via Reputolo - Fermo

Muro di via Reputolo

19 aprile 2009  Minaccia pioggia il cielo sui 120 partenti della prima Granfondo “I 7 muri del fermano. Le nostre Fiandre”. Era la prima volta che salivo di qui, a fatica sono riuscito a non farmi spingere dai tifosi fermani. Si erano appostati in cima alla via per godere lo spettacolo di quella prima “7 Muri”. Sono passati anni, ma il crampo che ha accompagnato le ultime durissime pedalate me lo sento ancora sulla coscia destra.

In breve

Muro^di^via^Reputolo

Altimetria calcolata su tavolette 1:25.00 dell’IGM

    • Start: Fosso di Valloscura
    • Quota valico: 212 m
    • 📏 Lunghezza: 750 m
    • ⛰️ Dislivello: 110 m
    • 📉 Pendenza media: 15.6%
    • 🔥 Pendenza max: 31%
    • ⚠️ Difficoltà: alta (breve, ma molto ripida)
    • Categoria salita: 3
    • Segmento Strava: Reputolo

Via Reputolo è lunga solo 750 metri, però in cima ci sono 100-150 metri al 22-25-27-31%. Tenetelo a mente quando partite. Non ci sono tornanti, ma la strada curva un po’ verso sinistra, per cui è una di quelle trappole che nascondono fino all’ultimo le rampe peggiori.

Il Muro - Incipit

Reputolo i 7 muri del fermano 14 12 2008

La strada aumenta di pendenza un po’ alla volta, i primi 200 m sono solo al 10%, negli ultimi 500 m si deve superare un dislivello di 87 metri: 17.5% medio, con finale da scoprire. 
La foto, del 2008, testimonia la prima ricognizione dell’ASD Pedale Fermano sul percorso della prima “7 muri”; a difesa dei pedali fermani si ricorda che negli Anni Duemila i rapporti a nostra disposizione, in combutta con il fondo bagnato, costringevano spesso a  soluzioni d’emergenza come queste. Siamo all’inizio del tratto duro ai -500. In questa parte c’è una prima rampa “facile” di ca. 150 m al 17% seguita da un tratto di respiro al 13%.
Sono gobbe brevi che è difficile disegnare in un profilo altimetrico; sia l’altimetria ufficiale sia quella in 3D di velowiewer rendono troppo uniforme lo strappo. Per questo motivo ho riproposto la vecchia grafica salitaker disegnata a mano a partire dalle mappe militari.

Il Muro - Explicit

via Reputolo - Fermo
La pacchia finisce definitivamente nel punto in cui cominciano gli ulivi. Non so perché nelle Marche si usa piantare filari di ulivi  per decorare i muri al 20%.
Questo bel finale che regala le pendenze peggiori è, a sua volta, diviso in due, tagliato dalla nuova ciclabile che recupera il tracciato della vecchia ferrovia di Fermo, dismessa da 100 anni.
Prima della “ferrovia” si tocca il 31% (o il 35.7%, se, per errore passate troppo a destra, a ridosso della casa): è il punto in cui l’asfalto è stato grattato per restituire un po’ di grip
Via Reputolo

Il tratto dopo la ferrovia sfiora, ma non tocca il 30%. Le misure sono state prese con il clinometro del mio smartphone, non uno strumento di cui abbia troppa fiducia, ma il crampo che ha accompagnato le ultime durissime pedalate della ricognizione me lo sento ancora sulla coscia sinistra e del crampo mi fido.

Reputolo
reputolo

Memento mori. il palazzo non è stato completato a vantaggio dei ciclisti che risalgono la strada ecosì possono vedere sulla griglia di cemento armato cosa vuol dire 31 % di pendenza. 
N.B. I bidoni sono  lì almeno dal 2010. Guardate su street wiew.

Via Reputolo 2017
20170312 145901

Un ricordo personale

La prima volta che sono salito di qui, armato con un 39×27, sono riuscito a stento a non farmi spingere dai tifosi fermani che si erano appostati in cima alla via per godere lo spettacolo di quella prima Granfondo “7 Muri”. Niente spinte né piedi a terra, ma il crampo che ha accompagnato le ultime durissime pedalate me lo sento ancora sulla coscia destra.
Ovviamente dalla mia seconda volta ho imparato a prendere via Reputolo molto più piano e sono sempre arrivato in cima senza problemi. I segreti sono due, quindi: partire prudenti e non invecchiare. 
Certo se dopo tre km ti mettono il traguardo della Tirreno Adriatico o del Giro d’Italia la prudenza deve andare a farsi benedire, ma questo è un blog per cicloamatori che non dovrebbero avere la fretta dei professionisti. Io comunque non sono mai riuscito a mettere in pratica né il primo né il secondo consiglio.
 
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19 aprile 2009, giornata che minaccia pioggia. Questo sono io alla prima Muri Fermani. 
Salita asciutta, per fortuna. La mantellina legata con lo spago sul manubrio e il numero piegato per questioni aerodinamiche sono proprio ridicoli.
Mi sovviene solo oggi che una parte del gruppo ha già conosciuto questo strappo nella famosa tappa dei muri 2013, quella con la Costa dei Cocciari il gruppo aveva già affrontato via reputolo, ma quel passaggio me l’ero dimenticato anche io. Pioveva e, dai video che circolano in rete, mi sembra che il gruppo si preoccupasse più di restare in piedi che di darsi battaglia.

Il segmento Strava è di proprietà di Thibaut Pinot. Qualcosa mi dice che potrebbe non cambiare padrone.

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