Serre di Burano


(c) FB: Santa Maria di Burano & Serra di Burano

Il territorio, vastissimo, impervio, spopolato (al solito), è caratterizzato da lunghe ed affilate catene di montagne argillose ed arenacee (Le Serre, appunto), coperte di boschi e fitta macchia. Si allungano in direzione Nord Ovest - Sud Est, formando una delle catene parallele all'Appennino calcareo. Le parti più elevate raggiungono appena i 1000 m di quota. Il paesaggio regala ampi spazi e l'opportunità di immergersi totalmente in un rapporto intimo con l'ambiente naturale, ancora simile alle sue condizioni originarie.


Le serre del Burano si estendono quasi del tutto nella Regione Marche, tra Apecchio e la frazione di Pontericcioli nel comune di Cantiano, nove cime interamente coperte da boschi cedui; tra la più a settentrionale del Monte Vicino (900 m) e la più meridionale del Poggio le Pacchette (814 m) questa piccola catena montuosa culmina sulla cima del Monte Pian della Serra (1020 m). Le Serre si sviluppano pochi chilometri a oriente dello spartiacque che divide il bacino idrografico del Tevere, tirrenico, da quello del Burano che versa invece in Adriatico.
Se non l'avete capito è quella grande pinna di dimetrodonte che spunta dai boschi, che si vede benissimo dal Nerone e che sembra totalmente selvaggia.
In realtà, a mezzacosta, sul versante esposto a sud-ovest e celati allo sguardo del Monte, sorgono vari paesini. Questi ultimi sono collegati da una provinciale, la SP208, che parte dalla strada tra Pianello di Cagli e Pietralata e termina nella sulla SR452 della Contessa, non lontano da Cantiano.


Gallery: Immagini di serate appenniniche (serradiburano.altervista.org)

E' in particolare di questa strada, che corre quasi interamente in Umbria, che parliamo oggi, con una premessa di 9 km perché l'ideale è prenderla da Apecchio o meglio ancora da Serravalle di Carda: una volta scesi dal Monte Nerone infatti si può passare di qui evitando le tenebrose rampe di Moria. Certo non è un passaggio facile nemmeno questo. Non parliamo del tolkeniano Passo del Caradhras, ma la strada delle Serre di Burano è malagevole e faticosa, specie con il Nerone nelle gambe.
Dividiamo per chiarezza la strada, che misura in tutto oltre 33 km, in tre parti: la salita della Serra della Stretta da Apecchio ad Acquapartita, la discesa della Serra dei Castagni e infine la maggior parte delle attenzioni è dedicata alla SP208 delle Serre di Burano. Questa sotto è profilo complessivo.

Gpx: Strava|Routes|2721499652139146644


1. Serre della Stretta


Start: Apecchio
Finish: Acquapartita
Distance: 8.5 km
Elev. Gain: 379 m
Avg Grade: 4,5%
Max Grade: 9 %
Min Elev: 476 m
Max Elev: 853 m


2. Serre dei Castagni


Start: Acquapartita
Finish: SP201
Distance: 6.6 km
Elev. Gain: - 379 m
Max Elev: 853 m
Min Elev: 470 m

Si può arrivare qui anche da Serravalle di Carda, colmando un dislivello di 150 m. 
Nella località di Acquapartita, c'è un incrocio davanti alla celebre trattoria che segna il confine con l'Umbria. Nessun cartello dà informazioni. Bisogna prendere la strada bianca che sembra sprofondare nei boschi. In realtà dopo 300 m torna un buon asfalto. La discesa, molto bella, scende lungo il fianco della Serra dei Castagni, attraversa luoghi quasi disabitati e copre in 6,6 km un dislivello negativo D- di quasi 400 m (sì, a farla in salita sarebbe non poco impegnativa). 
Termina sulla SP201 che collega Pianello di Cagli a Pietralata. 

Serre di Burano

 

Start: SP201
Finish: SR della Contessa
Distance: 17.3 km
Elev. Gain: 315 m
Avg Grade: 4,5%
Max Grade: 9 %
Min Elev: 476 m
Max Elev: 853 m

H propriamente una strada che una salita. Nei primi chilometri si sale di 315 m negli ultimi otto si scende. Il disegno della strada sulla cartina è molto attraente. 
In realtà la strada non è così bella e panoramica come pensavo. Passare di qui dopo il Nerone ha il suo senso, ma ammetto che la cosa è forse più faticosa che di soddisfazione. Sarebbe diverso se il fondo fosse migliore; passi per i primi 500 m, inspiegabilmente, sterrati, purtroppo la strada ha un asfalto estremamente ruvido che  davvero poco scorrevole la salita, e anche poco divertente la discesa. 
I panorami, me li aspettavo più ampi: a sinistra si vedono boschi e colline, ma la montagna copre tutto il lato destro. Sicuramente più panoramica, visto che corre tutta in cresta, è la strada che si interseca dopo un dozzina di chilometri e che conduce a Gubbio attraverso Mocaiana. Per Gubbio è lunga, ma se si vuole raggiungere la bella città umbra si deve per forza passare di qua. 
Si attraversano zone davvero spopolate. ci sono solo quattro-cinque nuclei abitati piccolissimi che già dal nome rivelano la loro origine di casa familiare: Caibelli, Caimariotti etc.. derivano da Ca' (casa) i Belli, Casa i Mariotti, con l'articolo davanti al nome della famiglia come si trova nella Cronaca di Dino Compagni all'inizio dei Trecento.
In più punti la carreggiata è  franata verso valle, per cui la strada avrebbe bisogno di un intervento complessivo molto impegnativo.


Venendo da Pianello seguire sulla sx le indicazioni per il Baffone



Brutta è brutta, ma dura solo 500 m

Poi è tutto asfalto, ma decisamente rugoso
Difficile pensare un posto più rurale 1

Difficile pensare un posto più rurale 2

Per Gubbio: le auto vadano pure a sx, ma in bici seguite Mocaiana

Bivio per Mocaiana e Gubbio.
La strada termina sulla scorrevolissima Strada della Contessa. Gubbio dista solo 9 km, ma bisogna necessariamente andare a sinistra, verso le Marche. In direzione Gubbio infatti c'è un tunnel che non può essere né percorso in bici né evitato. Per raggiungere la "più bella città medievale d'Italia" o si torna indietro (non fatelo) o si fanno 23 km lungo la Flaminia, il valico della Scheggia e la Madonna della Cima


PER SAPERNE DI PIU' 


Merita una lettura questo ritratto di Ubaldo Casagrande, il Baffone, segnalato dal gruppo facebook SANTA MARIA DI BURANO & SERRA DI BURANO

Un'ultima curiosità da cens.it: "Il vicino cimitero di Scheggia, punto di partenza per tante escursini si trova in una posizione geografica di eccezione: è uno dei vertici dell'Appennino! Mi spiego meglio: se tracciassi la linea dello spartiacque tirreno/adriatico dall'Aspromonte al Col di Tenda il punto con quota s.l.m. minore corrisponderebbe proprio al Valico del Cimitero di Scheggia. Il che vuol dire che questo è il passo che ti permette di collegare più facilmente i due versanti d'Italia. E lo sapevano bene anche gli antichi romani che proprio qui fecero passare la loro prima strada di collegamento con l'Adriatico. sia la prima arteria che discese la Valle del Sentino sia quella successiva, la "Flaminia", che discese più a nord lungo la Valle del Burano".

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