Torre dell’Olmo (Gubbio–Sigillo): salita gravel tra il Monte Cucco e il colle del Beato Ubaldo
Chi passa di qui deve essere un amante della fatica e un curioso. Le foto dimostrano che entrambe le esigenze vengono soddisfatte. Dietro la costa appaiono le moli del Cucco e del Monte Catria. Si capisce guardandole, perché gli antichi credevano che le montagne fossero divinità.
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All'inizio dell'articolo è difficile capire perché qualcuno — in auto o in bici — dovrebbe scegliere questa scorciatoia. Per chi pedala dal o verso il vecchio Valico di Fossato, la vecchia SP 219 è più corta e decisamente più facile. In automobile, poi, non c’è nemmeno da pensarci: si sceglie la SS 219 .
Chi si inoltra in queste boscose alture, a parte i residenti, deve essere un amante della fatica o un ficcanaso. Le foto dimostrano che entrambe le motivazioni vengono ampiamente ripagate; già le prime dovrebbero essere sufficienti a spiegare perché qualcuno — in auto o in bici — dovrebbe scegliere questa scorciatoia.
Procederemo così: si descrive prima il versante eugubino (Dondana), più spettacolare e con gli sterrati in prevalenza in salita, e poi quello sigillano (Villa Dama).
Dondana
Successivamente le pendenze calano, ma dopo circa 1,5 km il fondo diventa sterrato: di buona qualità, ma inevitabilmente meno scorrevole. Non a caso, le foto sono scattate proprio in questo tratto, più pedalabile e fotogenico.
L’ultimo chilometro fino a Torre dell’Olmo resta impegnativo, con pendenze tra l’8% e il 9%. All’incrocio, la strada a sinistra continua a salire verso Gubbio; noi invece proseguiamo dritti.
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Da Torre dell'Olmo a Sigillo
In compenso, il panorama si apre sulla dorsale appenninica: dietro la costa emergono le masse del Monte Cucco e del Monte Catria. Guardandole, si capisce perché gli antichi considerassero le montagne delle divinità.
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La discesa
A Villa Dama torna l’asfalto e la dolce discesa verso la valle del Chiascio si trasforma presto in una vera picchiata. È una discesa che ha già creato qualche problema: attenzione.
L’ultima parte include una breve ma fastidiosa risalita verso Sigillo e la SS 2 Flaminia, compensata però da scorci ancora molto suggestivi.
Nel complesso, il percorso da Gubbio a Sigillo è più appagante dal punto di vista paesaggistico ed è anche più sicuro rispetto al senso inverso.
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Villa Dama
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Lo strappo di Villa Dama è interamente asfaltato, con punte del 18%, ma è lungo circa il doppio rispetto alla controparte eugubina.
Il vantaggio è che la seconda parte, sterrata, mantiene pendenze più regolari. Inoltre, a parte le normali ondulazioni, non si perde molta quota. Si arriva quindi sulla piana eugubina in discesa.


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