L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 24 settembre 2015

Monte Conero, dal porto di Numana





PARTENZA: porto di Numana
LUNGHEZZA:  7,15 km
DISLIVELLO:  467m
PENDENZA MEDIA: 6,52%
PENDENZA MAX: 13%

Salita simbolo della riviera adriatica marchigiana e delle pedalate estive dei cicloamatori, ma anche un più che dignitoso test della gamba per i pro.
Dal punto di vista paesaggistico l’ascesa del Conero non ha molti rivali. Si parte dal porto di Numana, praticamente sul livello del mare e ci si lasciano alle spalle i balneari e i locali della Via Litoranea: subito rampa secca al 6%. All’altezza della prima rotonda si supera la famosa Costarella di Numana, lungo la quale anticamente i pescatori del paese scendevano al mare.

Dopo meno di 1km dall’inizio dell’ascesa si può svoltare a destra attraversando il centro di Numana (la gelateria Morelli, il municipio, il Santuario del SS Crocifisso e tanto altro in http://www.turismonumana.it/) su un leggero pavè per poi svoltare a sinistra e ritornare sulla strada che avevamo lasciato. In alternativa ci si alza sui pedali e si affronta uno strappetto con pendenze del 14%. In ogni caso si giunge ad una rotonda: da qui si continua a salire verso Sirolo con la strada che procede a gradoni intervallati da rotonde e incroci. Prestare particolare attenzione nel periodo estivo quando la strada è molto trafficata.
L’ultima rotonda che si incontra è all’ingresso di Sirolo, ma questa volta non si entra nel paese e si procede seguendo le indicazioni per il Monte Conero. Prima di arrivare in località Fonte d’Olio si percorre circa 1km di salita leggera e pedalabile. Sulla destra partono i sentieri che portano alle spiagge di San Michele e Sassi Neri (anche su questi muri proibitivi abbiamo speso parole http://www.salitedellemarche.it/2013/03/muri-e-coste-intorno-la-monte-conero.html).

La temuta svolta a destra è segnalata dal muraglione con su scritto Teatro alle Cave e da una pietra miliare del comune di Sirolo. Da qui si fa sul serio: pendenze costantemente oltre l’11% con tornanti stretti e ripidi. Senza tregua. Senza pietà.
Almeno l’asfalto, come nel resto della strada percorsa, è ottimale e pure l’ombra della vegetazione è confortevole. Inoltre ci sono un paio di tornanti dove si apre una meravigliosa vista sulla riviera.
L’altezza massima raggiungibile è 471m slm (perché la strada che continua verso le antenne e la dalla base militare della NATO non dovrebbe teoricamente essere percorsa, ma la fanno tutti lo stesso) e ben 281 metri sono conquistati in questi ultimi 2,5km. A spanne stiamo facendo più della metà del dislivello totale in un solo terzo della distanza: conviene partire piano, almeno la prima volta. Infatti il tratto finale della salita presenta soltanto 200m di falsopiano che permettono di rifiatare, ma verso la fine.
Quando siamo a 7km di salita si cominciano a incontrare auto parcheggiate lungo la carreggiata (in estate) e poco dopo il piazzale della Badia di San Pietro e di quello che era un monastero camaldolese, ora Hotel Monteconero.

Tiriamo il fiato. E magari concediamoci due passi intorno all’abbazia da dove si aprono altri scorci di questa stupenda riviera, prima di rimettersi in sella e scendere obbligatoriamente fino a Fonte d’Olio. Lungo la discesa attenzione ai tornanti e a non farsi distrarre dal paesaggio! Da qui è possibile prendere la SP1 (Provinciale del Conero) in direzione Camerano/Ancona o di nuovo Sirolo/Porto Recanati.


Giorgio Di Blasio