L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 23 agosto 2012

Monte Prata

Distance: 11.8 km
Elev. Gain: 910 m
Avg Grade: 7.7%
Max Grade: 14%
Climb Category: GPM HC



E' la salita asfaltata più alta delle Marche. Vale la pena di scalarla non fosse altro per questo.
Sono salito qui solo due volte: in una torrida domenica di fine giugno (secondo 39x27 era il 26/6/2011), dopo aver fatto una lunga uscita che comprendeva la dura salita di Montecavallo-Collattoni con la discesa per Rasenna e Fematre, e lo scorso anno, a metà luglio, nel corso di un lungo giro ad anello attorno ai Sibillini, partito dal Lago di Fiastra. In entrambi i casi  ricordo come memorabile il passaggio per la Madonna della Cona: la prima volta c'erano migliaia di persone, tutte per vedere un'inesistente fioritura di lenticchie nell'Altopiano di Castelluccio. La seconda volta era un martedì e non c'era un cane. Anzi no, qualcuno c'era: era un venditore di scarpe, belle e costosissime. Si era piazzato con la sua Volvo SW a 1500 m di quota a 20km dal paese più vicino. Ci siamo fermati a prendere l'acqua e, era inevitabile, ci ha agganciato. Ci ha raccontato di quando 20-30 anni prima anche lui faceva sfacchinate come le nostre, per altro andando molto più forte di noi (ce lo aspettavamo) e ci ha detto anche che gli affari non andavano tanto male (e questo sì che ci sorprese).


Torniamo alla salita e a qualche nota tecnica. Il tratto più duro è all'inizio: i primi 4 km hanno pendenze che oscillano tra il 10,8 e l'11%. Seguono 3 km al 7% e, fino alla Spina di Gualdo, infine altri 3 km leggermente meno duri. Le pendenze di quest'ultimo tratto, però, rischiano di essere sottovalutate, perché, dopo 7 km scanditi da 16 tornanti, la strada prosegue con un lungo rettilineo.

Gli ultimi 2 km, dopo la Forca di Gualdo, si arrotolano sul cono del monte ancora senza tornanti; le pendenze fino all'arrivo tornano sopra l'8%.
webcam Meteoappennino - Monte Prata
Alla fine si arriva al piazzale con il parcheggio degli impianti sciistici. Lì sorge l'Hotel Ristorante La Baita, che fu di Maurizio Montalbini e c'è sempre attiva una webcam.
Oggi mentre scrivo (28 novembre 2013) sono caduti due metri di neve. Mi sa che, per un po',
la salita sarà off-limits per i ciclisti.
 Anche se questo blog non è discesedellemarche.it, non posso non segnalare la discesa del Monte Prata.
Molti avranno percorso questa strada solo a scendere facendo il giro dei Sibillini dell'omonima Granfondo.  E' una delle discese più veloci e  più divertenti che conosca. Da parte mia, in quanto a divertimento, la paragono solo a quella del Monte Nerone che scende a Serravalle di Carda.




Novembre 2016
Se a qualcuno sfuggisse il concetto di epicentro, le foto qua sotto sono direi esplicative.
La chiesetta della Madonna della Cona non era messa bene il 22 luglio, ma adesso sta messa peggio. Ironico il fatto che all'interno dell'unica parete in parte in piedi del "nartece" resiste il mitico cartello intimidatorio: "La Madonna ti vede"