Monte Nerone 2017 IMG 20170729 083539

Nerone da Piobbico – La più dura

Dislivello quasi identico, ma lunghezza inferiore non lasciano spazio a dubbi: è il versante più impegnativo del monte Nerone, se poi aggiungiamo la sede stradale ormai diruta, frane e smottamenti vari lo si può tranquillamente definire "il peggiore". [...] 

In breve

Monte Nerone
  • 📏 Lunghezza: 13.7 km
  • ⛰️ Quota: 1512 m (D+: 1176 m)
  • 📉 Pendenza media: 8.6%
  • 🔥 Pendenza max: 15%
  • ⚠️ Difficoltà: elevata (lunga e logorante)
  • 🪨 Fondo: gravel (asfalto devastato)
  • ⭐ Punti forti: sarebbe la salita più dura delle Marche, se fosse transitabile in bdc
  • 🚴Segmento Strava: SP140
miniibig copia
BRV KOM GRV Copia

Per affrontare quella che, se anche l’asfalto fosse un biliardo, sarebbe comunque la salita più dura delle Marche si prende da Piobbico la bella strada per Roccaleonella che è larga e ben tenuta grazie al passaggio del Giro d’Italia (nonostante il 2009 sia un ricordo sbiadito, la carreggiata è stata oggetto di manutenzione, quindi è ancora buona). 
Ogni tanto di qua il Giro passa ancora, ma i ciclisti del 2009 e le ragazze del 2025 hanno tirato dritto sul loro bell’asfalto nuovo, mentre la salita al monte Nerone è abbandonata a se stessa.

Già all’incrocio di Piobbico la strada mostra subito una gran fretta di salire (13%). Non c’è respiro finché non sono state superate le case di Ca’ Giovacciolo; di qui la pendenza cala leggermente, rimanendo pur sempre intorno al 10% (con qualche ricaduta di nuovo al 12-13%).
I primi due chilometri, se si vuole considerare solo il profilo altimetrico, sarebbero i più difficili della salita. Ma la realtà, purtroppo, è peggiore di quella che si intuisce dai grafici.
Superato l’abitato di Acquanera, dove, sulla destra, si trova l’unica fontana, state pronti a svoltare: poche centinaia di metri dopo l’ultima casa, si distacca, sulla destra, una stradina asfaltata, stretta, quasi occlusa dai rami degli alberi; una rustica scritta su un cordolo di cemento indica che porta al Monte Nerone. Confesso che la prima volta io non l’ho vista a causa dell’erba e mi sono fatto un paio di km di troppo, poi il fatto che scendevo invece di salire mi ha insospettito.

Una strada nel bosco

Monte Nerone 2017 IMG 20170729 083539

Zona Acquanera. Un’insegna quasi invisibile  indica sulla destra una strada improbabile, nascosta dalla vegetazione. Contro ogni intuizione, quella strada arriva in cima al Monte. 

Una volta era ben asfaltata e conduceva direttamente agli impianti sciistici.  Ogni metrica la classifica(va) come la salita asfaltata più dura delle Marche. Oggi bisogna essere fortunati già solo a trovarla. Sarebbe una strada molto bella, generosamente ombreggiata e in un paio di punto molto panoramica, se… non occorresse fare un continuo slalom tra le buche, pozzi crepe e frane.
 

Lo stato dell'arte

Ragazzi NON fate circolare queste informazioni, sennò ci chiudono la strada: ho fatto ieri (30 marzo 2017) il versante di Piobbico ed è stata una vera impresa: ci sono quattro smottamenti sui quali si passa solo grazie ai fuoristrada dei cacciatori che hanno pressato la ghiaia. Un tratto è franato in modo tale che dubito che una normale automobile riesca a transitare. Sono auto, mica cavalli!
Michele Mazzieri
Michele Mazzieri
Scout SDM
nerone cavalli
Cavalli bradi sul Monte Nerone
La nostra ultima ricognizione è datata 2017, ma le notizie più recenti, per quanto vaghe,  confermano che la situazione della strada non è migliorata. La tecnologia degli ultimi dieci anni, però ci ha portato le bici gravel, che dovrebbero avere ragione dell’incuria della Provincia di Pesaro Urbino
Sappiamo che sono “sfasciati” soprattutto i chilometri 3 e 7: in quest’ultimo tratto le reti per bloccare la ghiaia sono cariche di detriti, ma c’è un tratto di strada di 100 metri cosparso di brecce taglienti che potrebbero facilmente squarciare i copertoni; io sono salito in piedi sui pedali, ma sarebbe stato più saggio caricarsi la bici sulle spalle e salire a piedi. Lunghezza e dislivello ormai sono poca cosa rispetto alle difficoltà del fondo; si aggiungano le note voragini dell’asfalto, i soliti sassi all’uscita dei tornanti, le ginestre a bassa quota e i noccioli al piano di sopra che invadono mezza carreggiata e si può capire che forse sarebbe più corretto parlare di strada forestale. Almeno ci andrebbero solo le MTB.
Nessuno si fa illusioni per l’asfalto, ma una spazzata ai detriti è doverosa. Spero che quella che ho visto a marzo sia una condizione provvisoria, conseguenza dello scioglimento delle nevi, perché il Comune di Piobbico rischia a tenere aperta una strada così. 


Ritornando alla salita: parte centrale

Per nove chilometri, dal km 2 al km 9, la salita ha pendenze costanti tra il 9 ed il 10% con brevi tratti al 12%. È un tracciato che trafigge la foresta e si inerpica dapprima intorno alla punta del Monte Serrone, quindi sul Monte Nerone vero e proprio.
 
  • A quota 1000 m si incontra una brevissima contropendenza di appena 200 m, troppo breve per tirare il fiato.
  • A quota 1040 m circa, si nota sulla destra un cartello in legno indicante la Grotta di Nerone e Balza Forata, per gli amanti dei trekking e della speleologia.
  • Al tornante successivo, a quota 1070 m Pelorandom consiglia di appoggiare le bici a terra, fare appena 50 m su prato e godervi il panorama esattamente dal bordo di uno strapiombo di qualche centinaio di metri sulla Val d’Abisso, “occhio però che non c’è nessun parapetto”.
  • A quota 1140 m, in corrispondenza di un altro tornante, un cartello nascosto oltre le rocce, indica il sentiero per il rifugio Corsini (sempre per gli amanti del trekking).
 
 

Un ultimo sforzo

 
Abbiamo ancora circa 200 m di dislivello da superare, che comprendono anche il rampone quasi bianco con la pendenza maggiore, al 15%.
E continuano anche le buche, ovviamente;  in certi casi è praticamente impossibile evitarle, visto che hanno invaso l’intera sede stradale, bisogna farci l’abitudine e rallentare l’andatura.
A quota 1300 m circa, finisce la strada stretta, l’asfalto diventa normale e si incontra inoltre una deviazione in discesa per il rifugio Corsini, ma in bici si prosegue imperterriti in salita. 
Il bosco non c’è più, dopo aver superato un brutto edificio in cemento (la Colonia Don Orione, rilevata qualche anno fa dagli scout della zona di Pesaro), siamo praticamente al valico.
 

Da qui circa 1 km di pianura permette di giungere al bivio con la stradina che, a sinistra, scende dalla Montagnola da dove sono saliti i professionisti del Giro del Centenario (da Pianello via Cerreto, se volete farvi una foto sul cippo del Giro d’Italia dovrete farvi una deviazione di ca. un chilometro), mentre qualche centinaio di metri di salita permettono di arrivare al rifugio La Cupa (proprio sulla strada) e poi di scendere verso Serravalle di Carda, sulla discesa più bella del mondo (strada larga e fondo migliore). 

monte nerone 2017 cippo


Vetta del Monte Nerone (Cima Bibi)

 

1595837326248066 10

Per chi proprio non può fare a meno di arrivare quasi in vetta, ci sono ancora un paio di chilometri, che portano esattamente dinanzi il cancello di ingresso dei ripetitori RAI.
Appena 50 m dopo questo bivio c’è il cartello dell’ottavo chilometro, mancano tre tornanti, l’ultimo dei quali caratterizzato da un muraglione, sopra il quale c’è un parcheggio con la targa e le panchine per godere del panorama.

La strada sale e termina definitivamente con un cancello che ne sbarra la prosecuzione in corrispondenza degli impianti radio della RAI, siamo praticamente in cima allla montagna, il panorama foschia permettendo, è veramente spettacolare: sulla destra (verso sud), è ben visibile il Petrano, il massiccio del Catria, anche se la punta che si vede in primo piano è quella del monte Acuto, dove arriva la bidonvia di Frontone, quindi ancora a destra il massiccio del Monte Cucco e, più in lontananza, arrotondato, c’è il Monte Subasio.
A nord (a sinistra salendo), in basso il paese di Piobbico, più in lontananza ma ben riconoscibile, il Carpegna, i Sasso Simone e Simoncello. Ad est ovviamente il mare, con tutte le città costiere.


STRUMENTI CARTOGRAFICI

Start: Piobbico (PU)
Distance: 11.4 km (D+: 1010 m) alla Cupa
Distance: 13.7 km (D+: 1180 m) a Cima Bibi
AVG Grade: 
8.8 %
Max Grade: 15.6 %
Min Elevation: 338 m
Max Elevation: 1512 m
Climb Category: HC
Fondo: asfalto con voragini, frane e detriti taglienti
Valida per il brevetto: Salite delle Marche (Strada e Gravel), Brevetto BIG, Breveto del Nerone

 
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto