L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 16 giugno 2016

Valico delle Arette

(c) Fabrizio Castelli 
1113 metri sul livello del mare,  è uno dei punti più panoramici dei Sibillini, sul culmine di un vasto altipiano che conserva il più bel santuario rinascimentale della Regione.  Guardando verso Macereto, le acque che scorrono a destra finiscono nell'Adriatico, quelle a sinistra nella Nera e quindi nel Tevere e nel Mar Tirreno. Sono Tre i versanti da cui è possibile arrivare in cima a questo valico secondario ma dalle tante peculiarità. due partono da Visso (il primo dei quali, per evitare confusioni lo faremo cominciare da Ussita) uno, assai più facile e turistico dal Lago di Fiastra

(c) Manuel Pierdominici 

Valico delle Arette dal Lago di Fiastra

LUNGHEZZA:  15.8 km
DISLIVELLO:  416  m
PENDENZA MEDIA:  3.2%
PENDENZA MAX: 12%
QUOTA PARTENZA: 697 m
QUOTA VALICO: 1113 m

vedi post della serie de Le strade più belle delle Marche



Valico delle Arette da Ussita


LUNGHEZZA:  5.8 km
DISLIVELLO:  416  m
PENDENZA MEDIA:  7.2%
PENDENZA MAX: 12%
QUOTA PARTENZA: 697 m
QUOTA VALICO: 1113 m


Il versante ussitano delle Arette è il più impegnativo, anzi è l'unico effettivamente impegnativo, soprattutto se affrontato dopo l'ascesa di Frontignano. Io non le ho mai affrontate da qui, però le ho fatte molte volte in discesa. Posso dire che è salita vera. A parte il primo chilometro e mezzo la strada sale con una pendenza media dell'8% e in due punti si impenna sicuramente anche oltre il 12%. I professionisti non ci avrebbero fatto caso, ma i cicloamatori devono: il panorama dall'alto sui monti e sul Santuario Bramantesco di Macereto lì sotto, a quota 1000 è tra i più belli della Regione.



I video ospitati in questo post sono stati girati dai ragazzi del Gruppo Ciclistico Matelica in occasione della loro ricognizione della 5° tappa della Tirreno Adriatico 2016 Foligno-Monte San Vicino Gli arditi ragazzi del Gruppo Ciclistico Matelica, che più volte sono stati generosi informatori per Salite delle Marche hanno provato la tappa il 6 febbraio, in una delle tante giornate quasi primaverili di dell'inverno 2016. C'era il sole, ma la sciarpina era comunque meglio portarla, viste le temperature un po' rigide della mattina, comprese tra -7 e -4°C . In tempi normali non sarebbe stato assolutamente possibile valicare su nessuna delle salite, ma come potrete vedere dal video questa volta, con un po' d'attenzione, è stato possibile transitare addirittura con le bici da corsa. La montagna si è presa la rivincita proprio nelle due settimane della Tirreno Adriatico e così la Corsa dei due Mari si è dovuta ritirare davanti alla Natura per la seconda volta su due tentativi (2011 e 2016) . Frontignano e le Arette restano salite ciclisticamente inviolate.