Pavesi aveva promesso al suo atleta le più belle donne delle Marche e gli osti più generosi, ma Bini trovò solo "quattro case, poco cibo e strade che erano ancora maciullate dalla guerra. Mandai talmente tante maledizioni a quel brav’uomo che non so come sia riuscito a campare così tanto”
Giovanni Battistuzzi, sul Foglio, agosto 2026
Un Passo nella storia del ciclismo

Forca Canapine da Arquata del Tronto
Lunghezza: 14.9 km
Quota: 1541 m (D+: 828 m)
Pendenza media: 5.3%
Pendenza max: 12%
Difficoltà: media
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: Passo stradale più alto delle Marche
Segmento Strava: 4089802
… infatti la facciamo tutti in discesa.
In realtà, quando ero giovane e cercavo solo salite ripide, Forca Canapine non mi piaceva poi così tanto. Non avesse avuto quei 5 metri in più rispetto a Forca di Presta forse non l’avrei forse nemmeno mai scalata. Solo una volta ero salito sul versante marchigiano e mi era sembrata una salita veramente facile. Come diceva Aldo Bini.
Poi c’è stato il terremoto (come era accaduto ad Aldo Bini e, purtroppo, anche più forte) e la strada è stata chiusa per nove lunghi anni fino al 12 luglio 2025.
Prima parte




Seconda parte
A quota 1000 c’è l’intersezione, proprio davanti alla lunga galleria per Norcia. Da qui in avanti rimane una strada sola e, finalmente, nessuno sbarramento e nessun cantiere. L’unico segno di frontiera è la linea dell’asfalto, nero fiammante come quello steso da Saetta McQueen. Al di là c’è la parte più bella della salita, sempre pedalabile, sempre panoramica, sempre silenziosa (non c’è niente di più silenzioso di un cantiere stradale smantellato. Non abbiamo incontrato nemmeno le moto).
Solo dopo l’8° tornante c’è un tratto lungo due centinaia di metri in cui le pendenze vanno in doppia cifra. Ma siano già oltre quota 1350.
Il più è fatto. Al cartello Forca Canapine, restano solo i 2.5 km più facili e, se si vuole, l’ultimo chilometro oltre il valico (quota 1541) per raggiungere il Rifugio Monti del Sole a quota 1600 metri e godere dell’affaccio sul Pian Grande e Castelluccio.
Quando partire per Forca Canapine?
A luglio si può godere lo spettacolo della fioritura di Casteluccio senza subire più di tanto il traffico, perché facendo l’anello con Forca di Presta si evita l’attraversamento del paese. Dal Valico bisogna scendere due chilometri verso Norcia e risalire sulla destra per la strada che conduce al Rifugio Perugia.


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La questione della riapertura
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| Il bivio verso il Rifugio Colle Le Cese ai tempi dello sbarramento |


















Mai fatta in salita, spero di poter colmare questa lacuna nel 2022
Io aspettavo la riapertura del valico da molto tempo, perchè salendo da Norcia, sono in realtà di Roma, essendo refrattario all'uso dell'auto, arrivo qui sempre prendendo il treno da Roma a Spoleto (1 ora e mezza) e salendo prima il facile valico di Forca di Cerro a 750 m, scendo nella Valnerina, trafficata, che si percorre sino a Borgo Cerro, dove mi fermo per fare colazione. Poi affronto le numerose gallerie lungo la statale per Norcia (si può fare anche l'ex sedime della ferrovia spoletina ma bisogna mettere in conto il fondo sterrato in alcuni tratti un po' sassosi che rallenta la marcia), passando per Serravalle, dove con attenzione si deve proseguire per Norcia. Da qui inizia la lunga ma facile salita di cui parlate, ripida solo all'inizio sino al bivio della galleria. Ebbene, per dopodomani, in cui mi appresto a ripercorrerla per l'ennesima volta per passare nella valle del Tronto (la faccio dalla prima metà degli anni '90 quando entrò in esercizio treno+bici per merito della Fiab, di cui sono socio sin dalla sua fondazione) e quindi per me è una ottima notizia la riapertura del valico di Forca Canapine che mi fa risparmiare un sacco di strada e due ripidi valichi, per riprendere la Via Salaria "vecchia". Ecco a proposito di questa, chiedo a chi sia informato, se sia di nuovo percorribile su asfalto la vecchia e preziosa Salaria, che per anni da Arquata del Tronto ad Accumoli è stata abbandonata in uno stato pietoso, piena di cumuli di detriti e vegetazione in cui c'è sempre pericolo di forare.
Non che in sua mancanza non sia possibile fare la Statale, ma sulla sede vecchia mi sento più al sicuro e più bello per ammirare il paesaggio tra Sibillini e Monti della Laga.
Quest'anno sono andato da SBT a Roma percorrendo la Salaria, Volevamo fare più Salaria vecchia possibile, ma non conoscendo bene la strada solo in pochi tratti abbiamo preso la strada vecchia. Tra Arquata e Accumuli abbimo fatto la SS4, d'altra parte all'ora in cui siamo passati, a fine luglio, non c'era nessuno in giro nemmeno sulla statale, che comunque mi è parsa abbastanza larga e sicura