una delle viste più suggestive sulla Valle del Musone




 


 




















Il segmento di Strava, immancabile