Monte Prata, la più alta di tutte





From: Castelsantangelo sul Nera
to: Monte Prata
Distance: 11.8 km
Max Elevation: 1660 m
Min Elevation: 725 m
Elev. Gain: 935 m
Avg Grade: 8 %
Max Grade: 14 %
Climb Category: HC

To: Forca di Gualdo
Distance: 9.8 km
Max Elevation: 1495 m
Elev. Gain: 770 m
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3 Luglio 2020: Ben tornata Monte Prata. Dopo quattro anni di sofferenza, finalmente, la meravigliosa Statale del Pian Perduto è tornata transitabile ed è emozionante vederla perfettamente pareggiata, con l'asfalto di velluto nero, nuovi guardrail in corten e, addirittura, la segnaletica orizzontale.
E' la salita asfaltata più alta delle Marche. Vale la pena di scalarla non fosse altro per dire: "non plus ultra!". Non è proprio finita finita, ma una della più spettacolari fioriture del secolo ha persuaso a Provincia ad anticipare un po' i tempi. E noi ringraziamo.
Andiamo alla salita e a qualche nota tecnica.



Non è facile dire dove è l'inizio, visto già da Visso la strada sale sebbene dolcemente; diciamo che superato Castelsantangelo, quando si arriva al primo tornante la salita è iniziata. Il tratto più duro è  già questo: i primi 4 km hanno pendenze che oscillano tra il 10,8 e l'11%. (XD).
Be' forse qualcosa in più  soprattutto all'uscita dei tornanti e tra l'una e l'altra deviazione per Gualdo. Dopo questo, che è, l'ultimo paese delle Marche, ci sono i mille metri più ripidi e 3 km al 8-9% fino alla Spina di Gualdo.


Di tornanti ce ne sono in tutto 17, una rara abbondanza: 12 nei primi 4 km, quelli più duri, altri 4 tra il Camping Monte Prata e la Spina di Gualdo.



Dopo la Spina di Gualdo la valle si apre, cala di molto la pendenza; si ha la sensazione, non erronea,  che il peggio sia passato. In realtà la salita non è finita, visto che per scollinare alla Forca di Gualdo  restano comunque ulteriori 3 km leggermente meno duri (ca.7%).

Le pendenze di quest'ultimo tratto rischiano di essere sottovalutate, perché, dopo 7 km impressionanti scanditi da 16 tornanti, la strada prosegue con un lungo rettilineo scavato sul ciglio di un gran burrone.
La carreggiata è sgombra e ampia. Nel 2019, invece, era transitabile solo una striscia di asfalto larga poco più di due metri. Restano ancora solo 200 m di strada non perfetta, dove il transito è regolato ancora da un semaforo. Il tratto dovrebbe essere sistemato in autunno, quindi a ottobre 2020 la statale sarà di nuovo chiusa.



La salita finisce sulla Forca di Gualdo, il bivio della Madonna della Cona (mega festa la prima domenica di luglio) appena sotto quota 1500 ed è impressionante, dopo tanta salita, trovarsi davanti non un precipizio, ma una pianura



Dopo una doverosa ricarica di acqua alla fonte si può scegliere se planare sui Piani di Castelluccio o continuate a sinistra la salita verso il Monte Prata.


Gli ultimi 2 km dopo la Forca di Gualdo si arrotolano sul cono del monte ancora senza tornanti; le pendenze tornano sopra l'8%.


La fine arriva con il piazzale del parcheggio degli impianti sciistici. Lì sorge (sorgeva boh, il terremoto ha colpito durissimo NdR) l'Hotel Ristorante La Baita, che fu del grande speleonauta Maurizio Montalbini. 
Quest'ultimo segmento della salita è ancora off-limit, ma certo per i ciclisti che vogliono passare non è un problema arrivare in cima; la strada è un po' rotta solo nell'ultimo mezzo chilometro. Se non vi spaventa violare un cancello in montagna (ah ah ah, un cancello in montagna, fa ridere solo l'idea) approfittate della bella stagione: quando scrissi la prima versione di questo post era il 28 novembre 2013 ed erano caduti due metri di neve. 



Prima del terremoto ero salito qui solo due volte: in una torrida domenica di fine giugno, dopo una lunga uscita che comprendeva la dura salita di Montecavallo-Collattoni con la discesa per Rasenna e Fematre, e lo scorso anno, a metà luglio, nel corso di un lungo giro ad anello attorno ai Sibillini, partito dal Lago di Fiastra.
In entrambi i casi  ricordo come memorabile il passaggio per la Madonna della Cona: la prima volta c'erano migliaia di persone, tutte per vedere un'inesistente fioritura di lenticchie nell'Altopiano di Castelluccio. La seconda volta era un martedì e non c'era un cane. Anzi no, qualcuno c'era: era un venditore di scarpe, belle e costosissime. Si era piazzato con la sua Volvo SW a 1500 m di quota a 20 km dal paese più vicino. Ci siamo fermati a prendere l'acqua e, era inevitabile, ci ha agganciato. Ci ha raccontato di quando 20-30 anni prima anche lui faceva sfacchinate come le nostre, per altro andando molto più forte di noi (ce lo aspettavamo) e ci ha detto anche che gli affari non andavano tanto male (e questo sì che ci sorprese).


Anche se questo blog non è discesedellemarche.it, non posso non segnalare bellezza della discesa del Monte Prata.
Molti avranno percorso questa strada solo a scendere facendo il giro dei Sibillini dell'omonima Granfondo.  E' una delle discese più veloci e  più divertenti che conosca. Adesso che l'asfalto è stato rifatto verrebbe voglia di attaccare il Kom, ma attenzione: se ne sono accorti anche i motociclisti. Megio aspettare la sfioritura.
Da parte mia, in quanto a divertimento, la paragono solo a quella del Monte Nerone che scende a Serravalle di Carda.


Novembre 2016

Se a qualcuno sfuggisse il concetto di epicentro, le foto qua sotto sono direi esplicative.
La chiesetta della Madonna della Cona non era messa bene il 22 luglio, ma adesso sta messa peggio. Ironico il fatto che all'interno dell'unica parete in parte in piedi del "nartece" resiste il mitico cartello intimidatorio: "La Madonna ti vede"











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