L’affaccio dal ciglione è impressionante, soprattutto perché arriva all’improvviso. Nelle Marche le strade di cresta sono quasi sempre collegate direttamente alle valli principali e chi è abituato a navigare a naso si aspetterebbe che la discesa delle Cervare porti dritta in Val di Chienti. Solo dopo avere perso quota per un paio di chilometri ci si accorge che il fiume è protetto da un altro fronte collinare e che di questa valle il fondo non è una soluzione, ma solo una promessa rimandata.
Può sembrare pomposo parlare di alta valle del torrente Trodica, ma di fatto siamo nella sua parte più interna, a monte di Morrovalle, dove il corso d’acqua si è scavato un letto profondo in una campagna scoscesa e appartata. È in valli collaterali come questa che si finisce intrappolati nelle strade che su questo blog chiamiamo fossi.
La strada delle Cervare taglia la valle del Trodica: scende da Montelupone e risale poi su un’altra cresta, dalle parti della Redemptoris Mater. La U che disegna è profonda 120–150 metri. Il versante nord è lungo e progressivo, ma l’uscita verso il Chienti è sbarrata da un vero e proprio muro e i Garmin più evoluti anticipano già di quanto: un chilometro con pendenza media del 12%.
L’affaccio dal ciglione è impressionante, soprattutto, perché arriva inatteso. Nelle Marche le strade di cresta sono quasi sempre collegate direttamente alle valli principali e chi è abituato a navigare a naso si aspetterebbe che la discesa delle Cervare porti dritta da Montelupone in Val di Chienti. Solo dopo avere perso quota per un paio di chilometri ci si accorge che il fiume è protetto da un altro fronte collinare e che di questa valle il fondo non è una soluzione, ma solo una promessa rimandata.
 |
| L'affaccio dal ciglione è impressionante, la foto non restituisce la profondità |
Caso raro, sul ponte che segna la fine della discesa e l’inizio della salita si stacca una terza strada: una via di scampo che segue il corso del torrente e risale verso Macerata (questa strada insospettabile copre comunque un dislivello di 200 metri, ma è ben distribuito). Se però si deve andare a sud non ci sono alternative: bisogna affrontare il Muro delle Cervare oppure tornare indietro e risalire (forse ricordate che c'era un bivio a mezza costa, sarebbe stata una scelta migliore andare a sinistra).
Un paio di chilometri più a valle il Trodica sbuca nella piana del Chienti e dà il nome a uno dei più vasti insediamenti artigianali della regione. Qui, invece, nella Contrada delle Cervare, l’ambiente è ancora pienamente georgico: niente traffico, pochi rumori coprono il rimbalzo del respiro sulle colline. Anche per questo si finisce per perdonare l’ennesimo scherzo della strada.
Muro delle Cervare
Start: Ponte sulla Trodica
Distance 0.9 km
D+ 108 m
AVG Grade: 12%
Max Grade: 18%
Min Elev: 95 m
Max Elev: 203 m
Climb Category: 4
In certe trappole si finisce senza bisogno di indicazioni, ma se si vuole essere sicuri di non prendere il muro sbagliato seguite queste istruzioni: percorrete la SP101 in direzione Macerata, poco dopo Montelupone seguite le indicazioni per la trattoria di Armida; giunti al ristorante prendete la strada a destra. Il fondo non è nemmeno male, per essere una strada tanto secondaria. Molto soddisfacenti i panorami sulla lontana Macerata... almeno finché non si apre l'affaccio sul fondovalle e sulla strada che rappresenta l'unica via d'uscita.
E' uno dei rari casi in cui in un colpo si coglie l'interezza della salita. Il serpentone d'asfalto sulla collina di fronte assomiglia all'altimetria di Salite delle Marche, non è colorato di rosso scuro, ma a un occhio esperto non può sfuggire la pendenza.
Il dato che per primo ci colpisce è la lunghezza che sfiora il chilometro, tanto per una strada con una pendenza media del 12%. Le cose si fanno preoccupanti dopo i primi 200 metri, quando l'altimetro segna che i 650 metri che mancano allo scollinamento avranno una pendenza media del 14%,
C'è poco da dire, superate le due curve iniziali, la strada sale rettilinea. Come da manuale di sceneggiatura, la spannung arriva quasi alla fine, dove per un centinaio di metri il Garmin si barcamena tra il 18 e il 19%.
Solo negli ultimi 150 metri la salita si addolcisce, il grafico passa da nero a rosso, la salita molla ma non va mai sotto l'11%
 |
| Il serpentone sulla collina di fronte assomiglia all'altimetria di Salite delle Marche |
Lo scalafione
Se all'incrocio di Armida si prende la strada a sinistra non si finisce sotto il muro delle Cervare, ma si incontra un muro antico: una stele funeraria romana che gli abitanti del posto chiamano con il termine “Scorofione” o "Scalafione". Il monumento ha perso tutti i marmi, ma con i suoi sette metri fa ancora una bella figura in mezzo alla campagna.
La strada dello Scalafione è meno difficile delle Cervare, ma è sterrata
Commenti
Posta un commento