L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 22 giugno 2016

Dalla base al Subasio e ritorno



Per la nuova rubrica SALITE DALLE MARCHE cronaca di uno sconfinamento vagheggiato da anni
domenica 26 giugno 2016. Era stato previsto il giro disegnato a fine post per con partenza da Fabriano verso le 6:00.
La vampa di Giugno però, che già ci aveva dissuaso dal partecipare alla Straducale, ci ha consigliato di partire da Gualdo Tadino. Un pensiero ai colleghi che si sarebbero cotti nelle disastrate strade dell'Appennino urbinate; un ripasso rapido alla gloriosa storia del povero Totila, morto proprio da queste parti, più o meno dove adesso sorge l'omonimo pub e... via!
Sono 18°C alle 6.30, ma sappiamo che non può durare. 
Per arrivare ad Assisi si percorre la bella SP444 o da Cerqueto o da Voltole. Strade comode e poco trafficate disegnate su una bella cresta che culmina agli 820m del Valico di Montemezzo. Servono ca. 30 km per arrivare ad Assisi, che appare alla fine di una gola da una prospettiva decisamente insolita.
Dopo l'obbligatorio giro del centro storico deserto abbiamo affrontato il "terribile" Monte Subasio.

@gli amici californiani; il Subasio è piuttosto diverso diverso da come lo hanno rappresentato gli sceneggiatori di Alias. Poche montagne sembrano tanto innocue quanto il Monte di Assisi, ma non è assolutamente il caso di sottovalutarlo. Come dicono in Spagna: montaña redondeada muerte del corredor.

Monte Subasio da Assisi


Lunghezza: 10.6 km
Pendenza: 8 %
Difficoltà: 107.4
Partenza: 400 m
Arrivo: 1277 m
Dislivello: 959 m

se si parte dal fondovalle,
Lunghezza: 14 km,
Pendenza: 5.6 %
Partenza: 177 m
Arrivo: 1277 m
Dislivello: 1100 m





Intanto considerare che da Santa Maria degli Angeli alla vetta ci sono 14km di salita e più di 1000m di dislivello. Ok i primi km fino ad Assisi sono un mero riscaldamento (se passate sulla strada fatta dal Giro d'Italia lo sono meno), ma questa non necessariamente è una buona notizia. Il tratto tra Assisi Piazza Matteotti e l'Eremo delle Carceri è davvero bello immerso com'è nella foresta ma anche davvero duro, tutto intorno al 10% con punte del 26-19-17% (a seconda che diate retta a Strava, al Garmin i alle mappe dell IGM) . A orari normali in questo tratto ci sarà senz'altro traffico, ma volta superato l'Eremo non ci sono più problemi. E la salita va su ancora per parecchio: il Panettone del Subasio svetta appena a quota 1290, ma la strada ha il suo punto culminante proprio in cima tra quota 1270-1280.
Fino a quota 1057 (loc. Stazzi) la salita continua fissa al 9%. Dopo il parcheggio le pendenze scemano, ma il guadagno è limitato perché la strada diventa sterrata e nemmeno troppo agevole. questo tratto e la discesa successiva è il regno delle MTB, ma anche ai ciclisti in bdc piace la terra battuta. La strada è bellissima in mezzo ai pascoli. Si incontrano mandrie di bovini, e di equini (cavalli a dx e somari a sx). 
Il fondo, ammetto, l'è un po' disagevole: siamo scesi a 14 km/h eppure sono riuscito a bucare e a scivolare. Non è strada da bdc, ma con la giusta cocciutaggine si può fare. E' comunque molto più divertente che scendere dallo stesso lato Tra salita e discesa saranno almeno 8 km di sterrati.

La discesa a Collepino-Spello

Veduta panoramica
La strada verso Spello è, manco a dirlo, bellissima. Ci ha fatto venire il dubbio che forse sarebbe stato meglio fare il giro al contrario.  A un certo punto,  dopo un imprecisato numero di tornanti tra le piante si manifesta il piccolo e grazioso borgo di Collepino, un castello di Spello che sull'incrocio offre una  generosa fonte d'acqua. 
A Collepino la strada si biforca: a dx continua la discesa verso Spello, a sx la strada continua più o meno in piano, gira intorno al Subasio e in una ventina di chilometri si riporta ad Assisi. 

La grotta delle bici vicino  San Giovanni
Noi abbiamo preso per di qua: una strada piena di sorprese; all'altezza del borgo di San Giovanni, preceduto da una curiosa grotta decorata con vecchie bici colorate, ci siamo buttati a dx per una ripa discoscesa che ci ha portati a Valtopina, capitale del tartufo sulla via Flaminia. 
I venti km percorsi sul tracciato della vecchia statale da Valtopina a Gualdo Tadino sono stati i peggiori, per via del paesaggio anonimo. per il caldo ormai asfissiante e per i saliscendi inattesi. Nocera Umbra per esempio la si raggiunge dopo ca. 4 km di falsa pianura, e anche la strada che viene dopo ci è stata quanto mai logorante. 


Il progetto sarebbe stato quello di tornare nelle Marche facendo il Passo del Termine e ritornare ala macchina valicando a Valsorda (altro sterrato) o allo spettrale Valico di Fossato, ma non era giornata per bighelloni

Bike route 2.186.796 - powered by Www.bikemap.net