Castelletta, da Jesi


    






PARTENZA: sorgente di Gorgovivo (zona ind. Serralta)
LUNGHEZZA: 7,40 km
DISLIVELLO: 511m
PENDENZA MEDIA: 6,91%
PENDENZA MAX: 13%




«La cima Scarponi si chiama Castelletta, è dalle parti di casa mia, ed è lì che mi testo» 
Michele Scarponi alla Gazzetta dello Sport

E se per l’aquila di Filottrano è solo un test, per i cicloamatori marchigiani può essere un’impresa e un successo personale. 

La salita è ai margini del Parco regionale della Gola della Rossa
e di Frasassi. Ci si avvicina alla Castelletta dalla SP14, venendo da Jesi o da Fabriano; si giunge ad un sottopasso ferroviario guidati dalla singolare vetta appuntita (anche se non è precisamente lassù che arriveremo) che si distingue tra le cime boscose e si volta a destra verso la sorgente di Gorgovivo, la quale fornisce il servizio idrico di acqua potabile per la pressoché intera provincia di Ancona. E probabilmente anche alle vostre borracce. 

Superata la sorgente ci si appresta a salire. La prima parte è la più dura, ma bisogna gestire la benzina perché quando le pendenze saranno più dolci, la salita sarà ancora lunga. In totale sono circa 7,5km e i primi 2,5 presentano pendenze intorno al 10%, a tratti anche superiori.
La strada purtroppo ha un asfalto rugoso, con qualche buca e i margini della carreggiata sono abbastanza sporchi. Questo non aiuta la pedalata e di certo dobbiamo ammettere che nella zona ci sono salite con manti stradali migliori.

I primi tornanti sono immersi nel bosco e, quando si fa più rado, riusciamo a distinguere le cime più o meno vicine del Parco regionale, in particolare l’imponente Monte Murano (882m slm) sulla destra, sull’altra sponda del fiume Esino. 
La strada è intervallata da piccoli ponti in muratura, su uno dei quali ci sono delle scritte in omaggio all’Aquila di Filottrano. A questo punto siamo circa a metà ascesa e, dopo un bivio in cui si tiene la destra, arriva lo strappo nell’abitato di San Pietro (con fontanella). Qui ci si alza sui pedali e si scollina. La salita è ancora lunga, ma da adesso le pendenze migliorano, rimanendo sempre regolari: si continua a salire intorno al 7-8% fino all’abitato successivo che è Castelletta (590m slm) e che dà il nome alla salita. 

Appena prima di arrivarci si immette nella nostra strada quella che è la salita alla Castelletta da Grotte Sotto le Noci. Questa è più irregolare e malmessa, ma collega questa salita all’ascesa al Poggio San Romualdo, da Gorgovivo  appunto.
Tuttavia per il valico (675m slm) dobbiamo salire ancora, tenendo la destra sul lastricato di Castelletta e uscendo dal paese. Da qui già si vede il traliccio dell’alta tensione posto in cima al monte: siamo alla flame rouge della salita della Castelletta, le pendenze sono costanti al 6% e la pedalata è sospinta dalla soddisfazione per essere arrivati in cima e dalla bellezza della vallata che si apre ai nostri piedi appena si esce dal centro abitato. 

In cima troviamo un’ampia area di ristoro all’ombra dei pini, un crocifisso in pietra e la cima del Monte Revellone (841m slm), raggiungibile a piedi o in MTB dal piano su cui ci stiamo riposando.

In discesa, su entrambi i versanti, massima attenzione alle buche e alla ghiaia perché, come detto, le strade di questa montagna non sono messe bene.


Giorgio Di Blasio


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