L’ultima casa accogliente, ossia l’ultima birra fresca dalla parte marchigiana è il bar situato all’entrata di Bastia; ad ogni ora l’ho visto pieno di ciclisti, motociclisti (e vie di mezzo). Fin lì l’asfalto è buono. Nei sei chilometri successivi le cose si fanno più ghiaiose, d’altra parte le attività umane che si incontrano non hanno bisogno di troppe raffinatezze: io ho incrociato solo due compatti trattori con giganteschi cilindri di fieno.
La salita parte dalla deviazione per Bastia non lontano dalla stazione fantasma di Bastia-Rucce. (Date un’occhiata se avete tempo La galleria Bastia Rucce)
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| L’incrocio per la Provinciale del cucco: inizia la salita |
E’ una bella strada chiamata SP del Monte Cucco. Si potrebbe pensare che salga fino in Umbria, ma non è così. La strada asfaltata, bellissima e vallonatissima, si perde tra i paesi nascosti alle pendici del Monte, luoghi dai nomi suggestivi e vagamente tolkeniani: Rucce, Casalvento, Pascelupo….
La strada che sale al Monte Cucco è quella che si sgancia sulla sinistra all’altezza del bar e che sfiora il centro di Bastia.
I primi due chilometri sono facili sia per le pendenze sia per l’ingannevole fondo asfaltato. Poi le cose cambiano.
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| Già a Bastia e tutto va bene |
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| Seguite il cartello giallo |
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| Chilometro 3: è finito l’asfalto…. |
Se fosse asfaltata la salita non sarebbe particolarmente dura; al confronto la Chiavellara è molto molto peggio, tuttavia anche il Monte Cucco ha la sua anima crudele. Verso quota 750 c’è un tornante a sinistra che schiva la piccola valletta del Monte Luccio. Da lì inizia un drittone di due chilometri dove le pendenze sono spesso al 10-12%. Immersi nel bosco non si vede altro che la strada diritta e più rovinata che mai, soprattutto dove le pendenze sono più aspre. Quando appare un muraglione di contenimento sulla destra vuol dire che siamo vicini alla cresta. I tuoni non fanno presagire nulla di buono, la pioggia cade già da un po’, pazienza, sono le possibili conseguenze dei fulmini che preoccupano semmai.
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| Quota 900: il muraglione |
Il muraglione termina in corrispondenza di un tornante verso destra. La strada si fa più dolce, il fondo fa sempre schifo, ma la vetta del Monte Testagrossa è vicina. Lì, lo sappiamo dalla mappa, corre il confine regionale la strada smette di salire. E forse questa maledetta benedetta pioggia non ci seguirà pure in Umbria.
P.S.: Samuele Santarelli, un lettore di Salite delle Marche, mi ha fatto notare che non sarei mai riuscito a fare questa salita in piena estate senza uno spray contro i tafani. Quindi dovevo ringraziare la pioggia e il freddo del mio unico passaggio. A proposito di freddo, la salita tende a conservare a lungo la neve. Aspettatevene ai bordi della strada ancora ad aprile, soprattutto dopo l’ultimo tornante.
Per chi non si accontenta e sale fino al campo volo (quota 1200) – suggerisce Aureliano, uno dei nostri primi brevettati – di prendere la stradina che porta alle grotte: “Fino ad un certo punto con la MTB si può arrivare. Poi ho lasciato la bici, ho proseguito a piedi fino all’ingresso delle grotte. Di lato c’è un arco naturale dove inizia il sentiero che porta in vetta in una mezz’oretta.“
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La schiena del Testagrossa, prima vetta del gruppo del Monte Cucco |
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| Le terga del M. Pradiozzo, il brutto è ormai alle spalle |
Siamo a quota 1055. La strada prende in discesa. Dopo tanta fatica è superba la visione della cresta del Cucco con le sue cime dai nomi esilaranti: da sud a nord Testagrossa, Culumeo, Cucco e Motette.
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| Quattro in uno: la vetta del Cucco, lo scollinamento, il confine e un Rav4 a guastare l’inquadratura |
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Cavalli bradi comuni su queste montagne |
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In attesa del muro tra Marche e Umbria… cavalli bradi presidiano il confine regionale. |
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Ma tu guarda che strada di velluto sale al Cucco da Sigillo (PG) |
Non pensate di farcela con l'auto, é impossibile, Strada a dire poco che fa schifo, é piena di ciottoli ed è stato un miracolo che non mi sia rotta qualche gomma. Io non riesco a capire come fa la provincia a non mettere una sbarra oppure un segnale di divieto di transito, oppure di metterla in condizionei per percorrerla. NON SEGUITE L' INSEGNA PER IL MONTE CUCCO CON QUESTA STRADA!!! Passate per Sigillo, Strada super ok.
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Oppure comprate una bici. Magari con copertoncini un po' più larghi rispetto al mio 23. Grazie Mary confermi la bontà della ricognizione di quattro anni fa