L'Appennino che attraversa le Marche si sviluppa su quattro pieghe o catene. La prima è quella che fa da confine con l'Umbria, in essa spicca il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che termina con la maestosa quinta dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega corre per lo più sotto l'Adriatico, da essa emerge il Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi, gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri lunghi 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, le varie Boccoline, Roncoline, Badorline e gli altri mille "monti" della Regione... per non parlare di Pitino.
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m), perciò non presentano grandi dislivelli; di solito sono salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

giovedì 1 ottobre 2015

Cima Mutali

LUNGHEZZA: 7,2 km
DISLIVELLO: 646 m
PENDENZA MEDIA: 9%
PENDENZA MAX: 16%

La montagna delle due vecchie pale eoliche (in realtà sono del 2002, ma mi sembrano stare lì da una vita) è un salita dura, tanto dura da apparire tra 1000 salite d'Europa del Brevetto BIG.
A dire il vero questa cima è completamente in Umbra, (dalle Marche si può salire solo in MTB), ma il confine è solo a 100 m dal cacume ed è una della mie salite preferite anche perché le sue altissime antenne mi avvertono da lontano che sto rientrando a casa. Quindi direi che siamo solo moderatamente fuori tema.
Parlando di ciclismo, se c'è una salita a cui posso avvicinarla è il Cippo di Carpegna, ma tanto questo è costante tanto la Cima Mutali è irregolare; in comune hanno la pendenza feroce, un pianoro con una pineta a mezza costa, ma, per il resto, tutto diverge a cominciare dell'asfalto, che nella salita umbra è un disastro.
Un po' di cifre  tanto per capire di cosa parliamo: presa dal fondovalle, dal quadrivio di Osteria del Gatto, Cima Mutali è una salita di quasi 7.5 km con un pendenza media del 9%. Ma raramente la pendenza media è poco significativa come in questo caso: chi vorrà arrivare fin sotto il parco eolico dovrà superare, e lo si vede già nella versione tamarra dell'altimetria, tutta una tre rampe al 10% e al 15%  (l'ultima proprio in coda alla salita)

Partendo da sotto e prendendo la strada principale la prima rampa al 14% la si incontra all'entrata di Fossato di Vico seguita da un tratto pedalabile che, per noi, termina sulla soglia del centro storico. Qui si prende la strada sulla destra seguendo le indicazioni per Cima Mutali e il Parco Eolico. 
La salita vera e propria inizia qui: mancano 5.7 km e 530m di dislivello. C'è una sola strada, quindi approfittate della salita per memorizzare le buche più pericolose dell'asfalto, perché, purtroppo, sarete costretti a scendere da qui. 
Dopo pochi metri non potrete non notare un cartello di pendenza al 15%.  Non è lì per caso: è la prima di tre rampe molto impegnative (e nemmeno tanto corte).
Pedala pedala... dopo due km e 200m di dislivello, d'improvviso, il ciclista si ritrova un tratto in falsopiano, che termina dopo il primo tornante.
Non definirei Cima Mutali una salita a gradini, perché le rampe più ripide sono legate da tratti con pendenze del 9-10%. Il grafico e la tabella salitaker che ho compilato personalmente con i dati tratti dalla mappa 1:25000 dell'IGM parlano da soli. Siccome l'avevo impostata tabella sui tornanti, che sono abbastanza lontani, la tabella non dà conto del secondo tratto di falsopiano all'altezza della pineta, e nemmeno di tutte le rasoiate al 15-16%, eccetto quella molto lunga del tornante 4.
Foto tratta dalla galleria pubblica
di Challenge BIG
Intorno a quota 940 il bosco finisce e si apre un bel panorama sulla piana del Chiascio dalla quale emergono su tutte le eminenti cime del Monte Cucco.
Quest'ultima parte è anche la più faticosa sia per le pendenze sia perché, per giunta, potrebbe tirare vento. Le pendenze calano solo dopo il penultimo tornante. Peccato che sia ormai tardi: siamo ormai sotto le pale eoliche, 300 metri e la strada finisce.

Sono salito quassù solo due volte: la prima nel 2008, andavo in bici da poco,era una giornata di inizio luglio. Facevo gli Esami di Stato a Fabriano e nonostante i temporali avevo approfittato della lunga pausa pranzo. Cima Mutali sarebbe stata la mia seconda volta sopra i 1000m e il mio primo BIG. Ricordo due cose: di aver preso un violentissimo scroscio scendendo verso Fossato, ma che in cinque minuti il sole e il vento mi avevano asciugato completamente. Poi l'impressione della vista delle torri eoliche, molto più alte di quanto credessi.
L'asfalto era grezzo ma perfettamente praticabile, al contrario di quando ci sono tornato quest'anno all'inizio di ottobre. Anche questa volta sono partito con tempo incerto, ma non ho preso pioggia. In compenso quando intorno a quota 1000m sono entrato nelle nuvole ho preso un sacco di vento. Il ricordo che mi porto dentro è la grande fatica del finale controvento e il muggito delle pale eoliche che giravano fortissimo, eppure erano totalmente invisibili in quella nebbia. Se non avessi saputo l'origine del rumore era da farsela addosso.

 Galleria pubblica del Challenge BIG
Galleria pubblica del Challenge BIG
Provenendo dalle Marche ci si arriva da Fabriano attraverso il Valico di Fossato con la sua sinistra statale abbandonata. L'alternativa è salire dall'Alta Valle del Potenza lungo la SP361,attraversando il Valico del Cornello e percorrendo un lungo tratto in Umbria nel quale si toccano Nocera Umbria e Gualdo Tadino, prima di raggiungere Fossato di Vico. A questo punto la cosa migliore da fare è salire da Fabriano e tornare indietro da Nocera Umbra come suggerito nell'itinerario qui sotto:


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