Rupoli

La salita di Rupoli è ben nascosta tra le colline della Val Metauro


La quarta tappa della prossima Tirreno Adriatico è sicuramente un ottima scusa per andare alla ricerca di nuove salite; dopo Monteguiduccio e Villa del Monte questa volta ho voluto mettere sotto le ruote una salita non classificata come GPM, ma che ero molto curioso di affrontare. A cose fatte penso sia corretto non aver inserito alcun traguardo della montagna, ma visto che tutto fa brodo (e sviluppo altimetrico), quando verrà affrontata in corsa non potrà passare del tutto inosservata.

Start: Schieppe di Orciano (PU)
Distance: 1,27 km
Elev. Gain: 115 m
Avg Grade: 10.3%
Max Grade: 22 %
Min Elev: 100 m
Max Elev: 215 m
Climb Category: GPM 4




Nessun nome per questa salita nell'altimetria di tappa, si nota soltanto la località di partenza (Schieppe, al km 134,2) e quella di arrivo (Fornace, al km 141,7), a conti fatti 7,5 km per risalire miseri 143 metri (meno del 2% di pendenza media). Conoscendo parte della strada, per averla già affrontata in auto so che ancora una volta la matematica in bici diventa rapidamente opinione, e diciamo pure che questa volta impiega davvero poco, basta una curva. Schieppe, un tempo frazione di Orciano, oggi nel comune di Terre Roveresche, è la stessa località dalla quale abbiamo cercato la via per Villa del Monte durante l’ultima perlustrazione di Albumciclismo; infatti la corsa da lì sale verso il primo GPM di giornata per poi tornare alla base dopo una rapida picchiata. Il percorso passa di fronte alla discoteca Tris e poi si butta letteralmente in un fosso tra curve e capannoni industriali. E’ tra due di questi che si nota il bivio per Montebello e Rupoli, nome con il quale viene identificato il primo tratto di salita (quello tosto) su Strava.

L'inizio della salita in località Schieppe, tra i fabbricati industriali

Da Schieppe a Fornace ecco la salita di Rupoli

Salgo con la massima cautela e capisco subito che il 2% di media è un numero per le statistiche, l’asfalto infatti mi guarda negli occhi ed ha tutta l’idea di essere un 15%. 
Il primo chilometro è tutto così, non scende praticamente mai sotto il 10%, risale questo fosso in un paio di tornanti sino a che, dopo una curva a destra, improvvisamente molla. Dall'ombra del fosso di Schieppe si passa improvvisamente alla luce delle colline del versante sud della Val Metauro, c’è un vento caldo di garbino, che soffia da ovest ed oggi è un piacere pedalare. La vera salita finisce qui, a quota 215 sulla collina chiamata Monte Daudo. Segue una discesetta fino al bivio che porta ancora il nome evocativo di Madonna dei Gagiotti e altri 350 m in ascesa fino al bivio del cimitero di Montebello. 
Siamo ben prima di Rupoli, nome con cui abbiamo battezzato l’intera scalata. Da qui in avanti ci sono una serie di contropendenze, anche interessanti, ma nulla di veramente impegnativo. Anzi, catalogherei questa parte di strada tra le più divertenti e paesaggisticamente più belle della zona. Si ha tutto il tempo di godersi a destra la vista su Villa del Monte, Sant’Ippolito e Barchi, mentre a sinistra è Orciano, con le sue due torri campanarie, a dominare la scena. Dapprima le torri, perfettamente allineate sulla linea visiva ingannano, sembrando una soltanto, per poi pian piano svelarsi e sdoppiarsi, quasi fossero il frutto di un difetto della vista. E’ semplicemente la meraviglia del moto della bici, che ci regala sempre emozioni uniche. In cima alla salita, in località Fornace ci si ricongiunge con la strada che collega Barchi ad Orciano, la corsa svolterà a sinistra verso quest'ultima per poi proseguire sullo spartiacque tra Metauro e Cesano per qualche chilometro e poi ripiombare sul Metauro a l’altezza di Calcinelli.


Il bivio di Montebello ed il termine del tratto duro di salita, a necessità c'è pure il cimitero!

A mio avviso è stato corretto non classificare questa ascesa come GPM, ma questi 8 chilometri scarsi di strada sono lo specchio di un percorso davvero esigente, scelto da RCS per una delle due tappe regine dell’edizione 2019. Un’altimetria da elettrocardiogramma impazzito che si tradurrà in selezione “da dietro” inesorabile, sino ad arrivare ai piedi della salita finale, i Cappuccini di Fossombrone, per spararsi tutte le ultime cartucce. Il nostro viaggio continua, abbiamo ancora due importanti scoperte da realizzare: i Cappuccini con i loro tornanti assassini, e Cartoceto, il paese dell’olio. Anche Cartoceto non è classificato come GPM, ma come abbiamo già avuto modo di osservare, alle gambe non fa alcuna differenza.


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