L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

lunedì 28 agosto 2017

Forchetta di Fonte Avellana


da panoramio © Tutti i diritti riservati di antenoremalatesta

« Tra ' due liti d'Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che' troni assai suonan più bassi,

e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria. »

(Divina Commedia, Pd. XX, 106-111)

La strada non finisce all'Eremo di Fonte Avellana (lo chiariamo subito perché in rete girano informazioni sbagliate), ma continua fino a un valico che, nelle mappe dell IGM, è denominato "La Forchetta", per poi scendere verso Caprile e Frontone. E' un valico che potremmo definire "di lusso", perché non è necessario a collegare due valli, dal momento che il fiume Cìnisco, che solca il versante nord, è un affluente di quel Fiume Cesano che scava il versante sud (la confluenza avviene a Pergola) e le due vallate sono collegate da innumerevoli strade assi più comode.
Il valico, pertanto, è transitato solo da quanti siano diretti al Monastero di Fonte Avellana e questo è un lusso anche per i ciclisti, che hanno a disposizione una strada splendida e singolarmente solitaria. E' una salita bella tutto l'anno, anche se il periodo migliore è probabilmente quello delle foliage tra ottobre e novembre; la quota relativamente modesta della Forchetta (780 m  s.l.m.) fa sì che le salite siano percorribili per quasi tutto l'anno.





1. Forchetta di Fonte Avellana dalla Val Cesano


Start: Serra Sant'Abbondio (PU)
Distance: 6.4 km
Elev. Gain: 332 m
Avg Grade: 5.2%
Max Grade: 12%
Min Elev: 447 m
Max Elev: 781 m
Climb Category: 2



Salita molto interessante che attraversa una zona affascinante per natura e per architettura. Siamo sul versante orientale del Monte Catria. La strada si allunga in una valletta appartata scavata dal Fiume Cesano.

La salita inizia all'incrocio con la strada che scende da Leccia, ma nei primi 3.5 km si guadagnano appena 100 m di quota.

Il punto di partenza classico è poco dopo la Madonnina di Chiavelle, in corrispondenza del parcheggio del ristorante Le Cafanne, un posto molto suggestivo in riva al ruscello, con tavoli quelli all'aperto, e piatti semplici, ma confortanti.

Dopo 1,2 km, in località Castellaccio (quota 506), si incrocia, da sinistra, la strada che scende dall'Abbazia di Sitria, da tenere presente per percorrere un anello che comprende anche im Passo del Catria.

Per iniziare la salita vera è ancora presto. Ancora 2,5 km al 2% lungo questa parte di valle meno angusta e che non a caso è denominata la Val Grassa, finché si giunge a una sorta di bivio geologico (quota 549): il fiume si perde a sinistra verso la boscosissima Balza dell Aquila, invece la Strada Provinciale Avellana sterza bruscamente a destra su una valletta appartata e, finalmente, si mette a salire. Da questo punto al valico mancano 2800 metri, pendenza media 8%.
La prima parte è un non inatteso drittone di 500 m con pendenza media del 10%; sapevamo che, prima o poi, avremmo dovuto pagare il dazio del falsopiano nei primi chilometri.
Il drittone termina alla cappella di S. Albertino (quota 600), primo segno dell'antica presenza monastica in questa valle. La valletta è particolarmente stretta e S. Albertino è solo la prima di una serie di cappelline che punteggiano l'erta finale che conduce all'Eremo.

La strada moderna, inizia qui una serie di sei tornanti che in circa un chilometro ci porta a quota 700. Invisibile dalla strada, si cela tra alberi secolari l'eremo millenario di Fonte Avellana (quota 700), la cui presenza si manifesta prima alle orecchie che agli occhi. Quantomeno così è successo a me: due volte ho fatto la salita e due volte ho sentito le campane prima di vedere le bianche pietre del Monastero. 

L'ingresso all'Eremo è posto sul quinto tornante, e sicuramente vale una visita (C'è anche un ristoro e la possibiltà di prendere l'acqua). La Comunità Monastica celebrata dalle terzine di Dante ha iniziato la sua storia nell’ottava decade del X secolo, quando fu fondata da San Romualdo e ha raggiunto l'apice sotto San Pier Damiani. Nel XIV secolo il Monastero è confluito nella congregazione camaldolese che, dopo la parentesi Napoleonica e Post Unitaria, ancora lo regge.

Sul sesto tornante parte la salita HC che porta alla Croce del Monte Catria (quota 1700,vedi infra), ma è percorribile solo in MTB, noi si continua sull'asfalto. 
E' il tratto più suggestivo della salita: completamente solitario, ma con la fabbrica del grande monastero che, finalmente, si mostra nella sua austera bellezza. 7% fino in cima


La maggior parte delle foto sono state scattate l'8 dicembre, quando per tradizione vado a Fonte Avellana a caccia di muschio










2. Fonte Avellana da Frontone


Start: Strada del Caprile (PU)
Distance: 4 km
Elev. Gain: 311 m
Avg Grade: 7.8%
Max Grade: 12%
Min Elev: 470 m
Max Elev: 781 m
Climb Category: 2




Da questa altra parte la salita non l'ho mai fatta. Vale sicuramente la pena l'affaccio sul monastero, ma, non so perché, non lo ho mai preso in considerazione la possibilità di salire da qui. Nemmeno con la macchina. Di qui sono sempre e solo sceso. Quelle che riporto dunque solo dunque le impressioni di un discesista. La prima impressione riguarda l'asfalto: un po' sporco, ma molto decente per la salita, un po' pericoloso in discesa.
La seconda impressione è che i primi due chilometri e mezzo non siano di vera salita, per cui sono stati disegnati nell'altimetria, ma non verranno considerati in questa breve descrizione. 

Cominciamo: è tutto falsopiano dal paese basso di Frontone a Foce e fino al bivio Caprile-Funivia/Fonte Avellana.
Una volta presa la strada a sinistra la pacchia finisce. Chi ha progettato questa strada forse sperava di tirare un'unica riga e di arrivare in cima. non ci è riuscito ma ci è andato vicino: da bivio in avanti ci sono 4 chilometri di strada , tre rettilinei e due tornanti.
Il primo drittone è lungo 1800 m, pendenza media umana al 7.7%. Dopo il tornante c'è il secondo rettilineo che misura 800m e ha una pendenza misera del 6.7%. Restano ancora solo 1400 m di salita e, purtroppo 160 m di dislivello. In cauda venenum, come sempre, le pendenze peggiori, 11-13% arrivano alla fine.
In qualunque stagione si affronti la salita, il Panorama sull'Eremo e sul Monte Catria ripaga abbondantemente dello sforzo fatto. O no?




3. Monte Catria da Fonte Avellana