Forche e Forcelle: il Giro delle quattro Forche


Luoghi spersi in quell'Appennino remoto che quasi mai fa parlare di sé. Piccoli borghi, luoghi di pastorizia e raccolta, cime che nemmeno nella piccola storia del ciclismo hanno mai trovato uno spazio eroico: l’epica si è sempre fatta altrove. Ma per noi bastano eccome.

D+ 3000 m, 119 km quasi tutti oltre quota 1000. Il giro dei giri nei Sibillini
Marzo 2020 - quattro anni dopo speriamo che quest'estate sarà di nuovo possibile fare il Giro delle quattro Forche, il più bello, credo, che si possa fare sui Sibillini. 
Il tempo fuori è bello mentre scrivo, ma tutta Italia è chiusa in casa. Qualche ciclista appellandosi al buon senso e alla lettera dei decreti governativi sta sfidando il divieto di circolazione che ci impone il senso dell'opportunità. Qualcuno è sui rulli. Per chi, come me, può pedalare solo con la fantasia. spero che questo articolo sia di compagnia. 
Quelli colpiti dai terremoti sono i luoghi del cuore di molti ciclisti, anzi questo, che a mio giudizio è il giro più bello tocca i borghi più iconici, attraversa i paesaggi più belli, scala le salite più impegnative e i sfiora... i monumenti più danneggiati. 
Lasciamo l'ammiraglia al Laghetto di Visso e azzeriamo il ciclocomputer in Piazza dei Martiri Vissani, la piazza a forma di nocciolina che è una delle più belle della Regione. Vi si affacciano i portali di due chiese medievali una a fianco dell'altra, i portici e i palazzetti con le mensole per appoggiare i bastoni per appendere fuori dalla finestra ciauscoli e mutande.
Prima di partire do sempre un'occhiata al buffo gigante della Chiesa Collegiata: un Sancristoforo un po' naif con i piedi enormi e la testa piccola come in nemici di Ken il Guerriero. Di sancristofori ce ne sono in tutte le chiese di montagna, perché si credeva che vedendone uno si era protetti dalla morte in montagna per 6-8 ore, come con la Tachipirina. Anche per questo li facevano sempre molto grossi. (Non so però perché, qui nell'Alta Valnerina, li dipingessero all'interno). In questo giro non si affrontano pericoli seri, le pendenze sono normali, però le salite sono lunghe, si fanno 3500 m di dislivello e d'estate il sole sa picchiare duro.

Prima Forca: da Visso ad Ancarano

La partenza è in discesa e aspettatevi che faccia freddino. Se si vuole evitare di arrostirsi sull'ultima salita è consigliabile partire presto e, alle 6:00 di mattina, i primi chilometri attraverso le Gole del Nera sono sono spettacolari, ma gelidi. Bisogna aspettare 11 km prima di arrivare a Pontechiusita, iniziare a salire e, quindi, iniziare a scaldarsi.
La Forcella di Ancarano è la salita più facile, perfetta per riscaldarsi. E' molto lunga nonostante non super grandi dislivelli. 
Paesaggisticamente suggestivi erano i passaggi per Campi e per Preci. La chiesa di Campi però è quella che, in assoluto, ha subito i danni più gravi dal sisma del 2016. Preci, pur ferita, conserva da fuori la propria bellezza


Distance: 15.3 km
Elev. Gain: 542 m
AVG Grade: 4 %
Max Grade: 10%
Min Elev: 460 m
Max Elev: 1.003 m
Climb Category: 2
Strava Segment: 7415747

Seconda Forca: da Norcia a Forca Canapine

Se siete partiti all'orario giusto dovreste essere arrivati a Norcia per le 7:45, in tempo perfetto per un caffè all'ombra di San Benedetto. Come tutti ho ricordi di questa splendida piazza così com'era prima del terremoto, non dubito che, quando il post sarà letto, questo luogo simbolicamente e geograficamente al centro dell'Europa sarà più bello di prima.
Si arriva in discesa da Ancarano e si riparte subito in salita verso Forca Canapine, il Passo più alto della Regione (ma non la Cima Coppi di questo giro). I primi 4 km sono in falsopiano, poi si arriva al bordo della piana e iniziano i 18 km di Forca Canapine. Per saperne di più leggi Salite delle Marche |Forca Canapine da Norcia

Distance: 18 km
Elev. Gain: 950 m
Avg Grade: 5 %
Max Grade: 8%
Min Elev: 650 m
Max Elev: 1540 m
Climb Category:  1
Strava Segment: 7056011


Terza Forca: da Arquata del Tronto a Forca di Presta 


Una strana cicatrice rende unico il profilo della montagna brulla che domina la piana delle lenticchie. Si raccontava che erano state le fate sorprese dalle luci dell'alba che fuggirono veloci verso la cima del Redentore, incidendo la roccia con i loro zoccoli di capra. Una storia romantica per spiegare il segno di una antica faglia, una ferita della terra molto più pericolosa delle creature leggendarie della montagna.

La velocissima discesa di Forca di Presta è una mazzata a farla d'in su
Forca di Presta quota 1530
A Forca Canapine si poteva tornare indietro per Castelluccio e risparmiarsi gli ultimi 1000 metri di dislivello, ma se siete partiti con l'obiettivo di fare tutte le forche, adesso vi state godendo una delle discese più lunghe e tranquille della Regione.
La discesa lambisce Capodacqua, quello che resta di Pescara e Arquata del Tronto e subito diventa salita: la salita regina dei Sibillini. Forca di Presta. Per approfondire vedi: Salite delle Marche | Forca di Presta



Distance: 12.5 km
Elev. Gain: 860 m
Avg Grade: 7 %
Max Grade: 15%
Min Elev: 680 m
Max Elev: 1536 m
Climb Category:  1
Strava Segment: 7056011













Quarta Forca: da Castelluccio a Forca di Gualdo e Monte Prata
Forca di Gualdo - Madonna della Cona 22 luglio 2016

La chiesetta della Madonna della Cona, che adesso è oscenamente divisa in due, non sarà impossibile rimontarla. Mi chiedo però come sarà possibile passare per Pescara del Tronto, dove ci si fermava a prendere l'ultima borraccia, e per il centro di Arquata che hanno sacrificato alla montagna molto più delle pietre?
Forche e Forcelle adesso è un filo rosso che collega i tre epicentri. Ma tornerà ad essere il giro più bello dei Sibillini e allora sarà un quasi un dovere ripercorrerlo e riportare, nel nostro piccolo, vita e colori.
Forca di Gualdo - Madonna della Cona 22 novembre 2016
Il monito è sempre lì e d è sempre valido!


Abbiamo dimenticato di scrivere che tra Forca di Presta e l'attacco di Forca di Gualdo c'è da superare il dentino di Castelluccio. Non ci si fa apposta: è che ci si dimentica sempre che per attraversare l'altopiano bisogna necessariamente valicare la montagnetta di Castelluccio (sono 110 metri di dislivello in poco più di un chilometro, quindi uno sforzo relativamente piccolo, ma fastidioso). 
Si tende a sottovalutare anche i due km e mezzo per arrivare a Forca di Gualdo: sono quasi sempre l'ultimo strappo prima di lasciare l'alta montagna, quindi ci si arriva sempre stanchi; anche se i GPS garantiscono che lo sforzo finale per Forca di Gualdo dura appena 10-15 minuti,  sono 15 minut imolto lunghi.
Arrivati alla Madonna della Cona vi consiglio di non planare subito verso Visso, ma di girare a destra arrivare in cima alla salita. Fino ai 1660 m del Monte Prata, l'asfalto più alto delle Marche e Cima Coppi del nostro giro. Da lassù la discesa finale verso Castelsantangelo e Visso è veramente una figata. (per maggiori dettagli vedi: Salite delle Marche | Monte Prata, la più alta di tutte)



Distance: 4.6 km 
Elev. Gain: 317 m
Avg Grade: 7 %
Max Grade: 15%
Min Elev: 1337 m
Max Elev: 1654 m
Climb Category:  3
Strava Segment: 4658813 + 21607735













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