Monte Catria da Chiaserna


Distance: 10.7 km
Elev. Gain: 850 m
Avg Grade: 7.8%
Max Grade: 16 %
Min Elev: 478 m
Max Elev: 1368 m
Climb Category: HC
Valida per il brevetto:
https://spark.adobe.com/page/RooV5qhMRi87Q/

Il Giro d'Italia e' transitato da questo versante nel 2009, verso le tre del pomeriggio, mentre imperversava l'anticiclone africano con le sue temperature torride, tanto che perfino le ammiraglie avevano finito le borracce da passare ai professionisti, cosicché questi prendevano addirittura le bottiglie dagli spettatori, cosa più unica che rara per un pro.Questo per dire che la salita va affrontata di mattina presto, altrimenti l'ombra e' poca e concentrata nel finale. (Pelorandom)


Sapevo che Salite delle Marche aveva più di una falla, ma mi accorgo solo ora che, tra tante salite mancanti non avevo recensito una tra le più importanti. Del Monte Catria sono on line da anni i versanti sterrati di Buonconsiglio e di Acquaviva, mancava la salita principale, quella asfaltata che parte  da Chiaserna, anzi che sale dal leggendario Forno K2 di Chiaserna (fate incetta di maritozzi mi raccomando).   

Strana mancanza in verità: questa è stata una delle mie prime vere montagne in bici, un regalo di compleanno che mi sono fatto il 7 ottobre del 2008, un giro in solitaria da Sassoferrato. In quel martedì indimenticabile ho forato per la seconda volta a metà salita, dopo una sosta per fotografare i cavalli bradi del Catria e mi sono ritrovato a scegliere se tornare indietro e fare 35 km su una gomma sola o farne 45 e svalicare. Ovviamente ho completato la salita e, nonostante la fatica, ricordo ancora la meraviglia della faggeta di mille colori. Il ricordo della discesa con la posteriore floscia  il cerchio che raschiava sul breccino tormenta ancora le mie notti.

Bando alle nostalgie un grazie devo dirlo a Pelorandom il cui post è stato l'unica recensione della salita dal 2010 a oggi. Fedele alla mission di Salite delle Marche, questo post è in buona parte una parafrasi di Pelorandom di cui consiglio la lettura completa se volete tutti i dettagli tecnici

"Partenza dal paesino di Chiaserna dove conviene prendere l'acqua perché poi non se ne troverà più." La salita inizia 200 m dopo il forno/pasticceria K2 "si parte subito al 10% [...] solo un breve tratto di respiro e poi fino a oltre quota 900, pendenza quasi sempre tra il 10 ed il 12%. La strada è allo scoperto, ma se siete partiti presto, il sole è ancora basso e il bosco fa una discreta ombra."

A quota 940 c'è un tratto di mezzo chilometro in falsopiano (è qui che ho forato per fare le foto e prendere fiato nel 2008), in corrispondenza dei rifugi Cupa dell'Acquarola e Fonte Luca, poi le pendenze tornano a valori del 8-9% fino ad un'altro tratto di respiro, a quota 1060 m dove termina anche la cronoscalata che da Cantiano sale fin qui nel mese di maggio (ben visibile la linea bianca del traguardo).

Da qui la strada diventa ancora più bella: la faggeta si fa più folta e conviene togliersi gli occhiali da sole, perché, anche a mezzogiorno, l'ombra è davvero scura. In corrispondenza di un tornante verso sinistra c'è il punto di massima pendenza, un tratto molto breve al 16% prima di uscire allo scoperto in un punto che ci dà un suggestivo scorcio sul Monte Acuto, la cima gemella del Catria. I due piloni  che si vedono nel prato, diceva Pelorandom nel 2010, sono le basi di due vecchi due generatori eolici, "che fine abbiano fatto lo ignoro".

Si rientra nel bosco con le solite pendenze, se ne esce appena prima del del valico, un trivio da dove, sulla destra parte una strada bianca che conduce al rifugio della Vernosa e alla cima del Monte Catria (serve la MTB). La strada asfaltata invece continua in falsopiano per poi discendere a Buonconsiglio e Frontone.
Se avete fatto scorta al K2 i prati sono il punto ideale per rifocillarsi, altrimenti c'è il rifugio Cupa delle Cotaline, dove arriva la rinnovata bidonvia che parte da Caprile di Frontone.

La successiva discesa è relativamente insidiosa: il breccino incollato con catrame steso nel 2009 per il passaggio del Giro d'Italia, per fortuna è sparito. Per anni le buche e i cumuli di ghiaia hanno costituito un pericolo per i cerchioni fondo è un accettabilissima strada brecciata, che va affrontata con la doverosa prudenza, ma che non rappresenta un pericolo in sé. Dopo il pianoro di Valpiana la discesa fino alla gelida fonte del Mandrale si fa ripidissima e mette a dura prova freni e copertoni.
Quando l'ho fatta la prima volta con la posteriore a terra mi sono preso delle belle paure sui tornanti, ma le altre volte è stata uno spasso 



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