L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

mercoledì 8 novembre 2017

Mascelle: Osimo e il Giro d'Italia 2018



Albumciclismo: ruote e vincisgrassi è stato il primo a muoversi. Adesso anche Salite delle Marche può uscire allo scoperto. 
Fino al 29 non si saprà nulla. Gli RCS non hanno ancora fatto il sopralluogo (è avvenuto il 13/11/17 n.d.r) e, per quanto ne so, non è nemmeno sicura la scelta di Osimo quale sede di tappa.
Se tuttavia Osimo, dopo il Giro U23, sarà arrivo del Giro 2018, sarebbe bello che il finale fosse questo, che, come ha scritto Alessandro Federico: "garantirebbe il disegno classico delle tappe nostre, nel pieno
centro delle Marche, quelle vere e più autentiche. Appena scavalcati gli Appennini ci si potrà sbizzarrire tra le colline che separano il Chienti e l’Esino, oppure osare con le coste più ripide"
Tutti gli osimani che conosco, almeno una volta in vita loro, hanno sognato un arrivo "lagrime e  sangue" in cima alla Gattara e alla Costa del Borgo. Anche io per quanto posso spingerei per questa soluzione.
L’itinerario qua sotto è solo un auspicio, ma vorrebbe essere un suggerimento, visto che non credo che sarebbe pensabile in questa città un arrivo più spettacolare.
La prima parte di tappa è la più semplice possibile tra Assisi e Filottrano. Per adesso non ci interessa, quindi ho accuratamente evitato le asperità più crude del San Vicino o del Passo della Cappella. 
Gli ultimi 35 km mettono insieme una serie di paesaggi e di coste che i lettori di Salite delle Marche  conoscono bene: La Coppa, Gallignano-Monte degli Elci, Il Muro Immane di Offagna (2 km al 13% con lunghi picchi al 28%), il muro in pavé di via Roncisvalle con tanto di Costa del Borgo (1.4 km, 14%, disl. 210m)  che equivale a qualcosa più lungo e più ripido di un Koppemberg in asfalto alla fine del quale inizia un altro Koppemberg in pavé.
Il chilometraggio di 159 km è volutamente basso, perché il percorso è potenziabile sia nella prima parte, dove si è fatto un vero slalom per evitare le montagne, sia nel finale: negli arrivi collinari delle Marche di solito si fanno un paio di giri in circuito prima del traguardo. 





23 anni fa Argentin vinse alla grande e conquistò la maglia rosa. Fu la sua ultima vittoria da professionista. Era il Giro di Berzin e della Super-Gewiss. Tra i primi arrivò anche la pelata di Pantani, che non era ancora nessuno. Chi non si ricorda come andò la corsa passi da qui: Guazzatore e scatto di Argentin.

sabato 7 ottobre 2017

Campi Lunghi e Avenale

Campi Lunghi - Avenale

Start: Troviggiano
Distance: 3.9 km
Elev. Change: 321 m
Avg Grade: 7.9%
Max Grade: 20%
Min Elev: 250 m
Max Elev: 571 m
Climb Category: GPM 3


Via Pascoli, Poccioli, San Venanzio, Campi Lunghi,  Avenale.

Esattamente dieci anni fa, nel giorno del mio 33° compleanno, quando avevo ancora solo la bici in acciaio della cresima e non più due mesi e 600 km di bicicletta, ho avuto la sventura di passare di qui. Era il mio primo giro lungo: io, che non avevo mai fatto più di 40 km mi ero messo in testa di raggiungere il San Vicino, ovviamente per la strada più breve possibile. 
Allora i GPS non ci erano così familiari e Via Michelin indicava questa come la strada più diretta verso il Monte. 
Il tentativo è fallito più o meno a metà di questa salitaccia, quando ho appoggiato tutti e due i piedi sulla ghiaia. (calzavo le scarpe da tennis). Avevo davanti un orribile drittone bianco e con il 42 x 23 non riuscivo proprio a salire
Quando si dice una salita a gradoni... Nota ai biker, meno agli stradisti, questa è il paradigma delle salite a gradoni.

Si parte  dalla chiesa di Troviggiano in direzione San Venanzio. I primi 400 m, fino ai Poccioli, sono normali (8.3%), poi la strada, per un chilometro, diventa addirittura facile (5%). 
Superata la chiesa di San Venanzio però, la carreggiata si riduce e, dopo una curva a sx, il fondo diventa bianco. E' uno sterrato compatto e ben tenuto, ma il fondo aggiunge l'equivalente di un 3% alla pendenza della strada. (E' un calcolo a occhio, non ho trovato mai nessuno studio che confermasse o smentisse questa mia impressione)

Il primo "male" è uno strappo di 400 m al 14%, seguito da una breve parte piatta per girare intorno al casale S. Giorgio. Questa è l'ultima curva.
Il secondo male si manifesta in tutta la sua durezza subito dopo la curva: un tratto di 600 m che inizia al 12%, ma termina al 18%. Io misi il piede a terra questo punto (sei mesi dopo, con il 39 x 27, andò diversamente).
In località Frangoni ci si accorge che la collina è finita e la strada procede per 250 m buoni in "pianura", fino all'incrocio con un'altra strada. Ci si immette finalmente sull'asfalto e meno male, perché per raggiungere il paese di Avenale bisogna ricominciare a spingere e superare il terzo male, altri 350 metri con le solite pendenze al 12-14%. Per avere un po' di discesa però non è finita, bisogna girare a dx e salire di quota di altri 30 m in mezzo chilometro. Solo a questo punto, sull'incrocio verso il "Cristo delle Marche". si può tirare il fiato e ci si può buttare in discesa.
Troppa discesa. Pensate cosa ho pensato quel giorno quando già allo stremo delle forze mi sono ritrovato davanti al muro di Capo di Rio!
Le immagini a destra sono state scattate sul famoso drittone sterrato. ovviamente l'obiettivo non rende l'idea della pendenza.




Avenale


Start: S. M. del Rango
Distance: 3.7 km
Elev. Change: 235 m
Avg Grade: 6.4%
Max Grade: 14%
Min Elev: 336 m
Max Elev: 571 m
Climb Category: GPM 3



Dalla provinciale che collega Cingoli a Treia-Appignano e Macerata è una salita piùttosto nota che da anni segna l'inizio di problemi all GF Leopardina.
Personalmente  la trovo una salita odiosa
Lunga (3.6 km) e ipocrita, ha un inizio soft su un drittone che parte al 4%, ma cresce fino al 12%.
Sembra facile perché la strada è larga, in realtà è la salita perfetta per andare fuorigiri.
Le pendenze si fanno più masticabili in prossimità del paese, ma la salita riserva un ultimo scherzo: giunti in cresta all'Avenale, si sterza a destra e si continua ancora a salire per altri 500 m al 6%.
E' il punto ideale per lasciare andare avanti gli altri. Se tutto va come deve andare molti verranno ripresi a metà della Cappella.