L'Appennino che attraversa le Marche comprende quattro pieghe o catene. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la quinta maestosa dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega è quella costituita dal Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi gli itinerari in direzione Nord-Sud. La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, il Monte degli Elci, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, etc... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

martedì 7 marzo 2017

Tirreno-Adriatico 2017. La Rieti-Fermo: le salite ai raggi X

Cominciamo così: a cinque giorni dalla partenza della corsa il sito ufficiale non funziona bene. Per avere i dettagli della nostra tappa l'unica possibilità è quella di scaricarsi l'intero il "garibaldi". o consultare questo post, naturalmente.
Vale la pena studiarsi la V tappa della Tirreno Adriatico, la c.d. "tappa dei muri", anche perché tra oggi e domani sono previsti fino a 12 cm di neve sul Terminillo e la tappa di Fermo potrebbe rivelarsi parecchio decisiva. Non mi voglio certo preoccupare (a Passo Lanciano ne sono previsti 80), per sabato c'è tutto il tempo di pulire la strada, però mi sovvien che la seconda settimana di marzo negli ultimi due anni ha fatto saltare due volte il Monte San Vicino e mi vien da pensare che progettare un arrivo  a quasi 1700 metri sia come minimo audace.
Diciamo subito che ci sono novità; rispetto alla prima versione il percorso della tappa ha subito delle modifiche, magari sensate, ma che non ci piacciono e continuando a leggere capirete perché. Il finale comunque è stato conservato, con l'aggiunta di un ultimo strappo proprio sul traguardo, che è stato posto, a sorpresa, nel punto più alto della città, sul Piazzale del Girfalco (quello del Duomo).
Ad ogni modo queste sono le altimetrie: a sx quella vecchia, a dx quella del percorso definitivo:








Il circuito finale

Qui potete visionare il circuito in tutti i dettagli e stampare la traccia GPX
La nostra descrizione parte, per ragioni affettive da Grottazzolina, il paese più ospitale che abbia mai conosciuto, dove mancano 55 km al traguardo. I primi 9, però, fino a Molini di Tenna, sono tutti in discesa senza nessuna difficoltà. Le cose cambiano quando si passa il Fiume si gira a destra. Possiamo far iniziare qui il circuito cittadino intorno a Fermo: sono 46 km con un dislivello (da GPS) di 1310 m.

#1 Molini di Tenna - Fermo (Viale Tiro a Segno) - km 168

Prima variazione: anziché aggirare la collina si sale subito a lambire la città di Fermo, in Viale Tiro a Segno, per scendere di nuovo in basso in zona Paludi. Grazie a questa bella pensata i "muri" diventano sette, un numero molto più elegante e che rievoca la corsa amatoriale dei "7 Muri Fermani" che in fondo è alla base di questa tappa.
La salita da Molini di Tenna, 105m di dislivello in un paio di km, non ha davvero le caratteristiche del muro, tuttavia un tratto al 12% non se lo fa mancare neanche lei. Sarà percorsa di slancio a grande velocità, probabilmente in meno di 5 minuti

#2 GPM di Capodarco - km 180.5


A San Marco alle Paludi c'è la deviazione che più ci fa male, ché non si prende più la bella, ma dissestata, strada delle Paludi: alla rotonda si tira dritto verso la SS16. 
Questo comporta che non si arriverà a Capodarco attraverso il muro arcigno di Monte Marino, ma attraverso la strada tranquilla che percorrono gli Under 23 nel famoso G.P. di Capodarco, compreso il brevissimo strappo al 20% che porta dentro il paese. Infatti il GPM non è più posto a quota 212, ma 220m s.l.m.
Una variazione che non compensa minimamente il fatto di aver vanificato la nostra ricognizione del 27 dicembre con tanto di crisi di fame. 
Per non parlare della finta visita ai presepi e al mercatino della settimana successiva etc etc...


#3 Reputolo - Piazza del Popolo (1° passaggio) - km 187.3

test i 7 muri del fermano  14 12 2008 (212).jpg
Dopo Capodarco si continua in cresta per 2-3 km fino quasi a incrociare la strada che scendeva dal Tiro a Segno, ma "per fortuna" poco prima si sterza sulla sinistra e si sprofonda nella valle che separa Capodarco da Fermo. Arrivati sul fondo... si può solo iniziare a scalare! E' questa l'asperità più rognosa della tappa: il Muro di via Reputolo (vedi post) ha la classica lunghezza marchigiana di 750 m, comincia a quota 102 m, spiana a quota 212 m (dislivello 110m, pendenza media 14.7% massima 23%; per maggiori dettagli vedi post)

Se c'è un posto da dove guardare la tappa è proprio questo: i ciclisti saliranno a 10-11 km/h e qualcuno nel secondo passaggio gradirà sicuramente  qualche spinta.
Siamo ormai al centro della città: il percorso prosegue sostanzialmente in pianura intorno alle mura medievali per 1500m prima di entrare nel centro storico e percorrere uno dietro l'altro Corso Marconi, Corso Cavour e Corso Cefalonia. 
Si tratta, a dispetto del nome, di vie cittadine strette (in particolare le ultime due), con pendenze anche elevate e pavimentate in porfido. Alla fine di corso Cefalonia la strada si allarga all'improvviso in Piazza del Popolo, il bellissimo "salotto della città", tanto per non usare espressioni trite e ritrite. 
In questo primo passaggio si attraversa la piazza, si esce imboccando l'arco e si ritorna a scendere verso sud fino alla valle dell'Ete. 



#4-5 Madonnetta d'Ete - Costa del Ferro - km 201.2


Per girare intorno a Fermo risalire fino al Tiro a Segno ci vogliono 14 km: 5 dei quali di discesa, 4 km di pianura , un po' di mangiebevi, il resto di salita. irregolare e a tratti cattiva. 
Ufficialmente sono due i muri: Per primo arriva l'impegnativo Madonnetta d'Ete, lunghezza: 2.2 km, pendenza media 8% ma massima del 18 %, 
Si prende dalla la Val d'Ete ca. un km  dopo la località Caldarette d'Ete, La strada è stretta e l'asfalto è abbastanza buono, e si arriva fino a quota 230 metri grazie a due strappi ripidi separati da un km al 7%.
Per il quinto muro, la Costa del Ferro, bisogna scendere ancora. Sembra una cattiveria gratuita: 600m al 9% con una punta del 20% grazie alla quale si torna di nuovo alla rotonda del tiro a segno, donde si riprende il circuito. 
Stavolta però non si gira verso San Marco alle Paludi, si tira dritto per altri 200m, poi ci si butta sulla dx e siamo di nuovo in via Reputolo.



#6 Reputolo - #7 Piazzale del Girfalco (2° passaggio-Arrivo)

Il passaggio decisivo sarà il secondo in via Reputolo. Mancano tre chilometri, uno dei quali in pianura, ma ho l'impressione che chi ha la forza di avvantaggiarsi di 3-4 secondi qui non verrebbe più ripreso. 
"Se la pioggia cadrà e tutto bagnerà -[...] più divertente ancor sarà"
Nel caso da via Reputolo spuntasse un gruppo di 3-4 ciclisti, il punto giusto per partire potrebbe essere all'ultimo chilometro, sul pavè al 9% di corso Cavour; ai -750m c'è una breve discesa prima dell'attraversamento di Piazza del Popolo. A questo punto. secondo me, i giochi saranno già fatti, ma, prima dello striscione del traguardo, c'è da fare ancora un piccolo sforzo, un'ultima rampa in asfalto al 10% per arrivare al "piano di sopra", nella spettacolare spianata del Girfalco. 







discesa verso Reputolo 


Ultimo km per Marianne Vos 

Piazza del Popolo a Natale
Piazzale del Girfalco (arrivo)

sabato 4 marzo 2017

In cauda venenum: la Roncolina



Lunghezza:   3 km
Partenza:   50 m
Arrivo:  204 m
Dislivello:  164 m
Max Grade:    23%
AVG Grade:   5.5%
Climb Category:          4








Leitmotiv dei miei 13 anni: "Hai fatto la Roncolina?" - "No nonna solo Vallo' e Venturina" - "Sei tutto rosso, sei sicuro che non sei stato sulla Roncolina eh?!"
No nonna la Roncolina l'ho fatta solo a quarant'anni suonati. La Coppa, la Mucciolina, la Venturina le altre salite più vicine sì, ma non ti ho mai disubbidito fino ad arrivare... alla Roncolina.
Mia nonna era una donna degli anni Venti, nata in una campagna profonda in una casa colonica a tre quarti d'ora di cammino dal paese e a 3 ore dalla più vicina ferrovia. Isolata, ma non così lontana dal resto del mondo da non essere informata delle imprese e della rivalità tra Binda e Guerra. Poi di guerra c'è stata quella vera, quella con la lettera piccola e i tedeschi, ci sono stati matrimoni, morti nascite il mesto rituale della vita. C'è stato mio nonno, appena tornato da "Vuchenvald", un matrimonio, mio padre e una casa in paese dalla quale non credo si sia mai allontanata, se non per estreme necessità.
Da dove le derivasse la conoscenza di tutti i toponimi di tutti i fossi e tutte le contrade nel raggio di 30 km non l'ho mai capito. Ma era chiaro che li conosceva tutti e dal tono severo si capiva che la Roncolina era uno scatafosso dal quale tenersi alla larga.

La Roncolina è una comoda strada che collega le Piane di Polverigi alla frazione di Rustico. Tre km di asfalto anche rifatto da poco che salgono su un crinale insolitamente morbido. Per due km e mezzo si punta dritti verso Rustico ovviamente senza una curva, ma, strano a dirsi senza tratti oltre il 6-7%.
Pedala pedala, ecco una curva a destra e un tratto di 200 m in lieve discesa. C'è puzza di fregatura, Quando riappare il paese si capisce che il dislivello da superare è ancora considerevole.
Il male che tutti si aspettano si materializza dietro l'altra curva all'altezza del B&B Lacrimarte (nomen omen); una svolta a sinistra dirige le bici direttamente contro le isoipse. E' il solito muro da versante nord. 450m al 15% con picchi al 21-22%.
Di per sé non è cosa insormontabile, ma molto dipende dalla fretta con cui si è saliti nei chilometri precedenti. Affrontare già stanchi, o semplicemente, affrontare con troppo slancio il muro può essere decisamente una brutta idea. La Roncolina è un'altra di quelle salite-sirena che facilmente ingannano i ciclisti per il gusto di vederli affondare contro un scoglio.
Quindi calma e, se passate di lì, prestate orecchio ai consigli della nonna