L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 22 novembre 2017

Valsorda


Start: Gualdo Tadino SP3 Flaminia 
Distance: 6.0 km
Elev. Gain: 530 m
Avg Grade: 9%
Max Grade: 18%
Min Elev: 482 m
Max Elev: 1005 m
Climb Category: 2

fino al confine di regione

Distance: 8,6 km
Elev. Gain: 660 m
Max Elev: 1130 m
Avg Grade: 8%
Climb Category: 1

C’è un’amena vallata appeninica in Umbria, formata dalle propaggini dei monti Maggio e Serrasanta, la cui bellezza lascia senza fiato. [...] Siamo a 1000 mt di quota, nella splendida Valsorda, pochi km sopra Gualdo Tadino, terra di acque e ceramiche rinomate…e se a valle l’ambiente è fortemente antropizzato, basta percorrere 4 km alzandosi un po' di quota ed ecco che ci ritroviamo immersi nella natura più selvaggia e incontaminata.
Nelle giornate terse, da quassù il panorama è notevole: possiamo vedere l’Umbria intera, dai Sibillini al Subasio, dal Lago Trasimeno al Tezio, da Perugia al vicino Cucco; e oltre scorgiamo l’Amiata e il Cetona in Toscana, il San Vicino, il Catria e il Nerone nelle Marche.  (da www.mtb-mag.com: Valsorda ma quanto ci si sente bene)

La salita, che si diceva protagonista della 10° tappa del Giro 2018, noi l'abbiamo affrontata in discesa ("salitedellemarche" spesso vuol dire "discesedellumbria") il giorno stesso in cui si è saputo che la tappa di Gualdo Tadino non sarebbe arrivata a di Valsorda, ma sarebbe stata destinata ai velocisti.
Anche così abbiamo potuto apprezzare 

- l'ameno catino che ospita i rifugi e le belle casette di Valsorda
- una bella strada in un ambiente singolare: una rada pineta appenninica al cui interno rispuntano piccole querce, che con la loro chioma gialla sembrano fluorescenti nell'oscurità del bosco e della caligine di novembre.

Della salita abbiamo capito anche che:

1. Al contrario del versante marchigiano (che è generoso definirlo un carrareccia), quello umbro ha carattere di Strada Provinciale, è asfaltato bene, è largo ed è molto frequentato; d'altra parte si tratta di una una tipica salita "cittadina", di quelle che partono direttamente dal paese (così come San Silvestro per i Fabrianesi o il Petrano per i Cagliesi) e che oltre agli agonisti che vogliono sfidare le pendenze, accolgono trovano anche persone "normali", alle prese con jogging, tintarella o semplicemente una camminata nella natura.




2. Avete visto il profilo altimetrico meno fighetto qui a desta? Quello disegnato a mano da noi con il vecchio salitaker? Il giudizio sulla salita cambia radicalmente se si prende la strada nuova o la strada originale (via Col di Metino, secondo lo stradario).
Una volta saliti dalla Flaminia all'inizio della SP di Valsorda (e già solo questo sono quasi 1500 m all'8 %) ci si trova davanti a un bivio.
La nuova provinciale va diritta e affronta la prima parte dell'erta con un dedalo di tornanti nel bosco.

La strada vecchia, invece, saliva molto più diretta, coprendo il dislivello consumando metà dello spazio rispetto alla strada principale. Via Col di Metino sono 800 m senza manco una vera curva; 14% di pendenza media, punte che sfiorano il 20%.
Io passerei di qua, inutile dirlo, ma consiglio un'oculata gestione delle forze. all'inizio della strada ci sono due semicurve che nascondono la lunghezza del muro di Col di Metino. La visione degli ultimi 4-500m dovrebbe essere sconfortante



Quando le due strade si ricongiungono la salita diventa "normale": restano ca. 3 chilometri, che presentano pendenze nella norma: 8 % media, con alcuni tratti la 10-11%. Paesaggio decisamente ameno sulla valle del Topino e i monti della dorsale Umbro-Marchigiana.





Preferire un arrivo di tappa  in piazza a Gualdo Tadino piuttosto che quassù proprio non lo capisco. E' vero che non c'è una strada di servizio per far scendere i mezzi, ma lo spazio in cima è enorme, la carreggiata è bella, larga e le pendenze da scattisti della prima parte avrebbero garantito un finale molto interessante.

Quando appare il miliario con il chilometro 6 vuol dire che la fine della salita è vicina. 
Lo scollinamento avviene in prossimità di un incrocio da cui partono due strade: una a dx sale "catramata" di fresco fino all'Eremo del Monte Serra Santa (quota 1360); l'altra naturale prosecuzione della provinciale serve i ristoranti, le case e i parcheggi della valletta fiorita.
Al km 7 o poco prima la strada diventa bianca, supera il confine della regione, degrada in una carrareccia, e dopo aver sfiorato quota 1270, scende in territorio marchigiano verso Serradica o Campodonico. Siamo ormai nel paradiso delle MTB


Ciao Umbria. Per maggiori ragguagli sul versante marchigiano: vedi il post Intorno al Monte Maggio o un sito di MTB. Tanto per ridiscendere dalla nostra parte servono le ruote grasse.