L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 10 gennaio 2016

Castelli di Jesi

La vasta zona dei Castelli di Jesi si estende lungo la Vallesina, nell'anconetano. Non si tratta di classici castelli, bensì di piccoli paesi fortificati e racchiusi da alte mura risalenti al medioevo e ben conservate fino ad oggi. Sono disposti tutt'intorno alla vallata di Jesi.

Il comune denominatore e la ricchezza di questa zona è il Verdicchio, ma possiamo apprezzare i Castelli di Jesi anche da cicloturisti grazie ai paesaggi, i percorsi vallonati, le salite per tutte le gambe e la compagnia che facilmente si trova pedalando da queste parti. Ovviamente da cicloturisti possiamo apprezzare anche il Verdicchio, non c'è neanche bisogno di dirlo!

Personalmente ho scoperto questa zona grazie ad un mio amico che mi ha portato a scalare il Poggio San Romualdo e la Castelletta, ma me ne sono innamorato subito e sono tornato altre volte per affrontare salite più semplici, ma non meno gratificanti! Potremmo classificarle di II categoria, senza troppe pretese, ma le ritengo comunque degne di nota: magari nella prossima scalata della Castelletta scalderete la gamba per Maiolati o, che ne so, un giro a Serra San Quirico in una mattinata di sole autunnale chiusa da un pranzo di quelli rustici prima di scendere a valle…

Ogni castello è raggiungibile da una strada pedalabile. Attenzione a non avventurarsi fuori dalle provinciali. Potreste imbattervi con facilità in muri veramente difficili: la famosa Boccolina verso Maiolati, lo Spezzo de Frati Bianchi verso Cupramontana, il Fosso di Rosora, la Corta di Mergo.
*Di sicuro questo post verrà aggiornato per inserire nuove salite, che al momento non ho sperimentato, ma intanto iniziamo con qualcuna.
** molto interessanti sul lato dx del fiume le salite di Poggio Cupro, e di Castellaro; sul lato sinistro quelle di Trivio e di Santa Maria delle Stelle 

Castelbellino - Monte Roberto - Maiolati Spontini (Salita dei Castelli)


LUNGHEZZA:  6,2 km
DISLIVELLO:  335 m
PENDENZA MEDIA:  5,5%

La strada inizia a salire in località Pianello Vallesina, presso l’uscita Castelbellino della SS76. E infatti Castelbellino (268 s.l.m.) è il primo paese che si incontra salendo. La bellezza di questa salita sta nella pendenza regolare, nell’asfalto perfetto e nei numerosi tornanti che si affrontano in successione. Tutto il resto lo mette la campagna marchigiana con i suoi vigneti e i dolci colori.

Dopo 6 tornanti si arriva in paese e si prosegue. Abbiamo percorso 2,5 km, salendo circa 155 m. Superato Castelbellino si prosegue verso Monte Roberto (348 s.l.m.), continuando sulla stessa strada.

Sono circa 2 km e quasi 100 m di dislivello guadagnati e con la strada mai dritta per più di 200 metri! All'interno di uno dei tornanti vi è un monumento ai caduti di Monte Roberto.
Pure questo borgo lo lasciamo sfilare alle nostre spalle e continuiamo a salire verso Maiolati Spontini, paese d’origine del celebre compositore Gaspare Spontini (Info).

Lungo la strada si costeggia il Parco Colle Celeste, che deve il nome alla sposa del compositore e la Casa dell’Olio e della Biodiversità (Info), un progetto didattico e di ricerca fermo da anni, ma ora -pare - finalmente ripartito.
Per rimanere in tema artistico, l’ascesa termina di fronte al teatro comunale G. Spontini dove nel 1995 il maestro Riccardo Muti, grande interprete della musica spontiniana è stato insignito della cittadinanza onoraria.

Il teatro si trova a quota 404 s.l.m. e in totale abbiamo percorso 6,2 km. Per concludere e apprezzare il paese ci si può addentrare nelle viuzze in pavé, fino al belvedere sulle mura che apre la vista su tutta la Vallesina. Spettacolare.


 Giorgio Di Blasio


Per le sue caratteristiche la salita dei Castelli è una delle più frequentate non solo dai cicloamatori, ma soprattutto dagli agonisti. Ne è testimonianza il corrispondente segmento di Strava: