Prima ricognizione sulla 5a Tappa della Tirreno Adriatico 2019 (Colli al Metauro - Recanati)




1. Dalla partenza a Loreto 

È la tappa dei Muri di Recanati. Avvio, ufficialmente, da Colli al Metauro (inutile cercarlo sulle cartine del TCI, il comune è stato istituito il 1º gennaio 2017 dalla fusione di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina), ma, in pratica, la corsa parte da Calcinelli, la grossa frazione sul fondovalle, dove si trova la sede comunale.
Dopo l'inizio in un mezzo circuito attraverso Cartoceto, Saltara e Lucrezia, la corsa si porta a Recanati attraverso la strada più piatta e più diretta.
Si percorre, per la gioia della comunità automobilistica, tutta la S.S.16, comprese le gallerie Orciani, Barcaglione e Montagnola fino a Loreto. Giunti ai piedi del Santuario dopo circa 100 km di piattume le salite arrivano tutte d'un colpo.
In 80 km si affrontano nove muri più o meno secchi e si supera un dislivello di 2700 m.


2. Da Loreto a Recanati 

Prima delle asperità sarà il doppio strappo di Loreto: entrée da Villa Musone alle mura del Santuario (1100 m all'8%) e, subito dopo, il ripido strappo di Monte Reale (400 m all'11% con qualche appendice).
Continuando sempre sulla SP77, una volta scesi dalla collina, si incontra la salitella successiva, l'unica umana, che porta i ciclisti verso Recanati, fino alla bretella di via Paolina Leopardi.
Non c'è bisogno di nessuna'altimetria. Sono 3.2 km di salita, pendenza media del 5% con qualche inevitabile punta al 15% nella parte iniziale.
Appena sulla cresta, svolta a destra, discesa verso la Val Musone e prima ascesa del muro di Porta d'Osimo. (vedi infra)
Dal passaggio sotto la torre civica inizia il circuito di 22 km da ripetere tre volte. E' un percorso micidiale: da Piazza Leopardi si scende ai Romitelli sulla Val Potenza e immediatamente si risale lungo il Muro di San Pietro per riallacciarsi alla strada fatta da Loreto; quindi di nuovo via Paolina Leopardi e, quel che è peggio, Porta d'Osimo. Saranno in tutto quattro le ascese di questo muro molto molto simile a quello di Montelupone, tre su quello di San Pietro.
Detto in confidenza... trattasi di percorso esageratamente duro (evviva, non sono io che devo pedalare), che sicuramente solleverà qualche protesta. Soprattutto se sarà un giorno di pioggia, è probabile vedere qualche professionista metter il piede a terra e spingere la bicicletta come si è visto già a Montelupone e a Sant'Elpidio a Mare sulla Costa dei Cocciari, perché la strada di Porta d'Osimo è abbastanza stretta e i mezzi al seguito dei corridori sono sempre troppi. Chiaro che questa è la sesta -settima tappa dei muri in dieci anni, non è possibile che che qualcuno scelga ancora i rapporti sbagliati.
Probabilmente un giro in meno del circuito, sarebbe stato sufficiente per lo spettacolo, ma non bisogna dimenticare che, in questa Tirreno Adriatico senza montagne, è la tappa di Recanati che ha il compito di delineare la classifica. Ricordando come andò nel 2013, le premesse ci sono tutte.

Guarda il percorso su STRAVA e scarica la traccia GPS178 km 3300 metri di dislivello

Guarda il percorso su STRAVA e scarica la traccia GPS 22 km 635 metri di dislivello


3. Porta d'Osimo (da ripetersi quattro volte) 


La strada sale un po' a gradoni come succede a Montelupone, ma qui non c'è un tratto che possa definirsi pedalabile. Primo km alla media dell'11%, tuttavia in questo antipasto va segnalata la rampa che inizia agli 800 m, perché, per la prima volta si arriva al 20%. 
Le volte che ho preso la salita piano mi è sembrato questo il tratto più duro, ma generalmente il peggio, il vero "male", come dicono in Toscana, è quello che arriva nel finale.

Se si confrontano i grafici delle salite, si vede che davvero minima è la differenza tra il famigerato Muro di Montelupone e Porta d'Osimo: dislivello è identico (208 vs 198 metri), la pendenza media è maggiore a Recanati (12,6% vs 15,2%), d'altra parte al centro del Muro c'è un tratto di 350 m al 6%, tolto il quale la lunghezza delle salite si equivale. Il finale è sovrapponibile: 18% medio negli 650 m, 23% negli ultimi 300. Picco massimo non lontano dal 30%
(vedi post completo)




4. Muro di San Pietro (da ripetersi tre volte) 


Più facile il Muro di San Pietro, ma ripetuto tre volte in un circuito così impegnativo farà male eccome.
La salita dallo Spaccio Romitelli è lunga in tutto 3 km, ma il primo non è significativo (4% medio). Desta una certa attenzione, invece, il primo "male", che inizia dopo 1250 m: è lungo 500 m, ha una pendenza media del 15% e una punta, in corrispondenza della chiesa di San Pietro, che il Garmin ha quantificato al 23%. Dopo 300 m normali (ca. 8%) la strada spiana e addirittura si scende leggermente di quota.
Ma Recanati è decisamente più in alto, si capisce che non può durare a lungo.
In piena città ci aspetta un altro strappo di 300 m con pendenze progressivamente crescenti tra il 12% e il 19%.
Una svolta secca a destra riporta, non senza qualche altro sali e qualche altro scendi, alla strada di Loreto e a via Paolina Leopardi per un altro passaggio a Porta d'Osimo.


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