Monte Catria da Acquaviva di Cagli






Valico Monte Tenetra
Start: Acquaviva di Cagli
Distance: 13,5 km
Elev. Change: 865 m
Max Elev: 1240 m

Valico Monte Catria
Distance: 23.7 km
Elev. Gain: 1215 m
Elev. Change: 1100 m
Avg Grade: 4.6%
Max Grade: 12%
Min Elev: 269 m
Max Elev: 1368 m
Climb Category: HC
Fondo: 50% pessimo
50% sterrato


Da Cagli si imbocca la strada verso Frontone e si sale dolcemente per tre chilometri verso la frazione Acquaviva (quota 370). Qui un evidente cartello turistico indica dove inizia la salita al Catria. Due volte ho affrontato questa salita. La prima nel 2011 alla fine di un giro comprendente il Catria (il Mandrale era ancora asfaltato) e il lato sterrato del Petrano.  Erano le 11.00 di un luglio di fuoco e non sapevo se salire di nuovo sul monte, o sull'auto. Sul Petrano dei ciclisti di Pesaro mi avevano sconsigliato il versante di Acquaviva, per via del fondo disastrato. Così mi ero fermato al Bar della stazione di servizio posta proprio sull'incrocio. Tra una caffé (il secondo della giornata) e un crodino, ho chiesto ai villici come fosse la salita. "Sale regolare, non come il pezzo per Valpiana, è panoramicissima; la strada l'hanno sistemata, è bianca, ma si sale bene"- "mi piacciono gli sterrati" - "li troverai"
Non volevo avere rimpianti. Sono partito. La descrizione era tranquillizzante, l'unico aggettivo preoccupante era il "panoramicissima".
La seconda volta erano le 15:00 di un giugno di fuoco, terzo monte alla fine della 1° Randonnée del Catria. Non avevo studiato la salita su Salite delle Marche, altrimenti, a Cagli, avrei preso per Chiaserna. Dovevo fare attenzione: da Cagli al valico del Catria ci sono 23 km la metà dei quali sterrati. Il dislivello complessivo è di 1215 m


Il massiccio del Catria è orientato in direzione Nord-Sud, si è detto, quindi la salita da Chiaserna è in ombra la mattina, quella da Frontone va fatta il pomeriggio. Quella di Acquaviva, se si teme il caldo, non va fatta mai, perché non c'è mai un'albero (è questo il senso dell'aggettivo "panoramicissima") e mi sa che neanche la montagna dà troppa ombra, perché la salita sale dalle cime minori del Catria (Tenetra e Monte Alto) e per buona parte corre sulla cresta.

Ma andiamo con ordine

Superato il ponte di Cagli, dopo tre chilometri di provinciale della Valcesana si arriva al paese di Acquaviva, costruito su un basso gibbo a spartiacque tra le valli del Burano e del Cesano. Sul culmine c'è il bar e il (vecchio) cartello turistico che possiamo considerare lo start point ufficiale. Si gira a destra, dunque su una strada dritta e larga; le pendenze che aumentano gradatamente, fino ad attestarsi intorno all'8%, 
L'asfalto è vecchio ma generalmente in buone condizioni. Ci sono però dei tratti di 10-20 metri in cui emergono i sassi del fondo.
Il transito delle auto estrae pietre grosse come noci, che poi rimangono lì ad attendere i nostri copertoncini.
E' il risultato della totale mancanza di manutenzione della strada. Se questo succede nel tratto asfaltato, potete immaginare come sarà la situazione in vista del valico. 
Se non ci fosse questo problema la salita sarebbe agevole, perché la pendenza non supera mai il 10%, se lo fa non lo si nota perché la carreggiata è inutilmente larga. Pedala pedala, dopo aver superato alcuni tornanti, si arriva dopo 5,5 km (quota 830) ad una sbarra, che in estate sempre aperta. 



Lo sterrato arriva, ma si deve ancora aspettare. L'"asfalto" "tiene" "duro" fino al km 7. Qui, sul tornante più suggestivo, proprio in faccia al Monte Petrano, arriva la ghiaia.  
Nel 2009 Pelorandom scriveva che la ghiaia arrivava 4 km più in alto a quota 1100, le cose sono rapidamente degenerate
Nel 2011 avevo potuto scrivere che si saliva alla grande: "la ghiaia è piccola e, quindi, si può restare seduti in sella e fare una discreta velocità. Per me si può fare anche in discesa, ma non ne vedo la ragione."
Dopo 11 anni non è più così. O meglio, la maggior parte della strada è buona ma ci sono dei tratti in cui la ghiaia è stata portata viva e spuntano i sassi aguzzi della massicciata. 
La cosa all'inizio è ragionevole, ma verso il valico no. Nel complesso la salita è oltre il limite per una bici da corsa ed è un peccato, perché è l'unico versante del Monte Catria nel quale non si incontrano grandi pendenze 


A quota 1200 m circa, un breve tratto pianeggiante seguito da un breve tratto all'8% permette di superare i prati sommitali del Monte Tenetra e di arrivare allo scollinamento sotto il Monte Alto, il culmine di questa prima parte dell'ascesa (1240m).
Un paio di km di discesa ci riportano al Rifugio Casetta dei Mochi e, poco dopo, all'incrocio con la strada che sale da Buonconsiglio (1130m). Inutile dire che l'altra volta ero sceso senza problemi a 40 km/h, oggi sono sceso a passo d'uomo. 
Ad ogni modo il più è fatto ed è anche tornata l'ombra, che avevamo vito per l'ultima volta un'ora e mezzo prima. Per arrivare al Catria ci sarebbero da superare altri 250 m in ca. 5 km, due dei quali ancora sterrati al 7-8%. Anche su quest'ultimo tratto ci sarebbe molto da dire. Che se la strada da Acquaviva è ufficialmente sempre stata la  "Strada di servizio del Tenetra" e magari ad allevatori e pastori va bene così, il tratto da Valpiana alla Cupa delle Cotaline è a servizio di tutti ed è stata distrutta dua anni fa dai lavori delle piste da sci.
Ad oggi anche lo sterrato dopo Valpiana è pane per le gravel.

Dalla solita galleria del solito impagabile pelorandom


(C) Pelorandom







Ai tempi d'oro (C) Pelorandom

I nuovi bidoni privi di fascino

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