Piani di Ragnolo da Acquacanina

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Siccome di qua passano quattro strade, per non fare confusione, chiariamo che con il nome Ragnolo  intendiamo il quarto ramo della H che porta al valico sotto il Pizzo di Meta (1520), quello che sale da Acquacanina. La più negletta.
La scelta della GF dei Sibillini 2018 nobilita una salita..... giustamente sottovalutata una stradaccia orribile che la Provincia promette di restaurare da anni. A Luglio 2021 il fondo è bizzarro: ci sono dei tratti riasfaltati, altri rattoppati. altri pieni di buche che rendono  fattibile la salita , ma ancora sconsigliabile la discesa. Non so se ci si possa accontentare della riasfaltatura dei primi km o vale ancora la pena di sperare. 


Start: Acquacanina (SP47)
Distance: 12 km
Elev. Gain: 790 m
AVG Grade: 6.53 %
Max Grade: 15 %
Min Elevation: 743 m
Max Elevation: 1520 m
Climb Category: 1
Valida per i Brevetti:


E' la strada meno battuta e meno recensita. Tutti conoscono Sassotetto, molti la fama sinistra della salita della Laminox e la strada di Bolognola è la più frequentata di tutte. La quarta salita invece, questa S.P.  che parte da Acquacanina, anche Salite delle Marche l'aveva snobbata. Spesso è un ripiego, quando non c'è tempo per salire da Bolognola si sale da qui e, all'incrocio dei Montioli, si taglia un bel pezzo di strada precipitando verso San Liberato, Pian di Pieca e il mare.




Con la nascita del Brevetto del Monte Sassotetto però le cose potrebbero cambiare e molti più ciclisti saliranno di qui 
Dopo l'antipasto di due km e mezzo nel quale si sale dal livello del lago di ca. 100 metri, dopo aver attraversato il paese di Acquacanina e la sua fontana  (a proposito vedi Pedalare con lentezza: le sette migliori fontanelle dei Sibillini... e altre ancorasi deve prendere a sinistra la strada segnalata dalle indicazioni turistiche dei Piani di Ragnolo. E' facile perdere la svolta, ma se ci si ferma a prendere l'acqua, non ci si può sbagliare: la strada è quella 10 m più a valle.



La prima parte è nettamente la più impegnativa della salita; è quella che in 8 km porta i ciclisti dal fondovalle agli ampi prati che ricoprono le cime e il dorso occidentale del gruppo montuoso del Pizzo di Meta.
Dopo i primi 300 m al 7% inizia un chilometro molto impegnativo con punte anche del 15% dove la strada attraversa le località di Cerrete e Scaramuccia.
Superate le ultime case sparse la strada assume una pendenza costante in 9% fino al Pian della Croce (km 2,00)


Nei due km successivi l'asfalto ruvido sale meno diretto, ma si segnala un'altra rampa al 10% dopo il tornante n.3. 
Con il tornante n.4 (km 4,00) e la successiva curva a sinistra si doppia definitivamente lo sperone del Colle Lago e iniziano gli interminabili rettilinei in mezzo ai prati scoperti che caratterizzano la salita. 
La pendenza è fissa intorno all'8% fino al bivio con la mulattiera che scende verso Podalla e il Lago di Fiastra, poi le pendenze si affievoliscono, segno che ormai si è vicini alla cresta (ma non alla fine della salita).
Qui può fare veramente molto caldo oppure può esserci molto vento. Purtroppo, per esperienza, so che possono verificarsi anche tutte e due le condizioni insieme. Particolare non trascurabile, su questa salita è steso uno dei 10 asfalti meno scorrevoli d'Italia {{senza fonte}}.
[il post è stato scritto prima che la Provincia riasfaltasse proprio questo tratto; per fortuna dal km 7 ricomincia la groviera, antipasto di quello che ci aspetta più avanti]
Al km 7.5, poco prima del bivio verso Monastero, la strada passa in mezzo a due ampi dossi erbosi: è la Pintura del Ragnolo, quota 1299. Siamo arrivati davvero in cresta, ma prima di iniziare la discesa bisogna salire ancora di 220 m. L'asfalto in questo tratto è perfetto come quello della SP105 dei Montioli. Lo sarà per 300 m fino all'incrocio




Al km 8, a quota 1323 si incrocia la suddetta SP105, la strada che sale da San Liberato, una delle salite più dure delle Marche. Dall'incrocio al valico mancano esattamente 4 km e 200 m di dislivello. Senza il vento e con l'asfalto rifatto nell'estate 2020 la strada non sarebbe difficile, ma certo gli otto km precedenti possono pesare.
Si tratta di un asfalto "ecologico" a basso contenuto di bitume e alta percentuale di ghiaia, imposto dalle regole del Parco. Il risultato è che il fondo per quanto sia nuovo di presenta molto ruvido, di colore bigio. ma il panorama è grandioso e lo diventa sempre di più man mano che si prosegue lungo la cresta verso Sassotetto.



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panorama dalla vetta (immagine navigabile)





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