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Pizzo di Meta (e Sassotetto)

E’ una salita che ho detestato. Rileggendo il mio diario su 39×27.com (R.I.P.) capisco anche perché. Ad oggi devo essere salito per Sassotetto otto volte e in sei occasioni sono saltato in aria sulle sue pendenze. E oggi, dopo due scalate positive, ho ricominciato a soffrire, Per questo ho scritto sempre poco di questo versante, che pure è, probabilmente, la salita ciclistica più conosciuta della regione

 
 

In breve

Pizzo di Meta Sassotetto
  • Start: Fonte dei Brilli
  • Finish: Valico di S.M. Maddalena
  • 📏 Lunghezza: 12.6 km
  • ⛰️ Dislivello: 969 m
  • 📉 Pendenza media: 4.6%
  • 🔥 Pendenza max: 8%
  • ⚠️ Difficoltà: alta 
  • 🚴 fondo: asfalto
  • Categoria salita: HC
  • Segmento Strava: 17136177
  • ⭐Punti forti: salita storica 

LA SALITA

sassotetto pizzo meta altimetria
Start: Fonte dei Brilli
to: Pizzo di Meta
Distance: 13.9 km
Avg Grade: 7.3 %
Max Grade: 14 %
Climb Category: HC
Min Elevation: 496 m
Max Elevation: 1525 m
D+: 1028 m
Valide per i brevetti:
MINICON BST
 
A salire di qui ci vuole più o meno un’ora. Anche meno, ma bisogna essere dei buoni cicloamatori.
 La salita è:
lunga 14 km (12,3  fino a Sassotetto, se anziché valicare e scendere dall’altra parte vi accontentate di girare la bici e tornare a Sarnano), 
impegnativa (8-9% medio) e, nella parte centrale, tra i chilometri 6 e 7, decisamente ripida (12% di media con vari picchi al 14%).
Vanno presi con le pinze soprattutto alcuni passaggi: 
– L’inizio,  dopo la Fonte Brilli fino alle curve dei ristoranti è troppo lontano dal valico per essere preso forte. Parlo per me, ma, in quel tratto, l’entusiasmo mi fa sempre andare un po’ fuorigiri. 
– L’unico vero tratto di respiro è il terzo chilometro, che coincide con  l’attraversamento di Stinco (quota 700). La salita si fa cattiva subito dopo: appena superata l’ultima casa di Piobbico c’è un tratto in doppia cifra fino al tornante 1; la strada è sempre larga, l’aumento della pendenza è progressivo e si rischia anche qui di esagerare. 
– Il chilometro dopo il primo tornante è un po’ più semplice (7,5%), ma poi la strada non scende mai sotto il 9%. 
– Il tratto peggiore inizia al chilometro 6, tra il tornante 2 e 3: per due km le pendenze viaggiano bel oltre il 10%, le punte toccano di sicuro il 14%. 
– Il tratto più iconico è tra il tornanti 4 e 5, dove la strada si apre un pertugio tra le rocce e si passa sotto il Sassone. Purtroppo ho solo foto infami scattate con la canicola
 
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– Dopo le gallerie antivalanga la cosa si fa un po’ più pedalabile e il panorama davvero potente, ma attenzione, la salita non è finita.
 
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– Dopo Fonte Lardina (l’incrocio Maddalena-Sassotetto) ci sono ancora tre tornanti e un brutto, bruttissimo drittone. Circa 10 minuti di ascesa. Molto dipende dal vento.
Salire quassù infatti è sempre un rischio, a meno che non sia piena estate. Sono salito per esempio il 6 aprile 2014. Dire che le condizioni non erano ideali è un eufemismo: neve poca, ma nebbia quanta non ne avevo mai vista… Sul Pizzo ci saranno stati sì e no 10 metri di visibilità. (Una chiosa dal mio diario: “Il freddo lo reggo bene, per questo non ho avuto problemi. Problemi ne li hanno avuti i miei freni che proprio non volevano saperne di fare il loro dovere)

Sotto trovate la foto di rito sul valico di S. Maria Maddalena; di solito ha un bello sfondo di prati forre e guglie, ma quella volta l’unico punto di riferimento visibile era il cartello stradale. Ci veniva da ridere pensando agli amici che nonostante le previsioni del tempo favorevoli non ci avevano seguito e si sarebbero dovuti prendere la nebbia senza la salita. Invece sulla costa c’era il sole   

Ieri, 2 maggio, invece, peggio. Siamo saliti in quattro con i completini nuovi fiammanti del Velo club Freccia Vallone. A quota 1500 né freddo né nebbia. Neve poca sui prati; ne abbiamo trovata un po’ di più sulla discesa verso i Piani di Ragnolo, perché, naturalmente, come ad aprile dell’anno prima, la strada dei Pizzi di Chioggia e di Meta, che non è soggetta sgombero, era invasa dal solito nevaio. Ma non è stata certo la neve il problema,
Bensì il vento  e   c  h   e     v   e    n    t      o      !       !         !         !          !
Raffiche a 79-80 km/h forse di più. Quando abbiamo detto “no mas!” e girato la bici, Eolo ci ha riportati cima senza che pedalassimo (giuro!)
Insomma se si vuole venire qui in sicurezza bisogna scegliere i giorni dalla metà di maggio alla metà di ottobre e sperare che magari la sfiga guardi da un’altra parte. Anche il passaggio in quota della GF Terre dei Varano, che pure si corre verso il 10 maggio,  in certe edizioni è stato flagellato dal maltempo.
[E avete visto cos’è successo alla Tirreno Adriatico 2023? Salite delle Marche si vanta di don scrivere cose a caso]
C’è un’appendice. Dal Valico di S. M. Maddalena una strada continua a salire sulla destra per poco più di un chilometro. Il punto di valico dovrebbe essere posto a quota 1520-1525, all’altezza del Pizzo di Meta. Dopo il valico l’asfalto grigio di questa strada da poco rifatta attraversa i Piani di ragnolo e si ricongiunge sui Montioli alle due strade che salgono da Acquacanina e da San Liberato.  Adesso che il fondo è buono vale la pena di spingersi oltre quota 1500. La strada consente anche di ritornare a Sarnano chiudendo un anello.
 
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3.8°C a 1500 metri s.l.m. © Gipa85
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38°C a 1520 metri s.l.m.© SdM
 
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2015 5 2
 
W633 H470
 
La salita classica, con partenza nel punto più basso, ossia al Ponte in località Romani, quota 496 (non è stato facile individuare il punto preciso in cui piazzare l’inizio del segmento. Un grazie a Google Streetview)…
 
e la variante per la stazione sciistica di Sassotetto (arrivo della Tirreno Adriatico 2018 e ss.)
 
 
Infine la salita completa, fino al punto più alto a quota 1520 sotto il Pizzo di Meta. Il segmento inizia e finisce  troppo presto (di 200 e 100m), inoltre l’Hightest Point è sotto il Pizzo di Meta, non sotto il Monte Sassotetto, che è quello dall’altra parte con skilift e seggiovie, ma direi che sono imprecisioni che si possono tollerare. 
 
 

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