L'Appennino che attraversa le Marche comprende quattro pieghe o catene. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la quinta maestosa dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega è quella costituita dal Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi gli itinerari in direzione Nord-Sud. La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, il Monte degli Elci, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, etc... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 30 marzo 2017

Re Monte Nerone

Il Monte Nerone è la salita più importante, più nota, più difficile, più ciclisticamente vivace delle Marche. Tanto nota che... su Salite delle Marche non trovo scritto niente. Una dimenticanza della quale mi avvedo solo oggi. Non c'è bisogno di alimentare la confusione, quindi cercherò di scrivere il meno possibile e semmai in questo post di fare un po' di ordine tra i tanti che scrivono del Nerone.
Spazio dunque a chi se lo merita, a Pelorandom, Albumciclismo e agli organizzatori del Brevetto del Monte Nerone. Una cosa però bisogna che la scriva, perché si inizia a respirare aria di Straducale e perché si accumulano le voci allarmate: dei tre versanti del nostro Monte tra poco sarà percorribile in bdc solo quello da Serravalle di Carda. Il boscoso versante di Piobbico è da anni in estremo degrado, ma purtroppo anche il versante di Pianello, quello del Giro d'Italia del Centenario, il c.d. Ventoux delle Marche pare correre verso lo stesso destino.  



TIPO FONDO: ASFALTO
CON VORAGINI, FRANE,
DETRITI TAGLIENTI
PARTENZA : PIOBBICO
LUNGHEZZA : 11.45 km
DISLIVELLO : 1010 m
PENDENZA MEDIA : 8.8%
PENDENZA MAX : 16%
QUOTA PARTENZA : 338m
QUOTA VALICO : 1352m
CATEGORIA : HC
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N.B. Dal Valico per arrivare a Cima Bibi, sulla vetta del Monte Nerone (1525) ci sono ancora tre tornanti. Di questo tratto finale, comune a tutti e tre i versanti, si parla alla fine di questo post.


Dislivello quasi identico, ma lunghezza inferiore non lasciano spazio a dubbi: è il versante più impegnativo del monte Nerone, se poi aggiungiamo la sede stradale ormai diruta, frane e smottamenti vari lo si può tranquillamente definire "il peggiore". [...]
Per affrontare quella che, se anche l'asfalto fosse un biliardo, sarebbe comunque la salita più dura delle Marche si prende da Piobbico la bella strada per Roccaleonella che è larga e ben tenuta grazie al passaggio del Giro d'Italia (nonostante il 2009 sia un ricordo sbiadito, la carreggiata è ancora buona). La strada mostra subito una gran fretta di salire (13%) fino a superare le case di Ca' Giovacciolo; di qui la pendenza cala leggermente, rimanendo pur sempre intorno al 10% (con qualche ricaduta di nuovo al 12-13%). I primi due chilometri, se si vuole considerare solo il profilo altimetrico, sarebbero i più difficiki della salita. Ma la realtà, purtroppo. è peggiore di quella che si intuisce dai grafici.
Superato l'abitato di Acquanera, dove sulla destra si trova l'unica fontana, state pronti a girare a destra. Poche centinaia di metri dopo l'ultima casa, si distacca, sulla destra, una stradina asfaltata, stretta, quasi occlusa dai rami degli alberi; una rustica scritta su un cordolo di cemento indica che porta al Monte Nerone (io la prima volta non l'ho vista  a causa dell'erba e mi sono fatto un paio di km di troppo. poi il fatto che scendevo invece di salire mi ha insospettito).
Quelli del Giro (come me) hanno tirato dritto, sul loro bell'asfalto rifatto a nuovo, mentre la salita al monte Nerone è lasciata a se stessa.
La pendenza della salita, come del resto anche il tratto di strada appena percorso, rimane sempre intorno al 10%, praticamente cala solo in corrispondenza dei tornanti.
Sarebbe una strada molto bella, generosamente ombreggiata e in un paio di punto molto panoramica, se... non occorresse fare un continuo slalom tra le buche, pozzi crepe e frane. Ragazzi NON fate circolare queste informazioni, sennò ci chiudono la strada:  ho fatto ieri (30 marzo 2017) il versante di Piobbico ed è stata una vera impresa: ci sono quattro smottamenti sui quali si passa solo grazie ai fuoristrada dei cacciatori che hanno pressato la ghiaia. Un tratto è franato in modo tale che dubito che una normale automobile riesca a transitare.
Sono "sfasciati" soprattutto i chilometri 3 e 7: in quest'ultimo tratto le reti per bloccare la ghiaia sono cariche di detriti, ma c'è un tratto di strada di 100 metri cosparso di brecce taglienti che potrebbero facilmente squarciare i copertoni; io sono salito in piedi sui pedali, ma sarebbe stato più saggio caricarsi la bici sulle spalle e salire a piedi. Lunghezza e dislivello ormai sono poca cosa rispetto alle difficoltà del fondo; si aggiungano le note voragini dell'asfalto, i soliti sassi all'uscita dei tornanti, le ginestre a bassa quota e i noccioli al piano di sopra che invadono mezza carreggiata e si può capire che forse sarebbe più corretto parlare di strada forestale. Almeno ci andrebbero solo le MTB.
Spero che quella che ho visto ieri sia una condizione provvisoria, conseguenza dello scioglimento delle nevi, perché il Comune di Piobbico rischia a tenere aperta una strada così. Nessuno si fa illusioni per l'asfalto, ma una spazzata ai detriti è doverosa.
Ritornando alla salita, c'è da dire poco. Per nove chilometri pendenze costanti tra il 9 ed il 10% con brevi tratti al 12%, un tracciato che trafigge la foresta e si inerpica dapprima intorno alla punta del Monte Serrone, quindi sul Monte Nerone vero e proprio.
A quota 1000m si incontra una brevissima contropendenza di appena 200m, troppo breve per tirare il fiato.
A quota 1040m circa, si nota sulla destra un cartello in legno indicante la Grotta di Nerone e Balza Forata, per gli amanti dei trekking e della speleologia.
Al tornante successivo, a quota 1070 m Pelorandom consiglia di appoggiare le bici a terra, fare appena 50m su prato e godervi il panorama esattamente dal bordo di uno strapiombo di qualche centinaio di metri sulla Val d'Abisso, "occhio pero' che non c'è nessun parapetto".
A quota 1140m, in corrispondenza di un altro tornante, un cartello nascosto oltre le rocce, indica il sentiero per il rifugio Corsini (sempre per gli amanti del trekking).
Abbiamo ancora circa 200m di dislivello da superare e comprendono anche il rampone quasi bianco con la pendenza maggiore, al 14%.
E continuano anche le buche ovviamente, in certi casi è praticamente impossibile evitarle, visto che hanno invaso l'intera sede stradale, bisogna farci l'abitudine e rallentare l'andatura.
A quota 1300m circa, finisce la strada stretta, si trova inoltre una deviazione in discesa per il rifugio Corsini, ma in bici si prosegue imperterriti in salita, il bosco non c'e' più e dopo aver passato un brutto edificio in cemento (la Colonia Don Orione, rilevata qualche anno fa dagli scout della zona di Pesaro), siamo praticamente al valico.
Da qui circa 1 km di pianura permette di giungere al bivio con la stradina (a sinistra) da dove sono saliti i professionisti (da Pianello via Cerreto), mentre qualche centinaio di metri di salita permettono di arrivare al rifugio La Cupa (proprio sulla strada) e poi di scendere verso Serravalle di Carda, sulla discesa più bella del mondo (strada larga e fondo migliore). 
Per chi proprio non può fare a meno di arrivare quasi in vetta, ci sono ancora un paio di chilometri, che portano esattamente dinanzi il cancello di ingresso dei ripetitori RAI.




Pelorandom: Monte Nerone da Pianello


FONDO : ASFALTO ORMAI DETERIORATO
PARTENZA : PIANELLO DI CAGLI
LUNGHEZZA : 13.4 KM
DISLIVELLO : 1030m
PENDENZA MEDIA : 7.6 %
PENDENZA MAX : 13%
CATEGORIA : HC


E` questo il versante affrontato prima dal giro d`Italia 2009.
Ammesso di avere l`allenamento adatto, l`unico vero problema con questa salita, potrebbe essere dovuto al caldo, quindi evitate i periodi di anticiclone africano, o quanto meno affrontatela nelle primissime ore della mattinata. Considerato il degrado del versante di Roccaleonella e l'eccessivo traffico automobilistico (nei fine settimana) del versante di Serravalle di Carda, è probabilmente anche il versante migliore per i ciclisti.
La sede stradale è molto stretta, quasi completamente esposta al sole, sale con numerosi tornanti, tutti numerati, attraverso i prati.
Si parte dal bel paesino di Pianello a circa 12,5 km da Cagli si dà un'occhiata alle tabelle celebrative della tappa del Giro '09 e si punta la montagna. La salita inizia poco dopo il fiume, con un tornante non numerato che sale subito al 13%, fino a superare le ultime case dell'abitato, dopo le quali la pendenza si affievolisce fino a diventare discesa per circa 500 m,
Giunti in fondo alla valle, torna la salita che non ci lascerà più fino al valico. Di nuovo la pendenza sale (10-12%), fino al bivio per Cerreto; qui si trova anche il primo tornante numerato, il n.21 con la relativa quota altimetrica (520 m).
A proposito della quota, confermo che c`è corrispondenza tra quella segnata sui tornanti e quella dell`altimetro, solo all'inizio e al valico, per tutto il resto del percorso, la quota segnata è di circa 50-80 m inferiore al valore reale.
Superate anche le ultime case di Cerreto, ci aspettano diversi chilometri, tutti in mezzo al prato, numerosi tornanti e quasi nessuna ombra. continua a leggere su pelorandom...



Pelorandom: Monte Nerone da Serravalle di Carda (Pian di Trebbio)

TIPO FONDO : ASFALTO
PARTENZA : PIAN di TREBBIO (Serravalle di Carda)
LUNGHEZZA : 8.85 km
DISLIVELLO : 731 m
PENDENZA MEDIA : 8.1%
PENDENZA MAX : 14%
QUOTA PARTENZA : 770m
QUOTA VALICO : 1525m

Mentre gli altri due versanti sono caratterizzati da una stradina particolare, una prevalentemente all'ombra del bosco, una quasi completamente allo scoperto, ma comunque molto caratteristiche, questo da Serravalle di Carda (da Pian di Trebbio per la precisione), si svolge tutto su una normale strada di montagna, con sede abbastanza larga, asfalto praticamente perfetto. [...]  E' l'unico versante che, senza contropendenze o falsopiani, permette direttamente di arrivare alla cima del Monte Nerone, fino al cancello che, sbarrando la strada, segna il territorio della RAI. 

Si comincia subito in salita, in curva al 9-10%, che poi cala repentinamente divenendo pedalabile prima del primo tornante che si affronta solo al 2%. Asfalto ancora nero dopo che è stato rifatto in occasione del passaggio (in discesa) del Giro d'Italia  Continua a leggere...


N.B.: Per Discese delle Marche è la più bella discesa della Regione




Appena 50m dopo questo bivio c'e' il cartello dell'ottavo chilometro, mancano tre tornanti, l'ultimo dei quali caratterizzato da un muraglione, sopra il quale c'è un parcheggio per godere del panorama.
La strada sale e termina definitivamente con un cancello che ne sbarra la prosecuzione in corrispondenza degli impianti radio della RAI, siamo praticamente in cima, il panorama foschia permettendo, e' veramente spettacolare: sulla destra (verso sud), è ben visibile il Petrano, il massiccio del Catria, anche se la punta che si vede in primo piano è quella del monte Acuto, dove arriva la bidonvia di Frontone, quindi ancora a destra il massiccio del Monte Cucco e, più in lontananza, arrotondato, c'è il Monte Subasio.
A nord (a sinistra salendo), in basso il paese di Piobbico, più in lontananza ma ben riconoscibile, il Carpegna, i Sasso Simone e Simoncello. Ad est ovviamente il mare, con tutte le città costiere