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Muro di Pecorile

Una strada paesaggisticamente sorprendente e un muro da due MAD nascosti nelle prime pieghe dell’Appennino
Se si è fortunati, si può udire il suono delle campane prima ancora di scorgere il borgo. Precicchie, sebbene oggi quasi disabitato, custodisce ancora la tradizione dell’arte campanaria. (…) nell’ultima settimana di agosto si tiene il Palio dei Campanari
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E’ una salita nascosta in una forra boscosa tra Domo e Sant’Elia. Passare per caso di qui è molto improbabile, perché altre due strade più comode scendono da Precicchie verso i due paesi di cui sopra. A metà del muro, perché di un muro si tratta (a ribadire l’inutilità dell’indicazione delle pendenza medie quando si parla della Marca) sorge il paese eponimo che ha l’evocativo nome di Pecorile. 

Muro Pecorile
Start: SP di Domo – Ponte 
Finish: Pecorile alto
Distance: 1.2 km
D+: 133 m
Avg Grade: 11.3 %
Max Grade: 19 %
Min Elev: 338 m
Finish: Montefiascone
D+: 257 m
Avg Grade: 7.7 %
Max Elev: 590 m
Climb Category:  3
Suggested route: Due abbazie
Nel punto più basso della strada di Domo c’è un ponte che supera un profondissimo ruscello chiamato Arenella. Una strana freccia piegata dal vento indica Pecorile e una strada perfettamente asfaltata che si inerpica nel bosco. Questa zona delle Marche è a mezzavia tra la collina e la prima piega dell’Appennino; le strade hanno le caratteristiche migliori di entrambi i paesaggi, coprono dislivelli di 200-300 m, ma, in genere. hanno pendenze controllate.
La strada di Pecorile funziona al contrario: unisce il peggio delle strade di collina (le pendenze tra il 15-20% con i dislivelli delle montagna. Oggi ci fermiamo solo a Montefiascone perché eravamo curiosi, ma girando a destra si scollina a Poggio San Romualdo dopo altri 7 chilometri di salita.  
La strada di Pecorile, però, ha anche indubbi pregi: è immersa nel bosco e nel finale costeggia il ciglio di un vero e proprio canyon: la Val Cupa. 
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Quota 338 Ponte sull’Arenella

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Il progetto lo sapevo disegnare anche io. Qualcuno ha tirato una strada perfettamente diritta sul lato destro dell’Arenella. Incurante attraversa il bosco e le linee di livello che si avvicinano tra loro man mano che che ci si allontana dall’incrocio e ci si avvicina al paese. 
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Non voglio dire che l’arrivo al paese si coglie prima con il naso che con gli occhi, però a me è successo così l’altro giorno.  
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Quota 400 tra le case di Pecorile

La strada taglia Pecorile dopo 600 metri al 12% medio (esattamente la misura di un MAD); per un attimo verrebbe da pensare che sia finita, ma si è all’incirca a metà. Comunque main street fa segnare le pendenze peggiori. Subito sopra il paese, in corrispondenza dell’incrocio con un stradina ancora più secondaria che porta a Domo, c’è un tratto di respiro, che abbassa un po’ la pendenza media del secondo tratto. La salita però riprende, finché non si arriva a quota 470. Qui comincia tutta un’altra storia, ma sulle gambe abbiamo ormai 135 metri di dislivello concentrati in 1200 metri di strada
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Verso Precicchie e Montefiascone

Precicchie deriva da “Praecep”, che significa dirupo, sorge infatti su un alto toppo calcareo a 535 metri sul livello del mare. Imponente, ma qui non siamo proprio in montagna, l’altitudine non è troppo elevata. Pedala, pedala, prima o poi la collina-montagna finisce. Quando si arriva a quota 470 si deve iniziare ad aggirare la valle se si deve raggiungere Precicchie da sotto (se i vuole andare a fughi ci sono i sentieri, ma conducono lontano dal castello)
Pecorile

Al termine del muro la salita cambia completamente conformazione. L’altimetria si colora di verde. La strada  per ca. un chilometro attraversa il bosco con pendenze moderate, disegnando sinuose curve che rispettano la forma della montagna.
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quota 470, adesso basta salire

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quota 478 curve nel bosco quasi in pianura

Poi la strada svolta il fianco del monte e si affaccia su una profonda forra scavata dal torrente Arenella. E’ lo stesso torrente che avevamo seguito nella parte iniziale della nostra ascesa, ma in questa parte alta del suo corso ha scavato un vero e proprio canyon



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La strada procede sul ciglio del burrone in perfetta pianura fino al ponteche collega questa strada a quella parallela, anch’essa molto suggestiva, che scende lungo il versante opposto dell’Arenella e si innesta più a monte, attraverso la Valle Cupa, nella strada per Sant’Elia.

Alle meraviglie naturali si affiancano quelle culturali, soprattutto quando si attraversa Precicchie: il delizioso castello di Fabriano, un tempo feudo dei Rovellone, che troneggia su uno sperone di calcare e che sembra un presepe in ogni giorno dell’anno.
Se si è fortunati, si può udire il suono delle campane prima ancora di scorgere il borgo. Precicchie, sebbene oggi quasi disabitato, custodisce ancora la tradizione dell’arte campanaria. Nel castello, oltre al celebre presepe vivente, nell’ultima settimana di agosto si tiene il Palio dei Campanari, durante il quale i migliori suonatori della Marca si sfidano a colpi di batacchio in un’affascinante gara di abilità e ritmo.
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(c) I luoghi del silenzio

Precicchie 04
(c) I luoghi del silenzio

Per salire ancora un po’, dopo Precicchie ci si può spingere fino alla terrazza panoramica di Montefiascone. Sono gli ultimi 500 metri di fatica, per raggiungere un paesello di 10 abitanti, 7 dei quali sono vedove di oltre 70 anni. L’asfalto finisce qui, da dove partono mille sentieri. 

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MOntefiascone

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