L'Appennino che attraversa le Marche comprende quattro pieghe o catene. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la quinta maestosa dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega è quella costituita dal Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi gli itinerari in direzione Nord-Sud. La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, il Monte degli Elci, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, etc... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

sabato 24 giugno 2017

Valico di Sitria

Già che ci siamo partiamo dall'Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli, storico monastero benedettino solitario-austero, suggestivo, misterioso, fondato nel secolo X, come il nome fa intuire, alla confluenza del fiume Sentino con il torrente Rio Freddo. L'abbazia è in Umbria, ma se parcheggiate sul lato destro della strada siete ancora nelle Marche.
E' un luogo affascinante la cui storia merita di essere conosciuta. (vi consiglio di leggere i blog Con in faccia un po' di sole, Tracceminime, Poco lontano).
Dalla parte di Isola Fossara, cioè dal versante sud, la salita è tecnicamente in provincia di Perugia, in una zona impervia dai confini piuttosto complicati, Il versante marchigiano è quello nord, ma è interessante considerare questo valico la prima parte del versante umbro della Strega. Quanti da Sassoferrato sono arrivati sulla cresta del Monte Strega si saranno chiesti come mai ci sono tanti cartelli del Parco Regionale del Monte, come mai finisce l'asfalto e dove conducono le strade bianche che scendono dall'altra parte.
La risposta è qui. sul Valico di Sitria.



Valico di Sitria da Isola Fossara (PG)


Start: Isola Fossara
vai a Coninfacciaunpodisole.it "una sorprendente rinascita"
Distance: 4 km
Elev. Gain: 203 m
Avg Grade: 5%
Avg Change: 10%
Min Elev: 427 m
Max Elev: 630 m
Climb Category: GPM 3


Per arrivare alla nostra salita si deve proseguire un po' sull'Arceviese la SR360 in direzione del Valico di Scheggia. La valle è stretta i cartelli stradali che indicano la Forra di Rio Freddo e Pascelupo (Passo del Lupo, a proposito passando di qui si allunga la strada di 7 km, ma si aggiunge un altro passo) danno bene l'idea di quanto questi luoghi fossero impervi. Al paesino di Isola Fossara un incrocio a destra porta alla salita e all'abbazia di Sitria. 
I primi 1200 m dopo Isola Fossara sono estremamente pedalabili. (ca.4%) Fino al km 2 si sale poco di quota, ma c'è un primo breve strappetto impegnativo. 
Ancora 500 al 7.5%, poi gli ultimi 1500 m di salita vera al 9% medio. E poi la collina finisce. 
 (c) zuzzurellandotramarcheeumbria.blogspot.it: Dall'Abbazia di Sitria ai Prati di Nocria
 (c) zuzzurellandotramarcheeumbria.blogspot.it
vai a "dall'Abbazia di Sitria ai Prati di Nocria"


Siamo a quota 630m Abbiamo appena passato l’Abbazia vecchia quasi di mille anni (fu fondata nel 1045 dai Benedettini) non è certo spettacolare una struttura, ma è ancora in perfetta armonia con l’ambiente che la circonda e mantiene intatto "il profilo originale della chiesa e una parte del convento" .
Sul punto più alto del valico una strada bianca sale sulla destra; è quella che porta in cima al Monte Strega. 
Se si è in bici da corsa si continua dritti vero la grande Abbazia di Fonte Avellana e verso il Monte Catria, la montagna più alta dell'Appennino tra il Monte Cimone e i Sibillini




giovedì 15 giugno 2017

La salita più lunga: Forcella del Fargno da Amandola


Il passo più alto delle Marche, 22 km di ascesa continua (o quasi) per superare oltre 1400 m di dislivello è nuovamente aperto! Il Rifugio è tornato attivo, anche se per ora è raggiungibile in auto solo dalla strada da Fiastra-Cupi. Aspettando della riapertura ufficiale anche del versante da Pintura (attesa verso la fine di giugno 2017, consultate www.sibillinibikemap.it), possiamo cominciare.
La salita si può dividere in tre segmenti:
- da Case Innamorati (quota 436-460)  al bivio Pintura-Campolungo (quota 1050), ca.10 km asfalto in ottime condizioni
- dal bivio a Pintura di Bolognola (quota 1340) 5.5 km di strada bianca, la metà dei quali impossibili con una normale bici da corsa. 
-  da Pintura al Rifugio del Fargno, 6 km di strada forestale
Dico subito che per arrivare in cima in cima serve la MTB, sono però possibili dei compromessi: la salita può essere fatta anche con bici da corsa fino al bivio Campolungo; con una bici da ciclocross si arriva tranquillamente a Pintura di Bolognola (km 15), il punto forse più bello dell'intero Parco dei Sibillini. Da Pintura si possono scegliere due strade: si può continuare a salire su asfalto fino ai 1520, del Pizzo di Meta, oppure si può continuare la sterrata a sx fino ai 1820 del Rifugio del Fargno



Forcella del Fargno da Case Innamorati (Amandola)

Start: Amandola
Distance: 22 km
Elev. Gain: 1425 m
Avg Grade: 6.5%
Avg Change: 17%
Min Elev: 436 m
Max Elev: 1811 m
Climb Category: GPM HC








Segmento 1: da Case Innamorati al bivio Pintura-Campolungo (quota 1050)  10.6 km - disl. 615m - 6% max 15%

Se si scende da Montefortino il punto più basso è a Case Innamorati, frazione di Amandola a quota 436. Una svolta secca a sx. permette di attraversare il paesino e iniziare subito a salire, I più verranno da Amandola, in questo caso, appena fuori dalla città, si deve imboccare la strada a dx con le indicazioni per Garulla e per il Rifugio Città di Amandola. siamo a quota 460




Tecnicamente tutta la strada che congiunge Amandola, Garulla e Pintura è una provinciale; in questo primo segmento lo si apprezza, perché l'asfalto è in ottime condizioni; per 10km e passa, insomma, non ci si deve preoccupare del fondo.

I primi tre chilometri e mezzo sono facillimi, 2-3%, molte querce giovani a bordo strada,ì. La valle è dominata sulla sinistra dalla mole del Monte Amandola, un nanetto al confronto delle cime che lo circondano tutte oltre quota 2000. Tutto tranquillo, insomma, finché superato un ponticello, una curva a destra ci sbatte in faccia la salita: uno strappetto non inatteso (13%), seguito da qualche centinaio di metri di pausa e da un secondo strappo, che si conclude al bivio per Taccarelli e per il Valico di Rustici. Sono 1300 m al 10% esatto. Dopo l'incrocio la strada prosegue in mezzo alle ginestre nuovamente tranquilla per ca. un chilometro, poi, dalla Madonna della Pace ricomincia a salire dura (9%) fino all'ingresso del borgo inferiore di Garulla. (quota 800).
Qui sta a voi: la cosa più giusta sarebbe ignorare i cartelli turistici, attraversare il borgo doppio di Garulla e magari fermarsi a riempire le borracce. Garulla Inferiore sorge a quota 800, Garulla Superiore a quota 878; sono separati da 800 metri di strada al 10%. Io mi sono fatto persuadere dalle frecce che indicavano Campolungo e i rifugi e sono andato a sx per la strada nuova, costruita per consentire il transito dei mezzi pesanti, che altrimenti non riuscirebbero a passare per le vie strette dei borghi. In questo modo ho aggiunto 700 metri di salita, ma ho anche dimezzato la pendenza: passando di qui si fanno 1500m e sono gli ultimi nei quali respirare.
Una volta ricongiunte le strade, restano da superare gli ultimi 1800 m; grazie a quest'ultimo tratto. di nuovo al 10%. si arriva al bivio Campolungo-Pintura (quota 1060)

Qui, dopo oltre 10 km, in modo a dir poco geometrico termina l'asfalto. La freccia turistica vorrebbe mandarci a sinistra, a Campolungo, è un altipiano posto a 1200 m sul quale sorge il consigliatissimo Rifugio Città di Amandola. La strada bianca per raggiungerlo dovrebbe essere ancora adatta alle bici da corsa.
Noi però si va dritti verso Vallecaprina e verso il Passo Ventoso.


Segmento 2: dal bivio Pintura-Campolungo a Pintura di Bolognola (quota 1340) 5.5 km - disl. tot. 360m - 6.6% max 15%

Qui comincia l'avventura, soprattutto se, come, me, vi avventurate con una bdc. In sella a una MTB si potrebbe definire una strada comoda Sono luoghi poco battuti. Per capirci, alla prima curva, un 15 agosto di qualche anno fa mi sono trovato in faccia una coppia di daini, mamma e figlio. Non volevano nemmeno spostarsi. Qualche anno prima, nel 2004, al campo scout, con un binocolo avevamo riconosciuto la sagoma di un orso che, lentissimamente, attraversava gli alti prati tra il Monte Amandola e il Monte Berro.
Tornando al presente: ci toccano 5 km e passa di strada bianca. Il primo e l'ultimo chilometro sono ok, a parte un 50m con sassi molto minacciosi subito prima di Vallecaprina. La parte centrale, invece, è adatta solo a MTB e fuoristrada. In realtà, se uno si impunta, la si riesce a fare anche con una normale automobile e con una robusta bdc, ma non è facile.


La strada è incisa sul fianco del Monte Berro (da con confondersi con il vicino, ma assai più imponente Pizzo Berro); il fondo è compatto, ma nei 4-5 punti in cui emergono pietre taglienti del monte è opportuno smontare di sella e procedere bici in spalla. 

La parte più suggestiva è quella nella quale si doppiano i due artigli del Pizzo di Monte Berro. Il primo Capo, a quota 1224, prende il nome di Passo Ventoso. Non c'è uno scollinamento, ma si gira intorno a un grosso spuntone del monte; sulla sx l'alta rupe del Pizzo, sulla destra un precipizio sulla Valle dei Tre Santi ci separa dal Monte Sassotetto. Con il secondo Capo siamo già a quota 1329; è la parte più bella e più impegnativa, peccato sia anche quella più stretta a causa di alcuni macigni staccatisi dalla rupe e della fanghiglia dei torrenti, che hanno scavato l'orrido. Il fondo fa passare in secondo piano le difficoltà della salita.


Una volta superato il torrente Tennacola, la carreggiata si fa progressivamente migliore.
Arrivati a quota 1370 la strada improvvisamente inizia a scendere fino a incrociare gli impianti della stazione sciistica di Bolognola. Dopo aver perso ca. 70 metri si ricomincia a salire al 5% e in meno di un chilometro si è già in mezzo ai ristoranti di Pintura di Bolognola
Riassumendo, la Strada Provinciale Pintura-Amandola ha le seguenti caratteristiche:

- lunga 15.5 km 
- porta da quota 436 a 1340, culminando a 1370. - la pendenza media è del 6.2%, ma ci sono lunghi tratti al 10% abbondante, quindi non va presa proprio sottogamba.

Peccato che proprio nei chilometri più spettacolari (i tre prima e dopo il Passo Ventoso) il fondo sia da dimenticare e sostanzialmente impraticabile in bdc.

Tutti i dettagli, la mappa, i tempi di salita li trovate nell'immancabile segmento strava: Pintura di Bolognola [da Amandola]


Segmento 3: da Pintura di Bolognola alla Forcella del Fargno  (quota 1811) 5.8 km - disl.. 474m - 8.2% max 12% 

La nostra sterrata spunta esattamente dietro La Capannina. Nello stesso esatto punto convergono anche la mulattiera C.A.I. 313, che scende dal Rifugio del Fargno, la provinciale che sale dal Lago di Fiastra e porta a Sarnano e l'entrata del grande piazzale della stazione sciistica.
A questo punto, se si vuole salire ancora le possibilità sono due:
La prima è quella di prendere verso Forcella del Fargno. Si tratta di una spettacolare mulattiera dalla carreggiata relativamente ampia ma molto sconnessa, che, con una pendenza regolare, porta al passo carrozzabile più alto delle Marche. Arrivati da Pintura, infatti, è possibile riscendere verso Cupi e, teoricamente verso Ussita (ma la strada da Casali sarà ancora a lungo chiusa a causa del terremoto dell'ottobre 2016). Quello del Rifugio è, con ogni probabilità, il punto panoramico più bello dei Sibillini con un affaccio unico sull'imponente parete dolomitica del Monte Bove Nord.
Inizio della Strada del Rifugio (Pintura di Bolognola,  quota 1340): 
Se affrontate questa ascesa avrete messo sotto il sedere una MTB, quindi non c'è molto da dire....
A parte la raccomandazione di informarsi bene sulla percorribilità delle strade: il Rifugio del Fargno, il più alto della Regione con i suoi
Strada del Rifugio (da Soccorritoripeda.it)
Strada del Rifugio (da andreacdc.blogspot.it)
da rifugiodelfargno.it
1820 m è aperto solo pochi mesi all’anno e spesso solo nel weekend.
A causa delle abbondanti nevicate invernali, le strade per raggiungerlo sono intransitabili da novembre a maggio-giugno, anche per il rischio rappresentato dalle slavine e dal forte vento.
In particolare la Strada del Rifugio è molto pericolosa in primavera. tenete conto che sulla carreggiata la neve fino a maggio inoltrato c'è sempre.
E’ sempre consigliato quindi contattare il Rifugio ed informarsi sulle condizioni meteo e sull’apertura prima di provare a raggiungerlo. Negli ultimi anni diversi biker sono morti affrontando questa strada a fine primavera. Punto.

Una curiosità: il rifugio è “off-grid” cioè completamente disconnesso dalle reti di fornitura di acqua, luce e gas; tutto questo nel rispetto della natura e per cercare di ridurre al minimo il suo impatto sull’ambiente, "ma grazie all’approvvigionamento ed alla buona volontà del gestore queste non mancano." (vedi https://www.facebook.com/rifugiodelfargno/ info 330 280 690)





















Segmento 3bis: Pizzo di Meta da Pintura di Bolognola 4.8 km - disl. tot. 183m - 4% max 8% 

Arrivati all'incrocio di Pintura di Bolognola, se non avete la MTB per salire al Fargno, prendete la strada asfaltata e accontentatevi dei 1520 metri del Pizzo di Meta. Vi garantisco che, in quest'ultimo segmento, vi sembrerà di volare.
Non so perché, ma il tratto Pintura-Valico di S.M. Maddalena l'ho sempre amato, e anche nella più disgraziata delle mie uscite (aprile 2014), immerso in una nebbia fittissima e gelida, mi sono trovato bene. 
Passando per il Valico di S, M, Maddalena (cioè il passo sopra Sassotetto), da Pintura si arriva al valico del Pizzo di Meta (cioè la strada che porta ai Piani di Ragnolo) in 4.8 km. Una strada poco pendente, larga e, soprattutto... liscia. Meravigliosi i panorami, si ha l'impressione di essere in un mondo fatto solo di montagne; due, in particolare i punti per le foto: il primo è sulla curva subito dopo il parcheggio di Pintura, da dove si vede bene la cresta affilata del Pizzo Tre Vescovi incisa dalla strada del Fargno; il secondo è dopo il Valico della Maddalena poco prima del cacume del Pizzo di Meta.
Panorama virtuale da Pintura: clicca sull'immagine per navigare