Tirreno Adriatico 2022 - Ricognizione sui muri del circuito di Osimo (6° tappa: Osimo Stazione - Osimo)


Metà del dislivello si concentra negli ultimi 6 km (media 6% = 3km di pianura+3 km di Zoncolan). I due muri che caratterizzano il finale (via Roncisvalle e via Olimpia) sono veramente impegnativi tanto che sono stati trattati in un post proprio. Ne riportiamo qui alcune immagini e i numeri per capire di che pasta sono fatti

Osimo, i Tre pini: inizio del circuito breve
 

"Gli ultimi 10 km sono estremamente impegnativi - recita il Garibaldi. La descrizione ufficiale della tappa è (quasi) impeccabile. -  Arrivando a Osimo si affronta il muro di via Roncisvalle che prosegue su via Costa del Borgo, tutto in pavé lungo oltre 1 km al 15% medio circa e con picchi del 22%. Segue una breve picchiata prima di scalare via Olimpia per la lunghezza di meno di un chilometro con alcune centinaia di metri al 16% prima di entrare nel centro storico in leggera violenta ascesa su pavé di porfido.

Distance: 35 km (x3)
Elev. Gain: 730 m (x3)
Min Elev: 18 m
Max Elev: 305 m
GPX Strava: 33492319


Quella di sabato 11 marzo 2023 è l'iconica tappa dei muri, in potenza, la più spettacolare della Tirreno-Adriatico. Si sviluppa su due circuiti: il primo ampio anello conduce i corridori, su panoramici saliscendi, ad attraversare Recanati, Santa Maria del Monte, Macerata, Treia, Montefano, Osimo. Giunti una prima volta sulla linea del traguardo, gli ultimi cento chilometri della tappa saranno corsi su un secondo circuito, che presentiamo in questa pagina. Verrà completato tre volte. A ogni tornata di 35 km si supera un dislivello positivo di 730-750 m, distribuito su quattro muri:

- km 6.50  Venturina/Monte della Crescia - quota 305 D+122
- km 20.2  Abbadia - quota 144 D+122
- km 28.4  Gattara - quota 260D+200
- km 33.0  via Olimpia/traguardo - quota 265D+122

I primi due picchi dell'altimetria sono denti da latte, ma il terzo è una sciabola che spezzerà il gruppo già dal primo passaggio. Il muro finale, noto per essere già stato lo scenario di un arrivo del Giro d'Italia 2018, farà il resto. Sarà un finale di tappa esplosivo quindi, ma anche selettivo. Soprattutto se farà freddo. D'altra parte, facciamoci due conti: 100 km e D+2250 m, fanno 2.2% di pendenza media (tanto, a metà tra il Mondiale di ciclismo e la Maratona dles Dolomites). La tappa dovrebbe assomigliare a quelle di Recanati 2019 e Castelfidardo 2021, che risultarono decisive per la classifica finale. 

E' saggio inserire una tappa come questa per due motivi:

- Ci sarà neve a Sassotetto, a marzo. Nel caso (in verità, improbabile) che il tappone subisca tagli ci penserà la tappa dei muri a scongiurare un effetto Van Avermaet 2016 e a dare una forma sensata alla classifica generale.

- L'arrivo in salita di Sassotetto concentrerà in pochi chilometri gli attacchi dei big che puntano alla generale. Dopo il tappone la corsa potrebbe considerarsi finita, ma una tappa dei muri difficile come questa può fare una selezione altrettanto severa, quantomeno può far saltare diversi corridori, come nel caso di Froome e Contador nel 2013).

La ricognizione

Anche se conosciamo queste strade come fossero casa nostra, abbiamo abbiamo ugualmente testato il circuito, sfidando tutti i sensi vietati, il mercato settimanale e i postumi delle feste di Natale. Ne abbiamo ricavato una bruttissima impressione sulla nostra forma, ma anche una ragionevole speranza che la tanta fatica fatta sia da attribuirsi più alle difficoltà altimetriche che all'abuso di panettoni.
Per comodità, come suggeriva il Doctor Seraphicus, l'itinerarium è stato diviso in tre gradi: extra nos, in nos, super nos. 

- [km 0-7.5] Extra nos: fuori dalla città fino alla Venturina (vedi Monte della Crescia)

Dopo il passaggio sotto lo striscione d'arrivo si scende per via Cialdini e ci si allontana da Osimo sulla bella cresta che porta alla frazione di San Paterniano. Qui al km 6.5 km inizia il primo muro del circuito, la Venturina. Sono 1000 m all'8%. Il tratto più impegnativo dopo l'unico tornante tocca il 14%.

Distance: 1.0 km
Elev. Gain: 89 m
Avg Grade: 9%
Max Grade: 14 %
Min Elev: 216 m
Max Elev: 305 m
Climb Category: GPM 4










- [km 7.5-25] In nos: ritorno dal Monte della Crescia a Osimo 

Si sviluppa sulla bella cresta di Offagna che guarda a sud verso i Sibillini e a nord verso il Monte Conero. E' la parte più facile del circuito. Si scende da quota 305 a quota 18.



La Venturina è il nome del passo tra il Monte della Crescia e il Monte Castel Baldo. La quota altimetrica del cartello di località indica la vetta del monte, la strada non supera quota 305. In questo tratto, se qualcuno avrà la lucidità e il tempo di guardare a destra vedrà apparire all'orizzonte, per la prima volta, il Mare Adriatico.


La corsa dovrebbe passare all'esterno del bel borgo di Offagna, anche se l'attraversamento del centro sarebbe più lineare ed eviterebbe due incroci piuttosto fastidiosi.


La cresta fino a Montegallo è molto panoramica. Superata la splendida villa seicentesca, i saliscendi diventano una veloce discesa con vista sul Monte Conero. 


Attraverso via San Biagio la corsa arriva alla Stazione di Osimo da dove era partita tre ore prima.



Dopo 15 chilometri quasi tutti a scendere e dopo essere transitati sulla zona della partenza, si fa una svolta secca a destra e si rimbalza su una strada, in evidente salita, che riporta verso Osimo.
Questa piccola ascesa. da Osimo Stazione all'Abbadia, è considerata il secondo muro del circuito; ha due gradini di ca. 500 metri, separati da una parte pedalabile. Entrambi i "mali" hanno pendenze massime in doppia cifra: il primo, che serve a uscire da Osimo Stazione, tocca punte del 14%; il secondo, dopo l'unico tornante,  tocca il 12% nell'attraversamento dell'Abbadia.




Distance: 2.0 km
Elev. Gain: 125 m
Avg Grade: 5.9%
Max Grade: 14 %
Min Elev: 18 m
Max Elev: 140 m
Climb Category: GPM 4


Dopo la piccola frazione, la strada continua in cresta per altri tre chilometri. finché alla Gironda, la rotatoria con le porte della città si prende a destra e si torna in discesa.



- [km 25-35] Super nos: ascesa al paradiso

Metà del dislivello si concentra negli ultimi 6 km (media 6% = 3km di pianura+3 km di Zoncolan). I due muri che caratterizzano il finale (via Roncisvalle e via Olimpia) sono veramente impegnativi tanto che sono stati trattati in un post proprio. Ne riportiamo qui alcune immagini e i numeri per capire di che pasta sono fatti.


- km 29 (-6 km) inizia il muro della Gattara (via San Valentino + via Roncisvalle+Costa del Borgo)




Distance: 1.5 km
Elev. Gain: 212 m
Avg Grade: 13.2%
Max Grade: 22%
Min Elev: 58 m
Max Elev: 255 m
Climb Category: GPM 3
Strava segment: 18501575
Salite delle Marche: La Gattara


Tracciata sulla linea di massima pendenza, la strada inizia poco dopo il ponte sul Fosso di San Valentino e sale senza cedimenti  fin sulla piazza della città, superando un D+ di 200 m, tratti oltre il 20% e 400 metri di vero pavé. (vedi dettagli in www.salitedellemarche.it|Gattara) I corridori tireranno dritto appena prima del traguardo per prendere l'ultimo muro del circuito ed entrare a Osimo dalla porta principale, un finale spettacolare che sembra fatto apposta per la tv.


il ponte sul Fosso - la parte più ripida - la Gattara


La prima parte (via San Valentino) è lunga 1000 metri ed è in asfalto. Si incontrano qui le pendenze maggiori: un tratto al 18% e quello che precede la chiesa dei SS. Martiri che va oltre il 20%.



La Gattara vera e propria sarebbe la seconda parte della salita, 250 metri in un faticoso pavé di pietre grosse e scivolose. La pendenza media è ancora superiore al 10%. 
Dal Borgo al Centro c'è il terzo tratto, la Costa del Borgo, altri 250 metri al 10-15% caratterizzati da un pavé più regolare.

Ultimo tratto in pavé: la Costa del Borgo

- km 31 (- 4 km)

La discesa del Guazzatore sarà un punto cruciale: il primo chilometro sarà affrontato a velocità folle, perché la strada è larga e senza curve. 

- km 30 (-3 km)

Attenzione! All'intersezione tra via del Guazzatore e via don Sturzo, in pieno rettilineo, c'è uno spartitraffico- rotonda-trappola che comporta un improvviso restringimento di carreggiata che non è mai adeguatamente segnalato sul Garibaldi. In passato  i ragazzi del Giro U23 hanno rischiato grosso, non c'è stato nessun problema, invece, al Giro 2018, perché in gruppo erano rimasti solo in 20 ed erano tutti in fila.
Passata la paura una bella curva a gomito immette sulla Provinciale 361 che riporta verso il traguardo. Si sentiranno stridere molto forte i freni e un grande odore di gomma bruciata.

- km 33 (-2 km) inizia il muro di via Olimpia






Start: SP361 via Marco Polo
Distance: 400+600+600 m
Elev. Gain: 70+50 m
Avg Grade: 10%
Max Grade: 15%
Min Elev: 130 m
Max Elev: 250 m
Climb Category: 3
Salite delle Marche: via Olimpia e scatto di Argentin

Dopo 300 m di pianura un'altra svolta a secca destra immette su via Olimpia (300 m al 12%).
E' una strada larga, ma l'imbocco da via Marco Polo è stretto, al primo giro, quindi sarà importante prendere la salita davanti altrimenti, con il gruppo allungato e spezzato in più punti si corre il rischio di prender anche 20-24". Non credo che nel giro decisivo il gruppo di testa sarà formato da più  di 4-5 persone. 
Anche se avessi le gambe non partirei qui. Troppo duro ancora il finale prima di Piazza del Comune, ma Simon Yates, che non è tra i lettori di SdM nel 2018 è partito proprio all'inizio di via Olimpia. La sua non era una gamba normale, dobbiamo riconoscerlo.
Dicevamo, ammesso che si arrivi all'ultimo chilometro in un gruppo ristretto, per partire è meglio aspettare l'arco delle mura medievali e i 600 metri di decumano in pavé, perfettamente diritti tra gli alti palazzi del centro storico.
I primi 300 m sono molto selettivi (8-13%); è il segmento strava chiamato "Scatto di Argentin", perché proprio in quel punto, nel 1994, c'era stato lo scatto vincente del campione di San Donà di Piave. L'ultimo scatto di una grande carriera. In Piazza Dante si scollina e la strada prende in discesa fino alla Piazza del Comune. Ma ormai i giochi per la vittoria saranno fatti: sul corso di Osimo si arriva uno alla volta. Garantito.
E' successo così con Argentin nel 1994 (tappa e maglia), con Mottet e Rominger alla T/A del 1989,  con Joseph Areruya nel 2017 al Giro U23, con Simon Yates in rosa nel 2018. 

Che distacchi?
Nel 2018 l'azzardo della maglia rosa negli ultimi due km aveva prodotto un grande risultato: vittoria, +6" su Dumoulin, +18" su Pozzovivo e Pinot, +31" su Aru, +50" su Froome. Credo però che con questo percorso i migliori resteranno da soli forse già nel primo giro. Impossibile fare pronostici a gennaio, ché molto dipenderà dal risultato del tappone appenninico del giorno prima. 
In potenza si possono creare grandi distacchi, Per farsi un'idea basta prendere in mano l'ordine d'arrivo della tappa di Recanati del 2019, che venne corsa in una splendida giornata di sole: Eurosport.it|Colli al Metauro-Recanati ordine d'arrivo













La zona dell'arrivo. La mattina c'era mercato, era anche peggio

L'albero lo sposteranno di sicuro








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