“Su quella salita (la Forca Canapine), che era una come tante, nemmeno troppo difficile, sentii il Diavolo. La stavo scalando, forte, quando un boato mi fece tremare le budella. Tutto tremò e mi presi una fifa tale che mandai a quel paese tutti e me ne tornai a casa che io a morire per la bici col cavolo che ci stavo”, Aldo era un buon uomo, simpatico e intelligente ma poco incline al sacrificio (...) Eberardo Pavesi, "l’Avucatt", sperava che, nella quiete dell'Appennino, il suo corridore riuscisse a ritrovare se stesso. In gioventù Aldo Bini era stato un ottimo dilettante, ma si era perso per strada: troppe donne, troppe feste e troppe, troppe bottiglie. Ma sotto la Forca Canapine Bini rimase solo qualche giorno. Non fu la vita ritirata a farlo scappare. Fu il Diavolo. (...) preferì farsi Arquata del Tronto-Prato, 300 chilometri, da solo, pur di non rimanere lì. Una paura totalizzante. Nel Giro del 1947 si doveva passare da quelle zone nella settima tappa, la Perugia-Roma, 240 chilometri. Bini chiese agli organizzatori di cambiare percorso. Gli organizzatori rifiutarono. Lui decise di non partire da Perugia. Se ne tornò a casa. Di nuovo. E poco importava se il suo capitano, Gino Bartali, si stesse giocando il Giro con Fausto Coppi. Lui su quelle strade non sarebbe più tornato.
Giovanni Battistuzzi, Il terremoto e il diavolo della Forca Canapine che spaventò Gino Bartali
in breve
Lunghezza: 19.1 km
Quota: 1541 m (D+: 950 m)
Pendenza media: 5%
Pendenza max: 8%
Difficoltà: media
Fondo: 100% asfalto
Punti forti: Passo stradale più alto delle Marche
Segmento Strava: 9044277
intro
La salita - Prima parte


La salita vera inizia dopo la rotonda di Ponte di Croce (km 4.6, quota 813) che devìa tutta la fretta e il traffico pesante verso la Galleria San Benedetto e verso il Mare Adriatico. Noi, invece, si prende a sinistra e da subito ci si sente in montagna. Non percorro questa strada da tanto tempo. Dopo il terremoto del 2016 la strada di Forca Canapine ha subito danni gravissimi ed è stata a lungo chiusa e per questo motivo restano tuttora chiuse sono le attività sciistiche vedi l’articolo-capolavoro di Francesco Di Silvestre: Silenzio e desolazione dopo “l’urlo del diavolo”: il triste Natale di Forca Canapine, riportato a fondo pagina), ma mi ricordo bene che è molto regolare, che la pendenza poche volte si discosta dal 5%.“Da questo punto in poi si affronta un lungo rettilineo, intervallato solo da alcune semicurve, sempre intorno al 5-6%; in questo tratto girate lo sguardo sulla sinistra perché avrete modo di godere di un bellissimo panorama su Norcia e su tutto l’altopiano che la circonda. L’ascesa non presenta variazione significative fino al chilometro 7,6, quando si affronta il tornante del Muraglione, (quota 1011) l’unico di tutta la salita.”

Seconda parte: dal tornante alla Forca
Da questo punto in poi si affronta un altro lunghissimo rettilineo, sempre intorno al 5-6%; in questo tratto girate lo sguardo sulla destra, perché avrete modo di godere da un’altra angolazione, la stessa vista di prima.
La strada sembra essere stata disegnata con il righello e la livella sul fianco dei Monti Vètica e Ventòsola e non fa una curva, abbastanza strana per un’ascesa così lunga. Il panorama di conseguenza è sempre quello, con la pianura e Norcia dietro e spalle che si fanno via via più lontane e il Terminillo che si abbassa insieme all’orizzonte .
Al chilometro 10,4, in corrispondenza di un piccolo spiazzo ricavato apposta per le fotografie, la strada spiana completamente per circa 200 metri. Dalla piazzola si può osservare da una parte il panorama sulla piana di Norcia, dall’altra un paesaggio che inizia a cambiare, con il bosco che lascia spazio ai prati che caratterizzano le vette dei Sibillini.


VERSANTE ALTERNATIVO
STRUMENTI














