Cippo di Carpegna



...è sul Carpegna che ho preparato tante mie vittorie.
Non ho bisogno, prima di un Giro o di un Tour, di provare a una a una tutte le grandi salite. Una sola volta, se ricordo bene, sono andato a dare un'occhiata in anticipo al Mortirolo e al Montecampione. Ma in macchina. E non mi è servito neanche molto. Il Carpegna mi basta.
Da Coppi in poi e' una salita che ha fatto la storia del ciclismo e ogni tanto anche il Giro c'è passato. Io non le conto più le volte che l'ho fatta, allenandomi. Direte che sono un tradizionalista.
Forse sì. Sempre ad allenarmi sulle stesse strade di casa. Sempre a spingere gli stessi rapporti, gli stessi che uso in corsa. Sempre in giro senza borraccia, perché mi bastano quelle quattro fontane che so io dove sono. Una proprio a Carpegna.
Marco Pantani


Start: Carpegna
Distance: 6.1 km
Elev. Gain: 610 m
Avg Grade: 10%
Max Grade: 18 %
Min Elev: 610 m
Max Elev: 1351 m
Climb Category: 1
Strava Segment: 1776725
Valida per il Brevetto: 


La più settentrionale delle montagne marchigiane è una salita che non dovrebbe mancare nel curriculum di uno scalatore. 
Io sono sempre partito, come consiglia il cartello indicativo del circuito “Un altro Giro sul Carpegna”, dalla Salita di San Leo, un tratto di 500 m con pendenza media attorno all’11%. Più che “il degno antipasto della salita” è proprio l’inizio della salita, visto che fino all'incrocio con via Cippo non c’è un metro sotto il 10%. Se non si conosce la strada, è facile affrontare questo tratto con troppo entusiasmo, come è successo a me la prima volta. Con l’immissione in via Cippo, non cambiano le pendenze, ma cambia il paesaggio: la strada sale stretta nel bosco ed è punteggiata dai ricordi del Pirata e delle imprese di Eddy Merckx ai Giri del 73 e del’74: scritte sull'asfalto da poco rifatto, gigantografie delle pagine della Gazzetta, installazioni sui muretti... davvero suggestivo.
Non è una buona idea esagerare qui. La parte veramente dura della salita è tra i tornanti 1/22 e 2/22. Qui si sale anche al 18%, poi fino al 4/22 la cosa si fa lievemente più normale, ma sempre sopra il 12%. 





Il punto più suggestivo è il panoramico tornante 6/22, dopo il quale si inizia a sentire la vicinanza dell'altipiano che ospita il cippo che dà il nome al parco e alla salita. Qui, su un’effimera spianata, sorgono il cippo monumentale con l’area pic-nic, il rifugio della Forestale, un campeggio, una fontanella e il monumento a Marco Pantani.
Tutto sommato è meglio pensare che fino a qui (quota 1020 m) la salita non dia tregua. Dopo la sbarra, al tornante 9/22, inizia la seconda parte, un po' più facile, ma anche un po' più lunga. 
Come tutte le salite d'Appennino non c'è mai troppo traffico su questa salita. Il mito di Pantani attira sul Cippo un po' più d'attenzione, ma la salita è frequentata soprattutto dai locali. Carpegna è una località isolata, per quanto splendide siano queste zone il grande cicloturismo è attratto da altri comprensori.
Il Carpegna ha però un piccolo privilegio: ha focalizzato come nessun 'altra salita appenninica l'attenzione dei media specializzati internazionali. Ogni tanto viene pubblicato un nuovo video. Mi permetto di consigliare questo video di The Col Collective, sintetico e con immagini veramente spettacolari. Meritevoli d'attenzione anche la scalata da rulli di Boglia e Savoldelli per Bike Channel e la storica ricognizione di Cassani per la tappa di Cesena del Giro d'Italia 2008
Mi chiedo: se avessi visto video come questi chissà se avrei sbattuto il muso con la stessa violenza la prima volta?





Terrazzo "Il cielo del Pirata" solito tornante 6/22 

Seconda metà della saliti, si diceva. Alla fine del pianoro, aggirata la sbarra, inizia il terzo settore della salita, che il cartello battezza “Fuga di Merckx”. Come scrive Pelorandom: “Mancano ancora 360 m di dislivello, quindi il meno e' fatto.”  e si riparte ancora con pendenze che si aggirano attorno al 10%.
Sopra quota 1100 sparisce la pineta e si entra nel regno del faggio. È stato il tratto più suggestivo della mia prima salita. Era l'inizio di novembre. La strada completamente coperta di foglie gialle e rosse, quasi non si distingueva dal bosco (peccato non ci fossero ancora gli smartphone). E' il quarto settore, chiamato “Ascesa al Cielo”. Tra quota 1200 e 1300 avevo trovato l'ultimo tratto "più difficile", con pendenze tra il 14 ed il 16% e un fondo assai umido a causa delle foglie (qui ancora gialle e verdi, a causa dell’inversione termica che fa la cima più calda delle pendici) che faceva slittare la ruota dietro.

Quota 1000, Monumento a Pantani in loc. Cippo 

Come sempre mi accade quando affronto un salita per la prima volta, strada mi sembrava non finire mai, ma dopo due tornanti imprevisti, al bivio con una sterrata sulla destra, la fatica è finita. Ancora poche centinaia di metri in leggerissima ascesa ed ecco il valico del Carpegna, sul quale troneggia la gigantografia di Pantani e la scritta: Questo è il cielo del Pirata”
Dall'alto sembra di poter toccare il Sasso Simone e il Simoncello, con la loro vastissima faggeta. Più a sinistra, in lontananza, invece, si riconoscono il Monte Nerone, il Catria e la gobba del Monte Petrano.









Per non sbagliare strada: Cippo di Carpegna.gpx  e Cippo di carpegna kml


Per confrontarsi con i migliori, il segmento di Strava. Ci sono i tempi di diversi pro. Purtroppo non c'è quello di Pantani, che in paese dicono fosse strabiliante. In compenso sappiamo che anche i girini del 1973 andavano su forte; date un'occhiata al video di youtube









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