Monte Cucco

Le vette del Cucco e del Monte Culumeo

In attesa del muro tra Marche e Umbria...
cavalli bradi presidiano il confine regionale
Start: Bastia di Fabriano
Distance: 8.8 km
Elev. Gain: 655 m
Avg Grade: 7 %
Max Grade: 13 %
Min Elev: 411 m
Max Elev: 1060 m
Climb Category: GPM 1
Fondo: Carrareccia











Un peccato che questa strada non sia asfaltata, perché è una delle più alte della Regione e anche perché i valichi tra le Marche e l’Umbria sono pochi: tra il Valico del  Corniello (tra Fiuminata e Nocera Umbra) e il valico della Scheggia (tra Sassoferrato e Gubbio) troviamo solo strade forestali o dal fondo pessimo. Tra quelle pessime c’è il Valico di Fossato e il Passo del Termine. Tra le provinciali transitabili con le 4WD c'è la Chiavellara e questa salita del Cucco. Stride anche il fatto che sono strade che dal lato umbro sono in perfetto stato, mentre dal versante marchigiano sono apprezzabili solo con i trattori. Un problema di confini che va avanti da sette secoli (sul post Monte Maggio e Chiavellara la cosa è spiegata bene). Inutile dire da quale parte della montagna ci sono le strutture turistiche. 
L'ultima casa accogliente, ossia l'ultima birra fresca dalla parte marchigiana è il bar situato all'entrata di Bastia; ad ogni ora l'ho visto pieno di ciclisti, motociclisti (e vie di mezzo). Fin lì l'asfalto è buono. Nei sei chilometri successivi  le cose si fanno più ghiaiose, d'altra parte le attività umane che si incontrano non hanno bisogno di troppe raffinatezze: io ho incrociato solo sue trattori con giganteschi cilindri di fieno.
Insomma la salita parte dalla deviazione per Bastia non lontano dalla Stazione di Monterosso.

L'incrocio per la Provinciale del cucco: inizia la salita

E' una bella strada chiamata SP del Monte Cucco. Si potrebbe pensare che salga fino in Umbria, ma non è così. La strada asfaltata, bellissima e vallonatissima, si perde tra i paesi nascosti alle pendici del Monte, luoghi dai nomi suggestivi e vagamente tolkeniani: Rucce, Casalvento, Pascelupo....
La strada che sale al Monte Cucco è quella che sfiora il centro di Bastia. I primi due chilometri sono facili sia per le pendenze sia per l'ingannevole fondo asfaltato.

Già a Bastia e tutto va bene

Seguite il cartello giallo


Chilometro 3: è finito l'asfalto.... 
...ma la strada bianca è una bellezza...
..no scusate è un casino
merda
mo' zitto e pedala
Parliamo di pendenze. Con un fondo ciottoloso come quello del Monte Cucco la pendenza della salita è un dato secondario. E' necessario salire sempre seduti perché altrimenti la ruota dietro gira a vuoto; poi bisogna stare attenti ai cosiddetti ciocci, perché spaccare una ruota su una roccia non è difficile. Insomma, chi scrive non è di certo un campione, ma salire il monte con una VAM di 650 anziché 900/1000 vuol dire che un terzo della fatica se ne va per colpa del fondo stradale.
Se fosse asfaltata la salita non sarebbe particolarmente dura, al confronto la Chiavellara è molto molto peggio, tuttavia anche il Monte Cucco ha la sua anima crudele. Verso quota 750 c'è un tornante a sinistra che schiva la piccola valletta del Monte Luccio. Da lì inizia un drittone di due chilometri dove le pendenze sono spesso al 10-12%. Immersi nel bosco non si vede altro che la strada diritta e più rovinata che mai, soprattutto dove le pendenze sono più aspre. Quando appare un muraglione di contenimento sulla destra vuol dire che siamo vicini alla cresta. I tuoni non fanno presagire nulla di buono, la pioggia cade già da un po', pazienza, sono le possibili conseguenze dei fulmini che preoccupano semmai.


Quota 900: il muraglione

Il muraglione termina in corrispondenza di un tornante verso destra. La strada si fa più dolce, il fondo fa sempre schifo, ma la vetta del Monte Testagrossa è vicina. Lì, lo sappiamo dalla mappa, corre il confine regionale la strada smette di salire. E forse questa maledetta pioggia non ci seguirà pure in Umbria.
La schiena del Testagrossa, prima vetta del gruppo del Monte Cucco
Le terga del M. Pradiozzo, il brutto è ormai alle spalle

Siamo a quota 1055. La strada prende in discesa. Dopo tanta fatica è superba la visione della cresta del Cucco con le sue cime dai nomi esilaranti: da sud a nord Testagrossa, Culumeo, Cucco e Motette.

Quattro in uno: la vetta del Cucco, lo scollinamento, il confine e un Rav4 a guastare l'inquadratura

Cavalli bradi comuni su queste montagne

Ma tu guarda che strada di velluto sale al Cucco da Sigillo (PG)




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