Una strada di campagna e un sentiero trasformate in strada provinciale; asfalto perfetto, carreggiata larga… pendenza da cremagliera. Non ci si faccia ingannare dal cartello di pendenza al 18%, è una trovata: se ci fosse stato scritto 30% non si sarebbe potuta aprire la strada al normale transito veicolare.
Per descrivere questa salita non mi vengono in mente se non questi altri due riferimenti:
– Per le pendenze siamo dalle parti della Costa dei Cocciari: i primi 250m, il cosiddetto “Muro Immane”, hanno un pendenza media del 25% e una massima del 28%. Il dato me l’ha riferito un amico ingegnere e deriva da misurazioni strumentali (quindi la pendenza corrisponderà a un 35% di Pancani e Cassani). De toute façon, anche a sensazione, la prima rampa è davvero micidiale. Ho di persona confrontato a due giorni di distanza la Costa dei Cocciari con questa salita e confermo che la prima è decisamente meno dura: tanto è vero che la Costa dei Cocciari l’ho fatta due volte di seguito, mentre di fare due volte questa non ne sono mai stato tentato
– Se la facciamo finire ad Offagna, per lunghezza e dislivello, questa salita è abbastanza simile al Muro di Montelupone. Se Montelupone riserva le pendenze peggiori alla fine, dopo il tratto quasi pedalabile di Case Sabbatini, qui il “male” arriva subito; si deve dire che anche i tratti successivi non sono da sottovalutare: per ca. 700m altri “mali”, più brevi, si alternano a gradini al 7%. Solo quando la strada si ricongiunge al Vallone di Offagna il grafico dell’altimetria si colora di giallo e più o meno e per un km le pendenze si attestano intorno al 9%.
Per chi volesse esagerare, non pochi a giudicare da Strava, una vota arrivati alla Fonte (quota 275) si può imboccare la Strada del Mulino, altri 200m al 12-18% in pavé.
Questa salita, ingegneristicamente assurda, permette di accorciare la strada verso Montesicuro di appena un km, ma, nonostante sia pericolosissima, è piuttosto transitata.





