Massignano e Poggio - Muri e Paure del Monte Conero
Dell'incrocio con la panoramica del Conero - si chiama la Madonnina - si diceva che ospitasse una paura. Le paure non sono fantasmi, non hanno nemmeno una forma: sono delle sensazioni immotivate di terrore che colpiscono i viandanti spesso in corrispondenza di un incrocio o di un curvone e meglio se di notte.
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| Gradine del Poggio e Massignano di Ancona, illustrate da G. Bevilacqua in Della ricerca di stazioni umane preistoriche nel suolo anconitano, Ancona, 1874. |
Questo articolo completa una presentazione dei Muri e delle coste intorno al Monte Conero iniziata nel lontano 2013, quando la cattiveria agonistica dei 30 anni ispirava la ricerca delle salite più ripide della zona. Quell'articolo, più volte aggiornato, che tratta le salite che partono dalle spiagge oggi trova completezza con le salite che arrivano sulla Provinciale del Monte dalla sponda opposta, quella dei profondi fossi dell'entroterra, il Betelico e il Boranico.
Le prime due salite culminano sugli ultimi due castelli di Ancona (in realtà si tratta di insediamenti preistorici), quelli di Massignano e di Poggio, familiari ai bikers, ma non ignoti ai ciclisti su strada. Addirittura sulla strada tra il Poggio e San Germano è passata una cronometro del Giro d'Italia. Era il 1999 e all'intertempo alla Madonnina transitò Pantani in maglia rosa con il quasi-miglior tempo (per approfondire vedi: Salite delle Marche | La Ancona-Ancona)
In questo articolo seguiremo un climax discendente: partiremo dal muro impossibile per scendere su strade meno indigeste: Massignano, Poggio, Varano, Montacuto. Tra una salita e l'altra ci sarà lo spazio per ricordare un po' di leggende locali, storie di "spiriti" e di "paure", di pirati, monaci ladri e di tanta tanta fame.
Costa di Massignano
In Miti e leggende del Conero Anconitano (1979), Giuseppe Bartolucci sosteneva che il piccolo Massignano, nonostante le cave fossero non lontane, era sempre stato il paese più povero tra quelli dei dintorni di Ancona. Come prova raccontava la storia della celebre "somara di Massignano" accaduta nel gennaio del 1817, 209 anni fa: un contadino aveva lasciato la somara morta a Massignano ed era sceso a Sirolo dal veterinario. Voleva capire se potesse utilizzarne le carni, ma, al suo ritorno, scoprì che dell'asina erano rimaste sì e no le ossa.
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Start: Ponte sul Betelico
Finish: Massignano d'Ancona
Distance: 1.7 km
D+: 173 m
Avg Grade: 10%
Max Grade: 28 %
Min Elev: 65 m
Max Elev: 238 m
Climb Category: 3
Free GPX: Strava Segment 7128838
Suggested Road: Komoot.com|2747389130
E' una strana salita, durissima in alcuni tratti, ma che presenta anche tratti di discesa. E' molto più impegnativa di come sembri dai numeri, anche perché l'erta si fa più scoscesa man mano che ci si avvicina al paese e le pendenze peggiori (20-28%) arrivano esattamente alla fine.
Si compone di quatto mali:
- un lungo tratto iniziale con pendenze a crescere dal 9 al 16%,
- un secondo tratto bastardo, corto, ma ingannevole e molto ripido negli ultimi 50 metri
- la strada scende un po' prima del terzo male che coincide con un lungo e ripido tornante a sinistra. Se ci si mantiene larghi la pendenza sarà aal massimo del 12%
- dopo una parte interlocutoria con pendenze medie si arriva al tornante verso destra che introduce l'ultimo male. Da qui al cacume è tutto al 20%, ma il tratto più duro è quello in corrispondenza del cartello Massignano: 50-100 m difficili da dimenticare.
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Una volta qui c'era la bottega di Anna che vendeva tutto quello che serviva dalle caramelle alle uova. Adesso c'è rimasto solo Saviotti, che, di nome, è una trattoria, ma sta alla ristorazione come una Porsche sta all'automotive.
E, infatti, se ci si va di sera, parcheggiate lì davanti ci sono solo Porche, Mercedes e suv, auto non troppo compatibili con gli angusti vicoli di Massignano.
Poggio di Ancona
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Start: Ponte sul Boranico
Finish: Poggio d'Ancona
Distance: 3.4 km
D+: 236 m
D-: 36 m
Avg Grade: 5.9%
Max Grade: 20 %
Min Elev: 45 m
Max Elev: 245 m
Climb Category: 3
Free GPX: Strava Segment 24531373
Il muro del Poggio è uno strappo molto conosciuto, breve, cattivo, inevitabile, che collega la frazione di Poggio a Camerano e rappresenta l'accesso verso Portonovo per tutte le città dell'entroterra anconetano. Il muro vero è proprio è preceduto da un paio di grosse gobbe che iniziano dopo la chiesa San Germano e culminano sull'antica Gradina, oggi però vogliamo esagerare e approfittiamo per presentare anche la natural burella che risale dalla valle dell'Inferno.
Non è una battutaccia, nella bassa valle del Boranico, nel punto più basso tra gli Angeli di Varano e Camerano, c'è una strada di campagna che incrocia la provinciale e si inoltra verso il Monte. Dopo duecento metri in piana si giunge a un bivio: la strada di destra si chiama, appunto, via Inferno e arriva piuttosto dritta a Camerano (un classico muro marchigiano da 1 MAD abbondante), la strada a sinistra si chiama via Fornaci. Ecco, le Fornaci sono un po' più facili dell'Inferno, ma noi le preferiamo, perché si innestano sulla provinciale all'inizio della prima gobba e trasformano l'attacco al Poggio una salita bastarda di oltre tre chilometri e mezzo.
Partiamo dunque dall'incrocio delle fornaci e dell'inferno con la prospettiva coperta da una collina, ma la certezza che ci aspetta un sforzo intenso.
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| via Fornaci e via Inferno |
Come è prevedibile, via Fornaci si impenna subito e, come è prevedibile, culmina in un muro finale. Meno prevedibile è l'alternanza irregolare di mali e pianetti. Dopo il primo male ci si presenta un bivio. Si deve restare sulla via principale, se si va a destra le cose non cambiano di molto, la strada corre parallela, però è messa peggio e presenta un po' di sterrati. Può essere interessante come variante, sono campagne dure, ma molto belle.
Se non si smarrisce la diritta via, si arriva a un secondo incrocio e al male finale, che culmina un po' più in alto del necessario. La confluenza sulla provinciale di San Germano avviene al termine di una breve discesa.
La provinciale ci riserva ancora dei saliscendi prima del muro del Poggio, il fondo stradale però è molto buono, sono chilometri piacevoli, se non si sono fatti errori di gestione.
Discesa ripida dalla Gradina - rampa - curva a sinistra - rampa dura al 17% - tornante - rampa - curva a sinistra - piano. In 300 metri si sale di 50 metri. Avessimo gli occhi dietro le spalle saremmo felici del panorama, una fugace occhiata si può dare dalla gradina del Poggio, dove la strada spiana e non è raro vedere appostati fotografi e birdwatcher.
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| Uno sforzo intenso: il Muro delle Fornaci di San Germano |
La provinciale ci riserva ancora dei saliscendi prima del muro del Poggio, il fondo stradale però è molto buono, sono chilometri piacevoli, se non si sono fatti errori di gestione.
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| Il muro del Poggio è preceduto da un paio di grosse gobbe come questa |
Discesa ripida dalla Gradina - rampa - curva a sinistra - rampa dura al 17% - tornante - rampa - curva a sinistra - piano. In 300 metri si sale di 50 metri. Avessimo gli occhi dietro le spalle saremmo felici del panorama, una fugace occhiata si può dare dalla gradina del Poggio, dove la strada spiana e non è raro vedere appostati fotografi e birdwatcher.
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| rampa - curva a sinistra - rampa dura fino al 17% |
Il panorama è notevole, potenzialmente si vede dalla Majella a San Marino con l'acuminata torre di Camerano a centro della scena.
Dell'incrocio con la panoramica del Conero - si chiama la Madonnina - si diceva che ospitasse una paura. Le paure non sono fantasmi, non hanno nemmeno una forma: sono delle sensazioni immotivate di terrore che colpiscono i viandanti spesso in corrispondenza di un incrocio o di un curvone e meglio se di notte.
La circonvallazione moderna potrebbe aver spostato la paura del Poggio, ma è meglio non farsi trovare da soli da queste parti dopo il tramonto.
Un itinerario... sconsigliato
Difficile mettere insieme Il Poggio o Massignano in un unico giro. Per evitare di fare avanti e dietro sulla stessa strada si deve necessariamente discendere lungo la Porcilaia e il sentiero del Betelico. Purtroppo non è una strada bianca né una strada asfaltata; la Porcilaia è una strada che un tempo è stata asfaltata e adesso è sotto il limite della praticabilità per le bdc.
Questo itinerario che infila una dietro l'altra quattro terribili coste è di per sé un giro oltre il limite, quindi perché negarsi anche il piacere di aggiungere una discesa estrema per via del fondo stradale? Homini avvertiti ruote salvate: studiatelo e poi tenevene alla larga

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