Forca Canapine da Norcia

“Su quella salita (la Forca Canapine), che era una come tante, nemmeno troppo difficile, sentii il Diavolo. La stavo scalando, forte, quando un boato mi fece tremare le budella. Tutto tremò e mi presi una fifa tale che mandai a quel paese tutti e me ne tornai a casa che io a morire per la bici col cavolo che ci stavo”,
Aldo era un buon uomo, simpatico e intelligente ma poco incline al sacrificio (...) Eberardo Pavesi, "l’Avucatt", sperava che, nella quiete dell'Appennino, il suo corridore riuscisse a ritrovare se stesso. In gioventù Aldo Bini era stato un ottimo dilettante, ma si era perso per strada: troppe donne, troppe feste e troppe, troppe bottiglie.

 Ma sotto la Forca Canapine Bini rimase solo qualche giorno. Non fu la vita ritirata a farlo scappare. Fu il Diavolo. (...) preferì farsi Arquata del Tronto-Prato, 300 chilometri, da solo, pur di non rimanere lì.
 Una paura totalizzante. Nel Giro del 1947 si doveva passare da quelle zone nella settima tappa, la Perugia-Roma, 240 chilometri. Bini chiese agli organizzatori di cambiare percorso. Gli organizzatori rifiutarono. Lui decise di non partire da Perugia. Se ne tornò a casa. Di nuovo. E poco importava se il suo capitano, Gino Bartali, si stesse giocando il Giro con Fausto Coppi. Lui su quelle strade non sarebbe più tornato. 

da Giovanni Battistuzzi Il terremoto e il diavolo della Forca Canapine che spaventò Gino Bartali





Un racconto meraviglioso quello di Giovanni Battistuzzi pubblicato sul Il foglio il 28 agosto del 2016. Andatelo a rileggere, ne vale veramente la pena. Ma che strada è quella di Forca Canapine? E' il valico o, come si chiama qui, la Forca più alta dei Monti Sibillini. Nel punto più vicino al cielo, a 1541 m s.l.m. corre l'arzigogolato confine tra i territori di Arquata del Tronto e di Norcia. Da queste due località partono due lunghe salite che vedremo nel dettaglio in questo post. 
Il toponimo deriva dalla coltivazione della canapa, pianta che nel Medioevo forniva la fibra per il tessuto più diffuso e che, fino al Trecento, era coltivata ad altitudini oggi impossibili. 
La salita di Forca Canapine è la più importante delle tre strade che danno accesso ai Piani di Castelluccio, quella che li collega con la sede comunale di Norcia. In realtà per arrivare ai piani non si passa esattamente dalla Forca, ma circa due chilometri prima si prende una deviazione sulla sinistra che scollina sulla Costa del Precino, ma non è il caso fare tante sottigliezze. Questo è davvero un luogo di vedute aperte e anche noi le abbiamo... al punto che anche il versante umbro di Forca Canapine è considerato valido per il brevetto Kom Salite delle Marche. 



Forca Canapine da Norcia


Start: S. Scolastica di Norcia

Distance: 19.1 km
Elev. Gain: 950 m
Avg Grade: 5 %
Max Grade: 8%
Min Elev: 650 m
Max Elev: 1600 m
Climb Category: GPM 1
Fondo: Asfalto 
Strava Segment: 9044277


Il punto di partenza non può essere che la statua del Santo al centro della splendida piazza di Norcia. Dopo tre chilometri tagliando al centro la pianura si imbocca la SS685 delle Tre Valli Umbre. Piantiamo qui il nostro chilometro 0. Per arrivare alla forca 900 metri più in alto mancano 18 e passa chilometri. 
I primi 5 vanno percorsi su questa larga statale un po' troppo trafficata; il racconto dell'ascesa, per il peso del monito borgesiano a non moltiplicare inutilmente gli enti, lo prendo a prestito da bikeinumbria.it a cui vi reindirizzo per le foto. 

"Al chilometro 2,8 la pendenza scende intorno al 4%, per poi diventare un vero e proprio falsopiano all’1-2% fino al chilometro 3,8; superato un piccolo ponticello la strada torna a salire regolare con pendenze del 5-6%."

Dopo la Rotonda ci si sente subito in montagna

La salita vera inizia dopo la rotonda di Ponte di Croce (km 4.6, quota 813) che devìa tutta la fretta e il traffico pesante verso la Galleria San Benedetto e verso il Mare Adriatico. Noi, invece, si prende a sinistra e da subito ci si sente in montagna. Non percorro questa strada da tanto tempo. Dopo il terremoto del 2016 la strada di Forca Canapine ha subito danni gravissimi ed è stata a lungo chiusa e per questo motivo restano tuttora chiuse sono le attività sciistiche vedi l'articolo-capolavoro di  francescodisilvestre.it), ma mi ricordo bene che è molto regolare, che la pendenza poche volte si discosta dal 5%.

"Da questo punto in poi si affronta un lungo rettilineo, intervallato solo da alcune semicurve, sempre intorno al 5-6%; in questo tratto girate lo sguardo sulla sinistra perché avrete modo di godere di un bellissimo panorama su Norcia e su tutto l’altopiano che la circonda. L’ascesa non presenta variazione significative fino al chilometro 7,6, quando si affronta il tornante del Muraglione, (quota 1011) l’unico di tutta la salita."


Il tornante del Muraglione, (quota 1011) l’unico di tutta la salita

La strada infatti è stata disegnata con il righello e la livella sul fianco dei Monti Vètica e Ventòsola e non fa una curva, abbastanza strana per un’ascesa così lunga. Il panorama di conseguenza è sempre quello, con la pianura e Norcia dietro e spalle che si fanno via via più lontane e il Terminillo che si abbassa insieme all'orizzonte 

"...è stata disegnata con il righello e la livella sul fianco dei Monti Vètica e Ventòsola"... gli ultimi chilometri visti dal valico 

"Al chilometro 10,4, in corrispondenza di un piccolo spiazzo sulla destra, la strada spiana completamente per circa 200 metri, dove si può prendere fiato, prima che la salita riprenda molto regolare intorno al 6%. Mentre sulla destra si può ancora godere del panorama sulla piana di Norcia, alzando lo sguardo sulla sinistra il panorama inizia a cambiare, con il bosco che lascia spazio ai prati che caratterizzano le vette di questa zona dei Sibillini.
La salita continua per diversi chilometri sempre molto regolare fino ad una vecchia casa cantoniera  (quota 1385) sulla sinistra, che preannuncia qualche centinaio di metri quasi pianeggianti e precede di poco il bivio sulla sinistra per Castelluccio di Norcia (km 15.1 quota 1400): girando a sinistra in pochi chilometri si raggiunge il rifugio Perugia e poco dopo la bellissima piana di Castelluccio, noi invece in questo caso proseguiamo ancora diritti in direzione di Forca Canapine.[...] Un’ampia curva sulla sinistra ci immette nell’ultimo tratto di salita, ma da questo punto in poi si inizia già a vedere il valico tra i prati. Poco prima del chilometro 17 troviamo sulla sinistra il cartello di Forca Canapine, ma non lasciamoci ingannare perché per il valico c’è ancora un chilometro: la vetta, infatti, si raggiunge al chilometro 18,1 a 1541."

Dal valico si può salire ancora fino a quota 1600 davanti al Rifugio Monti del Sole, costruito esattamente sul confine regionale e toccare il punto asfaltato più alto dell'Umbria, E' un ultimo chilometro per una strada che già nel 2016 era abbastanza dissestata, ma, fatto 18 tanto vale fare 19: "non tanto per il valore dell’ascesa, ma per la bellezza del panorama che si apre sul Monte Vettore, su Castelluccio e sul Pian Grande."

Il valico, abbastanza insignificante è vero
Adesso sì che...

Forca Canapine da Arquata del Tronto 


Start: Trisungo
Distance: 24.4 km
Elev. Gain: 1014 m
Avg Grade: 4.4 %
Max Grade: 12%
Min Elev: 609 m
Max Elev: 1600 m
Climb Category: GPM 1
Fondo: Asfalto
Strava Segment: 3836935


La prima volta in cima alla Forca Canapine fu nel 1921 nella 4° tappa Perugia-Chieti, 326 chilometri. Per primo transitò Bartolomeo Aymo, grande regolarista del tempo (sei volte sul podio tra Giro d'Italia e Tour de France), ma a Chieti vinse Girardengo. Come nelle precedenti tre tappe. Il versante marchigiano di Forca Canapine italiano fu scalato per la prima volta nel 1924 e fu determinante per la vittoria di Giuseppe Enrici. 
Molto simile per lunghezza e regolarità a quella del versante umbro la salita marchigiana è molto diversa come paesaggio e molto più articolata e divertente in quanto a curve. Infatti la facciamo tutti in discesa....


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