Due spettacolari creste sul Fiastra




Distance: 57,68km
D+: 1.393m
Surface: Asfalto 90% Ghiaia 10%
Time: 2:50:57


Sul fondovalle la vecchia SS78 corre parallela al torrente Fiastra. Non diversamente, 2000 anni fa, faceva la Salaria Gallica, la strada Romana che è sempre lì, esattamente 4 metri sotto il livello dell'asfalto. La storia della lunga valle del Fiastra può essere raccontata dalle sue strade: oggi, dopo secoli di decadenza, è di nuovo la larga via di fondovalle il collegamento più importante. Essa ha attirato, come al tempo dei Romani, uomini, attività e autovelox. Ma tra la Guerra Gotica e la vittoria dei motori, per più di 1300 anni, sono state le colline l’habitat degli umani; ne sono testimoni i borghi fortificati (Urbisaglia, Colmurano, San Ginesio, Sant'Angelo il Pontano e Loro Piceno) e le strade di cresta che li collegano, vere ciclabili senza bisogno di cartelli azzurri. Proprio queste strade e questi borghi sono i protagonisti del nostro articolo. Pronti a partire? ....in che senso da dove? Ah, giusto.




Il consiglio è di lasciare la macchina all'Abbazia di Fiastra, perché è un luogo ideale per rilassarsi alla fine di un giro in bici: parcheggi, grandi prati, silenzio, pietre millenarie, alberi secolari e, volendo, birra fresca e tavolini.



Il percorso suggerito è un'ellissoide di 60 km che ha come asse maggiore la SP78, ma la incrocia solo nei vertici: l'Abbazia di Fiastra e la chiesa di Santa Maria di Pian di Pieca. 
Non so se convenga percorrerlo in senso orario o in senso antiorario, credo in ogni senso sia comunque molto spettacolare con grandiosi affacci sui Sibillini a impreziosire le salite. In questo post le creste di sinistra e di destra vengono presentate separatamente, entrambe in direzione est >ovest (quella in cui prevale la salita). Starà a voi scegliere che giro fare.


Cresta destra: Abbadia di Fiastra - Macchia di  Fuoco


Distance: 30 km
Elev Gain: 832 m
Elev Change: 400 m
Avg Grade: 3 %
Max Grade: 22.6 %
Min Elevation: 185 m
Max Elevation: 585 m

Segno della Croce, 3, 2, 1 partiti. E adesso? Si va a destra o a sinistra? La formazione classica mi porterebbe sulla SP78 per girare intorno al sito archeologico di Urbs Salvia, sfiorare la Porta Gemina e iniziare a salire. Il mio amico naturalista andrebbe a sinistra per attraversare la Selva e poi passare per il Varco. In questo caso si fa un po' più di dislivello e un po' meno di pendenza. L'importante è ritrovarsi a Loro Piceno (km 8.5, quota 400), perché la cresta inizia qui, dal borgo del vino cotto.
La prima parte si sviluppa su una via secondaria, ma con un buon fondo asfaltato che scende di una ventina di metri e attraversa la frazione di Borgo San Lorenzo e risale fino a quota 420 km, scende di nuovo e risale ancora fino a Santa Lucia di S. Angelo in Pontano (km 17, quota 478). 
Poco dopo si confluisce sulla strada principale e si incontra un quadrivio. La parte più spettacolare comincia qui, appena si prende la strada a destra in evidente salita Contrada Maddalena. Se prima la strada era bella, qui è davvero mozzafiato: è la parte più aerea del percorso strada con nessun ostacolo al nostro sguardo. Davanti i Sibillini sono molto vicini, emergono da una schiuma di colline coperte dal bosco; a sinistra domina l'orizzonte l'appuntita Penna di San Giovanni, a destra il lontano San Vicino e la sua corte. 


Dal punto di vista delle gambe, questo tratto inizia con uno strappo a 18% e tra vari saliscendi guadagna una dislivello di 354 m in una distanza di 7 km.
Il fondo era asfalto l'unica volta che è passata la macchina di Google, ma oggi è al 50% sterrata. Ovviamente le foto su sterrato prevalgono perché sono più suggestive. Si tratta di un ottimo fondo bello compatto e, come spesso accade, preferibile alle parti in cui sopravvive ancora l'asfalto.
La strada culmina poco prima di Cerreto Alto. Siamo ormai nel territorio di Sarnano. Un incrocio a T, quando si è già scesi di quota,  ci dà la possibilità di scendere verso le terme o scendere, attraverso la Macchia di Fuoco, sulla chiesa di S. Maria di Pieca.
Proprio nel punto più duro sono stato riconosciuto e salutato da Dani Pierotten (con mirabile lucidità e una voce priva di affanno, nonostante stesse segnando proprio in quel momento il  Kom del segmento). Nel pomeriggio mi ha confermato che sulla destra salgono molte strade dalla SP78, alcune di queste  sono lunghe ed estremamente ripide e meriteranno l'attenzione di nuovi post.






Cresta sinistra Urbisaglia - Torre di Morro / San Ginesio



Distance: 19 km
Elev Gain: 685 m
Elev Change: 480 m
Avg Grade: 3.5 %
Max Grade: 22.6 %
Min Elevation: 185 m
Max Elevation: 677 m



Riscoperti nella randonnée 2015 della Fondo Leopardiana questi 17 km si sviluppano su una strada di cresta tortuosa e faticosissima, ma che offre alcuni dei panorami collinari più belli della Regione. La strada congiunge, particolare non trascurabile, le piazze di due paesi che davvero meritano di essere annoverati tra i "Borghi più Belli d'Italia": Urbisaglia e San Ginesio.



La parte più bella inizia dopo Colmurano, quando si lascia la provincia e s' prende la strada comunale di Contrada Monti. Sulla mappa si leggono molti toponimi, perché la complessa orografia e l'intrico dei fossi ha favorito la parcellizzazione del terreno, ma forse sono più significativi i nomi che la voce popolare ha assegnato ai segmenti strava che sono assai evocativi: "tutti strappi", "muro improvviso".


Al termine del primo strappo (1.5 km D+ 98m) è stata di recente riasfaltato un tratto che porta in cima alla collina di San Giorgio. Vale la pena aggiungere un po' di salita  e godersi la strada.



Lo strappo più scenografico è però il secondo, quello di Casagatti (0,76 km, D+44 , Pend. Max 21%) un vero e proprio vallato scavato dal Torrente Entogge da scendere a tutta e risalire come si può.


C'è poi un ultimo strappo fino alla penultima collina, un panettone chiamato Torre di Morro. Superata la cappellina della Madonna della Lagua ci si immette su una provinciale e ci si fa portare fino alla collina di San Ginesio. A questo punto io son sceso per Santa Croce e  ho preso dritto dritto l'altra cresta. Facendo il giro in senso orario, invece, da Pian di Pieca prenderei verso la Morichella e arriverei a San Ginesio attraverso la strada (in parte) sterrata del Colle del Re  








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