Stage #4 Foligno - Sassotetto - 10 marzo 2018

La strada è già pulita (c) Sarnanoneve
E' un grande anno il 2018. Quattro tappe interamente marchigiane: una di montagna (non è il maledetto San Vicino, quindi, a meno di cataclismi, l'arrivo non salterà), una dei muri, una per velocisti/fughe, oltre alla classica cronometro lungo la Riviera delle Palme. 
Prima leggetevi su albumciclismo: Mura, fossi, campanili, panoramiche e poggi...: e poi godetevi i dettagli delle tappe

La prima tappa marchigiana, la quarta, è già la tappa regina. Si corre sabato 10 marzo e dovrebbe essere quella determinante, per la classifica generale. Il momento topico sarà la salita finale, che poi è l'unica "salita vera" della corsa dei due mari: oltre 12 chilometri e ca. 900 metri di dislivello.
Questo è il video di presentazione della tappa appena pubblicato sulla pagina FB del comune di Sarnano. Il video è stato curato da Marchebikelife e realizzato dal videomaker Donato Bianco Photographer con la supervisione di Luca Capodaglio, responsabile tecnico della tappa.
Se volete provare ad anticipare la corsa date un'occhiata  alla cronotabella della tappa; se non ho fatto male i calcoli si potrebbero anticipare i corridori partendo alle 13:00 da Pian di Pieca e facendo questo giro https://www.strava.com/routes/12163789






Salita 8: Sassotetto


Distance: 12.2 km
Elev gain: 840 m
Avg Grade: 6.9%
Max Grade: 12 %
Climb Category: 1 (107 pt)
Min Elevation: 496 m
Max Elevation: 1335 m


La salita di Sassotetto è una vecchia conoscenza della Corsa dei due Mari, che è passata di qui almeno un paio di volte (memorabile quella del 2009). A differenza del passato i ciclisti non arriveranno al valico di S. M. Maddalena, ma, a quota 1287, in località Fonte Lardina, devieranno sulla sinistra e troveranno lo striscione d'arrivo a quota 1335, davanti alla stazione sciistica .
Ad ogni modo, ce n'è abbastanza di salita per vedere distacchi significativi, perché la parte più dura, gli 8  km al 9% dopo la Fonte dei Brilli, c'è tutta. [per i dettagli della salita vedi post: Pizzo di Meta e Sassotetto]
Molto dipenderà da come si arriverà all'attacco della salita finale. Il percorso della tappa disegna, infatti, un complicato dedalo tra le logoranti colline dell'entroterra marchigiano il quale, prima di terminare  in una Sassotetto innevata, affronta una serie indefinita di salitelle per un 5300-5500 m di dislivello.
Da Foligno si parte subito in salita verso il Valico di Colfiorito. Si tratta di una strada comoda, larga e poco pendente. Una volta era il principale passaggio tra la provincia di Macerata e Roma, oggi con l'inaugurazione delle superstrada, è tornata una splendida strada appenninica. Nonostante il dislivello di 500 metri non è classificato come GPM.



Salita 2: San Ginesio

distance: 6.5 km
elev gain: 300 m
Avg Grade: 4.7%

Il primo Gran Premio della Montagna arriva piuttosto tardi al km 140, quando sono già state superate le colline di Cessapalombo (deviazione gratuita), Serrapetrona, Urbisaglia, Colmurano e uno stillicidio di mangiaebevi. La salita per San Ginesio non presenta difficoltà, anzi a parte al lunghezza è forse meno impegnativa di altre colline incontrate in precedenza; ma solo perché si è scelto di salire per la provinciale anziché per le mitiche creste di San GinesioIn compenso da questo punto in avanti il percorso non concede tregue. 

Salita 3: Gualdo

distance: 4.1 km
elev gain: 350 m
Avg Grade: 9%

Per arrivare a Gualdo bisogna superare due colline.  Il primo male (Case) supera un dislivello di 120 m in 1.5 km; il secondo 230 m in 2.6 km. Sono salite cattive. Da Gualdo si potrebbe scendere a Sarnano in pochi chilometri, ma evidentemente non era nello spirito di chi ha disegnato la tappa. Arrivati al Paese, infatti, si torna indietro, si scende e si risale verso Sant'Angelo in Pontano (non è classificato GPM, ma anche questo borgo è costruito in cima alla sua altura) e poi si affronta la splendida e inconfondibile sagoma della collina della Penna.




Salita 5: Penna San Giovanni

distance: 2 km
elev gain: 220 m
Avg Grade: 11%

Da qualunque parte la si prenda è sempre faticoso raggiungere Penna San Giovanni, splendido borgo sulla prima piega dell'Appenino, in un una posizione che orograficamente è già montagna, ma dal punto di vista del paesaggio è ancora collina. Potremmo trarci d'impaccio definendo Penna San Giovanni "alta collina" (vedi post), intendendo che pensi di andare in collina, ma fai fatica come in montagna.
Salendo dal ponte sul torrente Salino ci sono due chilometri molto ripidi con punte del 15%, poi tre chilometri pedalabili prima di scendere la ripida strada verso Monte San Martino e risalire ancora per un altro chilometro e mezzo al 10%. Al bivio Gallo (per fortuna) si scende verso la provinciale della Val di Tenna; dalle Piane si risale verso Amandola e il Valico di Rustici (quota 630). Sarà una parte di corsa interlocutoria, quella in cui i fuggitivi saranno tenuti a mollo prima di essere inesorabilmente sverniciati sulla salita finale.

Post scriptum: non l'ho scritto apposta perché pare porti sfiga, ma da qualche parte, prima di Sarnano c'è il dentino di Cardagnano. Ai pro non fa paura e nemmeno ai cicloturisti con le gambe fresche, dovrebbe. Ma ho sentito alcune delle imprecazioni più agghiaccianti e assistito a delle vere proprie crisi isteriche davanti a quello strappetto di 400 m per di più pedalabili

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